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Bilanci dello Stato, i numeri del Corriere del Ticino

di

Michele De Lauretis
Cominciamo con una frase inedita: "la matematica non è un'opinione".
Con gli anni si impara invece, tra tante cose, che la matematica è un'opinione, eccome. E le cifre diventano tanto più elastiche quanto più impiegate nel campo della politica.
Ne è un esempio l'approccio che il Corriere del Ticino sta avendo con i bilanci dello Stato. Si è così pubblicata una tabella (21 novembre) nella quale vengono confrontati preventivi a consuntivi e a preconsuntivi, a seconda della bisogna: mele a pere a banane. Si fa astrazione dell'entrata straordinaria dell'oro Bns in un bilancio, ma non dell'uscita straordinaria per le strade in un altro. Nei fatti il preventivo per l'anno venturo, ancorché di pesante disavanzo, è migliore del precedente il quale a sua volta era migliore di quello 2006. Ma si legge il contrario.
Un altro esempio è il coro entusiastico con cui si è inneggiato da destra allo sgravio fiscale operato nel canton Grigioni ad inizio mese. Bene, benissimo brava la consigliera di Stato Eveline Widmer-Schlumpf che si appresta ad entrare in Consiglio federale. Ma.... ma qualcuno avrebbe potuto sottolineare che nella graduatoria dei cantoni svizzeri allestita in base alla loro pressione fiscale complessiva (ultimo dato il 2006) il canton Grigioni si trova al 19esimo posto, con un indice globale di carico tributario di 119 punti mentre il Ticino è al terzo posto  con un indice di 73 punti.
Il vantatissimo sgravio grigionese di 20 milioni è ben poca cosa rispetto alle centinaia di gettito cui in pochi anni ha rinunciato il nostro Cantone sia per via parlamentare sia per via popolare (119 milioni solo nel voto del febbraio 2000). A voler fare l'avvocato del diavolo e usare la stessa logica da saltimbanchi delle cifre si potrebbe allora dire che il Ticino opererà dal 1o gennaio uno sgravio per le persone giuridiche superiore a quello grigionese, poiché annullerà le aliquote transitorie aumentate tre anni fa...
Insomma, se le tanto vituperate autorità ticinesi potessero scambiare con quelle grigionesi il grado di fiscalità, d'un colpo ogni problema finanziario del nostro Cantone sarebbe risolto.
Terzo esempio di cifre a sbalzo. Lunedì scorso i media ticinesi hanno dato ampio risalto alla votazione popolare avvenuta nel canton Obwaldo e nella quale anche i socialisti hanno sostenuto la cosiddetta flat rate tax, l'aliquota fiscale unica.
Abbiamo così letto nei titoli e nei servizi che ad Obwaldo (esenti i primi 10mila franchi per i bassi redditi) si praticherà un'aliquota unica dell'1.8 per cento. Uheilà, come dire imposte quasi nulle. La verità è però un'altra ben illustrata ad esempio da Le Temps del venerdì precedente quella votazione. Il tasso dell'1,8 andrà infatti moltiplicato per dei coefficienti (variabili): quello cantonale (oggi di 2,95 punti) e quelli dei singoli comuni. L'imposta cantonale diventa così tripla di quella che si è potuta presumere leggendo i giornali. Ciò non toglie granché alla critica sacrosanta alla flat rate tax, toglie semmai un poco all'informazione.

Pubblicato

Venerdì 21 Dicembre 2007

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