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Ben accolti dalla direzione

di

Giuseppe Dunghi
Che cosa dice il frate al condannato a morte sul patibolo negli ultimi momenti di vita? Che bisogna perdonare a giudici e carnefici, la vita vera non è in questo mondo, la sofferenza di un momento è ben poca cosa se paragonata al premio che ci attende nell'aldilà. Poi si mette in tasca la lettera da consegnare alla moglie e ai figli, offre da baciare il crocifisso e ascolta le ultime parole rassegnate.
"Un percorso che sarà accompagnato dai sindacati. Una presenza, la loro, ci confermano, ben accolta dalla direzione". Il percorso di cui scriveva un quotidiano cantonale il 20 dicembre scorso è quello intrapreso verso il licenziamento dai 110 dipendenti della Geomag di Novazzano che rischia di fallire e di lasciare tutti a casa. I sindacati si danno da fare per ottenere un prolungamento della moratoria concordataria o qualche piano sociale. Ma non possono cambiare di una virgola il destino di quei lavoratori. Ci mancherebbe che la direzione della ditta non accolga bene la loro presenza.
Il sindacato dei dipendenti dello Stato difende il potere d'acquisto degli ottomila impiegati pubblici cantonali. Ma non ha evidentemente il potere di rovesciare i rapporti di forza in parlamento, dove tutti i partiti si sono trovati d'accordo lo scorso dicembre nel dimezzare il carovita che spetterebbe agli statali nel 2008. La misura, se protratta – come tutto lascia pensare – per i prossimi tre anni, comporta un risparmio per le casse del Cantone di 20 milioni di franchi, e ciò contribuirà a ridurre il deficit strutturale dello Stato (174 milioni di franchi annui preventivati), che corrisponde grosso modo agli sgravi fiscali (200 milioni di franchi in meno all'anno) fatti approvare dalla destra negli scorsi anni. I dipendenti dello Stato sono dunque costretti a finanziare con la loro busta paga le campagne elettorali della Lega. Il coro è unanime: l'adattamento automatico dei salari provocherebbe un aumento dell'inflazione, che a sua volta farebbe diminuire le rendite da capitale. Ma siccome queste ultime sono sacre, è normale che sia lo stipendio dei lavoratori a diminuire di anno in anno. Così, accettando che il reddito da lavoro sia subordinato al reddito da capitale, il sindacato si riduce a fare da assistente sociale.
Al momento dell'incidente, i sette operai morti bruciati nel dicembre scorso alla ThyssenKrupp di Torino erano al lavoro da 12 ore consecutive. Come mai? Nei cicli continui di lavorazione nelle acciaierie, l'azienda può obbligare a fare fino a 4 ore di straordinari al giorno, è previsto dal contratto di lavoro. L'ex giudice Felice Casson ha commentato: "Sì, è un dramma. L'operaio lasciato da solo farà sempre le 12 ore, perché ha il mutuo da pagare, il figlio da mandare all'università, i regali di Natale da comprare per i bambini. Tocca a noi, alla politica e al sindacato, intervenire prima". Già, intervenire prima. Intervenire contro chi, con i bassi salari, mette l'operaio in condizione di non poter scegliere se fare gli straordinari o no, e costringe i sindacati a svolgere un ruolo irrilevante, tutto sommato simile a quello del frate con il condannato a morte.
Però. Però come eliminare il sospetto che invece sia proprio il frate il vero responsabile dell'esecuzione? Perché i processi e le condanne a morte avvengono quando una religione nata sovversiva e liberatrice diventa giustificatrice dell'esistente e organizzatrice del consenso.

Pubblicato

Venerdì 1 Febbraio 2008

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