Storie di dumping

Sono disparate le forme che assume il fenomeno dell’abbassamento generale del livello salariale nel Canton Ticino. Forme diverse e in campi professionali variegati, oggi complessivamente sotto attacco. Le statistiche salariali fanno fatica a rilevarle, soprattutto per via dell’assenza di dati. Una lacuna dovuta al principio ideologico che in Svizzera i salari sono affari privati, individuali, ciò che porta a negare l’importanza degli effetti della retribuzione del lavoro sull’intera società. Basti sapere che la statistica nazionale degli stipendi si basa su sondaggi su un campione di ditte. In questo contesto, assumono quindi importanza anche i casi singoli reali, testimonianze di una tendenza in corso. In queste pagine ne sono riportati alcuni, simili a casi già documentati da area in precedenza.

 

Salario annuo: 22.000 mila franchi, diviso in tredici mensilità annue. Poiché la tredicesima è un obbligo contrattuale per meno di un terzo dei salariati in Svizzera, si potrebbe anche dir loro grazie per quei 1.700 franchi mensili. Peccato non sapere chi ringraziare.


La ditta di Chiasso, dall’intrigante di nome Eaglesky (letteralmente cielo d’aquila) è dedita alla produzione e commercializzazione d’imbarcazioni e di prodotti del settore nautico e affini, stando alla definizione a registro di commercio. È la sola succursale planetaria la cui casa madre è a Cipro, paese noto quale paradiso degli evasori fiscali. Nell’isola mediterranea, grazie ad aliquote molto vantaggiose e deboli controlli sui flussi di capitale, in pochi anni i depositi bancari sono schizzati alla cifra record di 47 miliardi di euro. Questo prima dello scorso marzo, quando la crisi finanziaria si è abbattuta sull’isola costringendola ad abbandonare l’assoluta riservatezza in cambio di aiuti Ue. Ciò non vuol dire che ora regni la trasparenza. Guarda caso, il sito internet del registro di commercio cipriota non è più accessibile da maggio.


Quel che si sa è che fondare una casa madre a Cipro è più conveniente che in Svizzera. Nello specifico, fondare Eaglesky è costato solo mille euro. Il capitale sociale ammonta infatti a mille azioni da un euro l’una.
A voler invece sapere chi si celi dietro la Eaglesky, a Cipro ci si scontra con il muro di gomma eufemisticamente chiamato “riservatezza”. È però possibile risalire al fiduciario ticinese che presta loro il nome dietro compenso per figurare quale direttore della succursale. Il signor B vanta una lunga carriera nel campo, avendo presenziato negli anni in ben 173 consigli d’amministrazione di imprese ticinesi. Non si può dire sia un imprenditore di successo, almeno stando al numero di fallimenti registrati. Quasi un’ottantina di queste però sono state cancellate al termine della procedura di liquidazione.


Ma il signor B ha il pallino della globalizzazione finanziaria. Nel suo curriculum non sono poche le ditte succursali di cui figura direttore le cui case madri sono sparse nei quattro angoli del mondo: Dubai, San Roque, New York, con una certa predilezione per Vaduz.


Come evidenziato in articoli precedenti, la presenza di buona parte di queste succursali rappresenta più rischi negativi che benefici. In caso di fallimento, gli arretrati salariali gli oneri sociali li paga la collettività locale tramite la disoccupazione. Nel caso di scoperti di fornitori, affitti o altri creditori, riuscire a recuperare qualcosa è una missione impossibile. Mentre dal punto di vista fiscale, essendo succursale, ci sono buone possibilità che in Ticino non entri nulla.

 

Pubblicato il 

21.11.13..

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