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Baggio, sinonimo di spettacolo

di

Antonio Bolzani
Il tormentone Baggio ha preso avvio in grande stile: Trapattoni lo deve portare ai prossimi Campionati Mondiali ? Il dibattito è apertissimo e i sondaggi si moltiplicano in una nazione che sembra divisa sull’opportunità di vedere il numero 10 del Brescia ancora presente e magari nuovamente protagonista in una importante rassegna iridata. Intanto, il suo ritorno a 77 giorni dall’intervento chirurgico al ginocchio, ha dell’incredibile; ma Roberto Baggio, come ha annotato Giorgio Tosatti sul Corriere della Sera di lunedì scorso, «voleva e vuole prendere parte per l’ultima volta al Mondiale. Quindi ha ordinato a muscoli, tendini e cartilagini di fare in fretta: mica poteva perdere quel sogno per loro. Chi ne ha seguito il lavoro l’ha definito un marziano. Doveva tornare in campo prima che Trapattoni diramasse le convocazioni e ci è riuscito. Doveva farlo in modo da stupire, da istillare il sospetto che forse potrebbe davvero essere utile in Giappone: ecco scodellati due gol, raggiunta quota 180, nessun calciatore del nostro campionato, fra quelli in attività, ha segnato quanto lui». Se a questa cifra da primato (180 reti non sono poche!), aggiungiamo la classe cristallina e l’immenso carisma di questo fuoriclasse con gli occhi buoni ed un sorriso in bilico tra una spensierata allegria ed una consapevole nostalgia, ci sembra doverosa e più che legittima la sua partecipazione alla prossima Coppa del Mondo. «In questo calcio tutto muscoli, pressing, falli tattici e noia, – scrive ancora Tosatti – Roberto Baggio è una garanzia di emozioni. È talento, poesia, dramma, sberleffo e divertimento. Non solo: sembra quasi che il destino abbia deciso di regalargli una vita romanzesca, così piena di trionfi, cadute, resurrezioni e dolore, da intenerire la gente»: insomma, come si fa a lasciare a casa un campione di questo calibro? La sfida è oramai tra il cuore di molti appassionati di football, che lo vorrebbero ancora ammirare in un Mondiale, e le ragioni del Trap, che probabilmente desidera contare su giocatori più affidabili e meno «ingombranti» da gestire. Intanto, il cuore di quattro deputati di Forza Italia li ha portati a rivolgersi al ministro per i Beni Culturali, Urbani, per sollecitare l’inserimento di Baggio nella lista dei 23 azzurri per i Campionati Mondiali. Secondo questi politici, la sua convocazione è un atto dovuto al calcio italiano e in qualche modo al popolo italiano, almeno a quella parte che segue le vicende pallonare. A loro avviso, il Codino rappresenta meglio di chiunque altro il football inteso come arte, eroismo e poesia. Nulla da dire, il rapporto tra Forza Italia e i commissari tecnici degli azzurri è davvero costante: due anni fa, subito dopo i campionati europei, Silvio Berlusconi spinse Dino Zoff a dimettersi. Oggi, quattro suoi colleghi di partito, invitano Giovanni Trapattoni a non dimenticarsi di Baggio. E se alla prossima coppa del mondo fosse un rappresentante del governo che decidesse la formazione da mandare in campo? Meglio di no, sarebbe troppo sbilanciata a destra!

Pubblicato

Venerdì 26 Aprile 2002

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