Avanti il prossimo

Quando mi hanno detto che si è ritirato Pascal Couchepin la mia prima reazione è stata di meraviglia: a me non sembra si sia ristretto, mi pare sempre grande e grosso. In un secondo momento ho capito che è proprio successo: il nostro valente consigliere federale ha rassegnato le dimissioni. Quindi subentra un po' quel senso di vuoto, acuito forse dalla notevole stazza di chi ha lasciato il posto vacante. Ma subito dopo comincia a montare l'adrenalina perché bisogna trovare un successore.
Subito i liberali hanno messo le mani avanti: il nuovo ministro degli interni deve essere liberale radicale e possibilmente latino. Lascio per un attimo da parte il discorso politico che riprenderò più avanti. Perché mai un candidato latino? E dove li troviamo al giorno d'oggi i latini? Perché non cerchiamo un candidato etrusco o celtico o sumero? Che assurdità si dicono ogni tanto pur di imbrogliare i giochi politici. O forse è un alibi per distrarre dalla questione che verametne conta: a quale partito dovrà andare il seggio vacante.
Va bene, analizziamo in ordine di assurdità le proposte di chi finora si è fatto avanti. Cominciamo dai verdi. Io dico una cosa: quando il verde avanza oltre misura è ora di mettere mani alle cesoie. Soprattutto il verde pubblico va tenuto ordinato e chiuso nelle apposite recinzioni. Fuor di metafora non è per quanche successino elettorale che chiunque può rivendicare un posto nel Governo federale. Insomma, non capisco ma mi adeguo al discorso federalista sulla tutela delle minoranze ma di questo passo dovremo prevedere un posto in Consiglio federale anche per gli amici dei lepidotteri o per i soci del Touring club (già meglio).
Quelli che starnazzano più forte mi sembrano però i popolari democratici. E però! Se siete davvero conservatori dovevate essere in grado di conservare il vostro secondo seggio in Governo. Sì, d'accordo è fin troppo facile prenderli in giro, ma siamo seri, i Ppd sono superati, il centro è una piazza deserta, all'elettore contemporaneo piaccio gli estremi.
Ora veniamo alle rivendicazioni più sensate. L'Unione democratica di centro non fa mistero delle proprie ambizioni. Ci vuole un secondo consigiere federale democentrista per fare un po' di compagnia al povero Ueli che si sente tanto solo. E d'altra parte l'Udc è il partito che davvero ha la forza elettorale di pretendere due seggi. A maggior ragione se pensiamo che uno dei due è sempre usurpato dalla donna grigionese che non nomino ma avete capito chi è. Che c'entrano poi le donne con la politica? Anzi, ci vorrebbe un candidato uomo e svizzero-tedesco. Almeno ci sarebbe il quarto per una partita a Jass.
O volete davvero un tocco latino? L'ho già detto sopra, ce n'è a malapena che parlano italiano figuriamoci il latino, a meno di non metterci un cardinale in Governo. Però per una simpatica ventata di freschezza meridionale si potrebbe anche considerare una candidatura leghista e dialettale.
Ma questi ultimi purtroppo sono solo sogni... d'altra parte sarà pur lecito sperare anche in politica.

Pubblicato il

19.06.2009 15:00
Flavia Parodi