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Astrologia

di

Ferruccio Marcoli
Su «Ticino7» mi si dice che, grazie all’aiuto di Saturno, l’efficacia delle mie azioni è impressionante e che giovedì dovrei sbrigare alcune importanti faccende personali. Aspetto con ansia giovedì perché ho diversi conti in sospeso e, se va come d’augurio, dovrei mettere diverse cose al loro posto. Fuori dallo scherzo, l’astrologia è un’arte antica che pretende di predire il futuro studiando gli effetti dei corpi celesti sui destini umani. Il suo massimo grado di diffusione è avvenuto durante il medioevo e il rinascimento, mentre, con la rivoluzione copernicana, è andata incontro ad avversioni e opposizioni ed è stata relegata a superstizione o a passatempo. Occorre dire che nella sua dimensione più colta e raffinata l’astrologia è stata recuperata da certe branche della psicologia. C.G. Jung, ad esempio, lo fa con la sua dottrina dei tipi astrologici e sistema diverse sue parti nell’inconscio collettivo della psiche. Su altri piani c’è l’astrologia commerciale: quella, per intenderci, che mi riserva (stando a «Ticino7») un giovedì eccezionale. Tutti sanno che l’astrologia commerciale consente a tanta gente di sognare, immaginare e alla fine di vivere meglio le dure realtà della nostra esistenza. Facile quindi sorridere sulle sue previsioni (salvo scorrere le pagine delle riviste in cui compare per cercare conforto e speranza) e procedere alla sua demistificazione. Non bisogna tuttavia dimenticare – anche mentre si procede a demistificare l’astrologia (cosa peraltro necessaria) – che essa è, in maniera ambivalente, un grande veicolo di utopia e di simbolicità. Attenzione, dunque, ammonisce Roland Barthes (1915-80) – uno dei principali esponenti dello strutturalismo francese contemporaneo, semiologo e fine mitologo – se l’uomo venisse privato della sua sfera simbolica morirebbe , proprio al modo in cui altri muoiono di fame. Di conseguenza, sostiene Barthes, se si deve continuare a demistificare l’astrologia, non bisogna mettere in questa attività di demistificazione alcuna boria, nessuna arroganza razionale o critica. L’astrologia è un fenomeno culturale. Società molto diverse hanno espresso se stesse per mezzo del pensiero astrologico. L’astrologia fa parte della storia e pertanto dev’essere studiata dalla scienza storica. Dal punto di vista storico essa non è più disprezzabile delle grandi ideologie religiose. L’astrologia è quindi un grosso sistema di segni, una potente, interessante finzione che, come tale, può suscitare interesse quanto un grande romanzo o un importante sistema filosofico.

Pubblicato

Venerdì 14 Dicembre 2001

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