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Asterix, satira di costume

di

Antonio Carboni
Sul finire di ottobre del lontano 1959 i giovani lettori del settimanale francese Pilot fanno la conoscenza con un piccolo e irascibile Gallo che, in un microscopico villaggio dell‘Armorica, non si arrende allo strapotere dei Romani e, anzi, con le sue gesta ne mette in ridicolo le potenti armate. Questo ometto mingherlino e coraggioso, brontolone e testardo, si chiama Asterix e diventa in brevissimo tempo uno dei più grandi successi del racconto disegnato. Creato dallo sceneggiatore René Goscinny (morto nel 1977) e dal disegnatore Albert Uderzo, il fumetto assume ben presto contorni precisi indirizzandosi ad un filone grottesco-avventuroso che sfocia nella satira di costume e in un ironico divertissement che non risparmia nulla e nessuno. In questo scenario volutamente deformato vengono puntualmente presi in giro governi e istituzioni, mode e manie, vizi e virtù del nostro modo di vivere. Pur svolgendosi ai tempi del "De bello gallico" di scolastica memoria (la conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare), il fumetto riflette in maniera esemplare le frustrazioni del nostro secolo. Asterix è accompagnato dal suo indivisibile amico Obelix, un enorme omaccione panciuto specializzato nel trasportare menhir e divorare grassi cinghiali. I dialoghi brillanti e le battute a raffica sono gli ingredienti di un successo che trova la sua massima espressione nell‘attenta caratterizzazione dei personaggi. L‘improbabile villaggio gallico diventa così un gustosissimo microcosmo dove si muovono figure che rischiano, ad ogni episodio, di rubare la scena all‘eroe principale, ad iniziare da Panoramix, il carismatico druido che ha inventato la pozione magica che permette di ottenere, sia pure solo per poche ore, una forza straordinaria. A far da contraltare ai Galli c‘è la potenza di Roma, messa però ferocemente in ridicolo, con una riscrittura della storia in chiave decisamente surreale e con una satira pungente e smitizzante. La lunghissima saga approda proprio in questi giorni al volume No. 31 della serie, Asterix e Latraviata (non è un errore, proprio tutto attaccato). Con questa nuova eroina c‘è il ritorno della bella Falbala e la sconcertante comparsa delle madri di Asterix e Obelix! Ai testi troviamo l‘ottimo Xavier Fauche, uno sceneggiatore di grande mestiere, mentre ai disegni abbiamo il solito, grande, inossidabile Uderzo.

Pubblicato

Venerdì 11 Maggio 2001

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