Anno XXVI - N°11 - 23 giugno 2023

L'editoriale
22.06.2023

di 

Claudio Carrer

Un atto di giustizia per le vittime dell’amianto e per una comunità che ha subito un torto gravissimo, ma anche un esempio per tutto il mondo di come la giustizia possa giocare un ruolo nel tutelare un diritto fondamentale dei lavoratori e dei cittadini, come quello alla salute. Soprattutto quando si è confrontati con la criminalità della grande impresa. Sono i significati che ci sentiamo di attribuire alla recente sentenza della Corte d’Assise di Novara che condanna il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny a 12 anni di carcere per l’omicidio doloso aggravato di centinaia di persone morte per mesotelioma, “colpevoli” di aver respirato le polveri di amianto immesse nell’ambiente dalla fabbrica che lui gestiva in modo scriteriato.

Articoli

Sciopero femminista
23.06.2023

di 

Raffaella Brignoni

Anna è su di giri, una forza della natura, che sprigiona energia.

Anna è un’operaia, lavora in fabbrica, ne conosce i duri codici interni ed è in piazza a protestare: «Lo aspettavo tanto questo 14 giugno. Per me è un giorno che coincide con un grido al mondo, un inizio e io nel mio piccolo non smetterò di lottare e di credere in un futuro migliore per le donne che verranno».

Come lei altre 6mila persone (300 mila in tutto il paese) hanno riempito Bellinzona per la terza grande mobilitazione femminista della storia in Svizzera.





Processo Eternit bis
22.06.2023

di 

Claudio Carrer

La tragedia di Casale Monferrato, con i suoi oltre 3.000 morti ammazzati dall’amianto dell’Eternit, ha un responsabile, che di nome fa Stephan Schmidheiny. Questo stabilisce l’attesa sentenza del processo Eternit bis pronunciata lo scorso 7 giugno, dopo due anni di dibattimenti, dalla Corte d’Assise di Novara, che ha inflitto al miliardario svizzero una pena di 12 anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e aggravato.

Vendita
22.06.2023

di 

Francesco Bonsaver

Delusione, frustrazione e rabbia. Non (solo) nel sindacato, che ne è il portavoce, ma nei sentimenti di venditrici e venditori per il responso delle urne di domenica scorsa che ha sancito un ulteriore passo verso la liberalizzazione degli orari di apertura dei commerci in Ticino, approvata dal 57% degli aventi diritto di voto. Ma non c’è rassegnazione.
«La battaglia ora si trasferisce sull’applicazione» rassicura Chiara Landi del sindacato Unia.

Rubriche

La mano invisibile
22.06.2023

di 

Silvano Toppi
Dietro lo specchio
22.06.2023

di 

Ferruccio D'Ambrogio
Spazio Sos
22.06.2023

di 

Alessandro Lucchini

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