Anno XXVI - N° 2 - 3 febbraio 2023

L'editoriale
01.02.2023

di 

Claudio Carrer

«Comunque vada a finire, con questo processo si scrive una pagina di storia, non solo per i cittadini di Casale Monferrato, ma per tutto il mondo». Non possiamo che condividere e rilanciare da queste colonne le parole pronunciate lunedì scorso a Novara dal Pubblico ministero Gianfranco Colace al processo Eternit che si sta celebrando davanti alla Corte di Assise e che vede imputato il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, con l’accusa di omicidio plurimo intenzionale in relazione alla morte di 392 persone uccise dalle polveri di amianto della sua fabbrica (cliccare qui per maggiori dettagli). Un processo difficile e dall’esito tutt’altro che scontato, ma che in ogni caso ha già dato un contributo fondamentale alla ricerca della verità su una tragedia di portata mondiale e nella quale Schmidheiny e la sua famiglia sono stati attori di primo piano a livello internazionale per oltre cent’anni. E che per decenni ha visto la Svizzera fungere da centrale di comando della potente industria mondiale del cemento-amianto e di tutte le nefandezze che emergono inequivocabili nei tribunali italiani, soprattutto grazie all’eccezionale indagine della Procura di Torino che portò nel 2009 all’apertura del primo maxi-processo per disastro ambientale e successivamente (dopo che nel 2014 la Cassazione annullò per intervenuta prescrizione la condanna di Schmidheiny a 18 anni) all’avvio di altri procedimenti per omicidio tuttora in corso.

Articoli

Sorveglianza digitale
02.02.2023

di 

Mattia Lento

Paul-Olivier Dehaye (1981), dopo essere stato ricercatore di Matematica al Politecnico di Zurigo, oggi si batte contro gli abusi nell'ambito della sorveglianza digitale. Per Dehaye, che nel frattempo è diventato uno dei massimi esperti mondiali sul tema, Dehaye la raccolta di dati non è un problema in sé, ma lo diventa nel momento in cui questa collezione non è sotto il nostro controllo ed è utilizzata per scopi di mero profitto o addirittura di repressione del dissenso. E il mondo del lavoro non è immune dal fenomeno...

Verso lo sciopero
02.02.2023

di 

Raffaella Brignoni e Federica Bassi

La Svizzera non ha mai brillato in materia di diritti delle donne. Parità di genere? Non esiste e lo dimostra il divario tra gli stipendi fra donne e uomini che, facendosi più marcato al momento del pensionamento, non è giustificato da esperienza, formazione o tipo di posizione occupata. La diseguaglianza nasce lontano, dall’esercizio del potere che si fa abuso. È così che l’altra metà del cielo, quella maschile, ha sempre depredato le donne, sottraendo loro diritti e denaro. Se non è questo il malpotere...

 

 

Politica sanitaria
02.02.2023

di 

Raffaella Brignoni e Federica Bassi

Sono andati e andate costantemente al di là dei loro obblighi ordinari per prendersi cura di voi, di noi. E non solo durante la pandemia. Il personale sanitario è da anni che ha superato il limite e la situazione – a un anno dalla plebiscitata iniziativa per cure infermieristiche fortiresta drammatica, nonostante i timidi segnali che giungono da Berna. «Occorre mobilitare il personale e la popolazione, perché questo è un problema di società e bisogna intervenire subito: i tempi della politica sono troppi lunghi» dice il sindacalista Enrico Borelli.

Anarchia
02.02.2023

di 

Loris Campetti

Linea dura, linea della fermezza. Lo Stato non tratta e non si fa intimorire dalle minacce e dai ricatti. Le minacce sarebbero le azioni dimostrative di matrice anarchica contro il carcere duro che sta uccidendo Alfredo Cospito, il ricatto lo sciopero della fame che da 105 giorni attua lo stesso detenuto per protestare contro il regime di 41 bis, introdotto in Italia dopo le stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio. È questo il futuro che ha in mente il governo Meloni per l’anarchico Cospito?

Eternit
01.02.2023

di 

Claudio Carrer

NOVARA - «È una strage dovuta all’amianto? In realtà è una strage dovuta all’uomo, che si sarebbe potuta evitare o perlomeno contenere. Una strage il cui responsabile è Stephan Schmidheiny». È con questa, tanto amara quanto chiara considerazione che il pubblico ministero Gianfranco Colace lunedì scorso ha introdotto la sua requisitoria nel processo Eternit bis in corso davanti alla Corte di Assise di Novara, dove il miliardario svizzero è imputato per l’omicidio plurimo aggravato di 392 persone.

Rubriche

02.02.2023

di 

Silvano Toppi
02.02.2023

di 

Franco Cavalli
02.02.2023

di 

Roland Erne