Anno XXV - N°12 - 1 luglio 2022

L'editoriale
30.06.2022

di 

Claudio Carrer

Sui cantieri si lavora sempre di più, sempre più in fretta e con sempre meno personale. E i lavoratori, nonostante l’ottima congiuntura e gli sforzi straordinari profusi durante la pandemia, non percepiscono aumenti salariali generali da due anni. I padroni, dal canto loro, nell’ambito dei negoziati per il rinnovo del Contratto nazionale mantello (Cnm) che a fine anno giunge a scadenza, pretendono ancora più flessibilità e giornate lavorative fino a 10 ore durante i mesi estivi, quelli di maggiore calura. Vorrebbero poter disporre della vita degli operai in funzione del proprio bisogno di profitto. È questo il contesto in cui si sta sviluppando la mobilitazione degli edili di tutta la Svizzera che sabato scorso a Zurigo hanno dato vita a una grande manifestazione da 15.000 persone, una sorta di “antipasto” di un autunno caldo, se gli impresari costruttori non dovessero tornare alla ragione.

Articoli

L'intervista
30.06.2022

di 

Claudio Carrer

Tra le 15.000 persone che sabato scorso hanno partecipato alla grande manifestazione dei lavoratori edili a Zurigo, mobilitati nell’ambito dei difficili negoziati per il rinnovo del Contratto nazionale mantello (Cnm) che giunge a scadenza a fine anno, c’era anche l’ex rettore dell’Università della Svizzera italiana (Usi) Boas Erez. Una presenza molto apprezzata dai lavoratori provenienti dal Ticino, che Erez ha accompagnato anche durante la trasferta in treno. «Sono qui per capire», dichiara il professor Erez al nostro quindicinale area in un’intervista in cui propone interessanti riflessioni sul valore della mobilitazione, della rappresentanza e della democrazia. Questioni per lui centrali anche nell’ottica di una (possibile) discesa in politica, su cui preannuncia una decisione «entro la fine dell’estate».

Il commento
30.06.2022

di 

Francesco Bonsaver

Sul TiSin è forse calato il sipario? Nossignori, è ricorso. I capitani delle industrie firmatarie dell’accordo col finto sindacato, nel tentativo di evitare il salario minimo cantonale, si sono opposti alla sanzione inflitta dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro. Lo confermano ad area fonti degne di fede.

Ricapitoliamo le ultime scene dell’opera buffa ticinese, lasciando a voi gentili lettrici il compito d’indovinare chi abbia incarnato il ruolo del servo imbroglione, del vecchio avaro o del giovane di buona famiglia, le tradizionali macchiette del popolare genere teatrale.

Giovani
30.06.2022

di 

Veronica Galster

Un altro anno scolastico è volto al termine e finiti gli esami sarà tempo per molti giovani di imboccare nuove strade o entrare a pieno titolo nel mondo del lavoro con alla mano il proprio attestato di fine formazione. Non per tutti però sarà così, ogni anno c’è anche chi boccia gli esami finali e deve affrontare, oltre allo smacco, la preoccupazione di cosa fare in seguito e decidere che strada intraprendere. Per gli apprendisti il tasso di bocciature è piuttosto alto, soprattutto in alcuni settori professionali, e varia da regione a regione. Con un esperto abbiamo cercato di capirne le possibili cause.

Rubriche

La mano invisibile
30.06.2022

di 

Silvano Toppi
Eurovisioni
30.06.2022

di 

Andreas Rieger
Diario di classe
30.06.2022

di 

Anna Biscossa
Dietro lo specchio
30.06.2022

di 

Ferruccio D'Ambrogio
Immigrazione & dintorni
30.06.2022

di 

Dino Nardi