Anno XXIV - N°16 - 22 ottobre 2021

L'editoriale
21.10.2021

di 

Claudio Carrer

Come in altri paesi europei, anche in Svizzera il Certificato Covid, obbligatorio dal 13 settembre scorso negli spazi interni di bar, ristoranti e strutture sportive, culturali e del tempo libero, è da settimane al centro di proteste di piazza in varie città. Al grido di “libertà, libertà”, presunti “amici della Costituzione” che rivendicano il diritto di infettarsi e di infettare e politici che cavalcano il malcontento e le paure della gente ne chiedono l’abolizione. A differenza di tutto il resto d’Europa e del mondo, le svizzere e gli svizzeri hanno però il privilegio di potersi esprimere sulle sorti di questo strumento che attesta l’avvenuta vaccinazione contro il Covid, la guarigione o la negatività al tampone e che ci consente, anche in una situazione pandemica e sanitaria tutt’altro che tranquilla, di viaggiare e di vivere normalmente la nostra quotidianità. L’occasione è data il prossimo 28 novembre, quando il popolo si esprimerà (per la seconda volta nel giro di 6 mesi) sulla cosiddetta Legge Covid-19, la base legale dei provvedimenti del Consiglio federale per far fronte alla pandemia e limitare i danni economici.

Articoli

Donne
03.11.2021

di 

Veronica Galster

Il 2021 non è ancora terminato e abbiamo già quasi raddoppiato il numero di femminicidi dello scorso anno in Svizzera: 25 contro 16 quelli compiuti, nove i tentativi (lo scorso anno i tentativi sono stati 5), di cui l’ultimo proprio in Ticino poche settimane fa. Lo stesso giorno una donna è stata uccisa dal marito nel Canton Ginevra. Il 18 ottobre una ragazzina di 12 anni è stata ammazzata dal padre nel Canton San Gallo, due giorni prima una donna è stata freddata in auto da un conoscente nel Canton Glarona e il 13 dello stesso mese una donna era morta per mano del marito a Zurigo. A questa triste lista si aggiungono due tentativi di femminicidio, uno è quello avvenuto in Ticino e l’altro nel Canton Soletta il 2 ottobre.
Non si tratta semplicemente di omicidi, ma di femminicidi e l’uso di questo termine è importante. Ne abbiamo discusso con Graziella Priulla, professoressa di sociologia della comunicazione all’università di Catania.

Lavoro e salute
21.10.2021

di 

Veronica Galster

In Svizzera ogni tre settimane una persona muore su un cantiere e altre migliaia si feriscono nel corso di un anno. Gli incidenti gravi sono in aumento e in Ticino l’ultimo, nel quale un operaio quarantenne ha perso la vita schiacciato sotto al mezzo da cantiere che stava guidando, è avvenuto appena pochi giorni fa, l’11 di ottobre. Una situazione che da diverso tempo preoccupa anche Unia, che nel 2019 aveva condotto un’indagine tra i suoi iscritti del ramo edile: più stress e meno sicurezza è quanto denunciavano i 12.000 lavoratori che hanno risposto al sondaggio.

Lugano
21.10.2021

di 

Francesco Bonsaver

La decisione di abbattere uno stabile del Centro sociale autogestito Il Molino all’ex Macello fu presa in emergenza durante le operazioni di sgombero o era stata già preventivata? Ad oggi, sappiamo per certo che fu ipotizzata ben settantatré giorni prima della notte in cui fu demolito. Lo attestano le mail tra i vertici della polizia cittadina e la Cantonale, di cui aveva già riferito Il Quotidiano Rsi in piena estate e di cui ora area pubblica i contenuti. Infine, altre mail tra Città e Molino, dimostrano gli accordi presi tre anni fa per ristrutturare il tetto pericolante. Ancora pericolante oggi, perché quello abbattuto era un altro.

Rubriche

La mano invisibile
21.10.2021

di 

Silvano Toppi
Diario di classe
21.10.2021

di 

Anna Biscossa
Eurovisioni
21.10.2021

di 

Andreas Rieger
Dietro lo specchio
21.10.2021

di 

Ferruccio D'Ambrogio
Immigrazione & dintorni
21.10.2021

di 

Dino Nardi