Anno XVII numero 4

L'editoriale
12.03.2014

di 

Claudio Carrer

Nei confronti dei lavoratori costretti un tempo dai loro padroni a lavorare a contatto con le polveri di amianto e che oggi si ammalano e muoiono, la Svizzera viola i diritti dell’uomo, perché le sue leggi in materia di prescrizione e l’interpretazione che ne danno i tribunali non consentono alle vittime e ai loro famigliari di far valere le giuste pretese di risarcimento o di riparazione del torto morale. Ad affermarlo è una storica sentenza della Corte europea di Strasburgo che avrà importanti ripercussioni sia sulla giustizia sia sulla politica, così come sulla sorte dei Diritti delle vittime del lavoro di ieri, di oggi e di domani.

Articoli

Sentenza della Corte europea
12.03.2014

di 

Claudio Carrer

Per le di vittime dell’amianto a cui da decenni i tribunali svizzeri negano sistematicamente ogni forma di risarcimento invocando l’intervenuta prescrizione dell’azione civile, si fa concreta la speranza di ottenere finalmente un minimo di giustizia, dopo la storica sentenza emessa martedì a Strasburgo dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Una sentenza che esprime un giudizio severo sulla giurisprudenza e sulle leggi del nostro paese e che obbligherà a un cambiamento di rotta. Almeno un migliaio di casi potrebbero essere riaperti e riesaminati e altrettanti avviati.

Lugano, protesta alla Coop
12.03.2014

di 

Francesco Bonsaver

Da mesi il personale della Coop City di Lugano centro segnalava alla direzione il malessere in filiale. Inutilmente, fino a quando il conflitto è esploso. E la soluzione è arrivata.

Esasperazione. È forse la parola più adeguata per descrivere lo stato d’animo vissuto da mesi dalla maggioranza dalle dipendenti Coop City di Lugano. Se inascoltata, è inevitabile, l’esasperazione esplode. Ed è quanto accaduto mercoledì 26 febbraio nell’insolito scenario della lussuosa via Nassa di Lugano.

Il fenomeno Freegan
12.03.2014

di 

Raffaella Brignoni

Un tuffo nel cassonetto dell’immondizia. Morti di fame? No, è una questione di principio perché nei sacchi dei rifiuti, riempiti con le eccedenze dei supermercati, si trovano enormi quantità di cibo commestibile. Qui si sperpera che è un lamento e poi non parliamo di fame nel mondo. Così quando scende la notte c’è chi libera ortaggi, frutti, latticini, biscotti e marmellate, restituendogli la dignità d’essere mangiati. Il movimento si chiama “Freegan”, è un fenomeno mondiale che è presente anche in Svizzera, Ticino compreso, come dimostra il lavoro di ricerca di Valentina Bosia, di Stabio.

Venezuela
12.03.2014

di 

Maurizio Matteuzzi

Il Venezuela la prossima Ucraina? Il Venezuela sulla strada delle "rivolte arabe" tipo Egitto e Tunisia, Libia e Siria? O piuttosto, vista la sua collocazione geografica e storica, il Venezuela verso il Cile di Salvador Allende (e la sua fine)? I paragoni si sprecano mentre in Venezuela non accenna a scemare lo scontro cruento avviato agli inizi di febbraio dall’opposizione di destra e contrastato nelle strade non solo dalla Guardia Nazionale ma anche dai “colectivos” della base chavista più militante. La lista dei morti continua a crescere. Più di 20, di entrambe le parti. 

Rubriche

12.03.2014

di 

Silvano Toppi

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