Anno XVI - numero 15

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L'editoriale
14.10.2013

di 

Claudio Carrer

Quella consumatasi una settimana fa a Lampedusa era una tragedia annunciata. Anzi: pianificata a tavolino dai governi e dai parlamenti europei, che, a colpi di leggi xenofobe e razziste approvate nell’ultimo decennio, hanno trasformato il Vecchio Continente in una fortezza sempre più impenetrabile e ormai incapace di distinguere trafficanti e passatori dalle persone che tentano di scappare dalla guerra o dalla miseria.
Le dimensioni di questo disastro e le crude immagini delle centinaia di cadaveri di donne, di bambini e di ragazzi ripescati in mare suscitano le solite reazioni d’indignazione, di commozione e di cordoglio, oltre che patetici pellegrinaggi sull’isola delle autorità.

 



Articoli

Migranti
13.01.2016

di 

Francesco Bonsaver

A 2.000 metri d’altitudine, varcando il passo del Lucomagno che segna il confine tra il Canton Grigioni e il Ticino, dalla strada di collegamento nazionale e internazionale non lo si vede, nascosto com’è da una collinetta. Posteggiando all’ospizio e incamminandosi verso il lago di Santa Maria, qualche escursionista si sarà chiesto che cosa celino quei teloni di plastica sorretti da grate, su cui campeggiano cartelli “proibito fotografare”, sorvegliati da agenti di sicurezza privata. Nascondono esseri umani.
Dallo scorso 5 giugno dormono in un bunker militare in disuso una cinquantina di persone che hanno inoltrato domanda d’asilo in Svizzera. Non sono sempre gli stessi, ogni 4-8 settimane è previsto che lascino il bunker per altri centri. Oltre a vitto e alloggio, ricevono tre franchi al giorno per un totale di 21 franchi settimanali che vengono consegnati  loro al venerdì.

Votazione del 24 novembre
09.10.2013

di 

Silvano De Pietro

Il dibattito politico sull’iniziativa popolare “1:12 – Per salari equi” si è intensificato nelle ultime settimane. Numerose sono infatti le prese di posizione su questa proposta partita dai Giovani socialisti (Giso), che andrà in votazione il prossimo 24 novembre. Ad animare la discussione, però, non sono tanto le dichiarazioni favorevoli o contrarie per principio, quanto le diverse previsioni sulle possibili conseguenze qualora l’iniziativa venisse approvata.

Il 19 ottobre manifestazione a Lugano
09.10.2013

di 

Veronica Galster

La situazione è grave, lo conferma chi lavora quotidianamente al fronte per difendere i diritti dei salariati. Occorre fermare al più presto il degrado del mercato del lavoro e le gravi conseguenze che porta con sé. Perciò sabato 19 ottobre tutti in Piazza Manzoni a Lugano per manifestare il proprio malcontento.

«Oggettivamente la situazione del mercato del lavoro è gravissima e sta sfuggendo a qualsiasi forma di controllo», spiega Enrico Borelli, segretario regionale di Unia Ticino, settimanalmente confrontato con situazioni di dumping salariale, aumento dei ritmi di lavoro, precarizzazione dei contratti, esplosione del lavoro interinale e assenza di diritti sindacali.

Ticino
09.10.2013

di 

Francesco Bonsaver

C’è il dumping salariale “certificato” perché ci sono gli strumenti per riconoscerlo e sanzionarlo. Esiste poi la versione più bieca e squallida, quella del caporalato. E infine esiste il dumping salariale dai colletti bianchi ticinesi. È organizzato da persone che sanno muoversi sul filo della legalità perché l’hanno studiata, diventando avvocati o fiduciari.

Lo avevamo documentato lo scorso numero, con le società delle Isole Vergini aventi un’unica succursale mondiale a Balerna (area n.14, “Le imprese benvenute”). Di casi simili da raccontare ce ne sarebbero diversi. L’ultima segnalazione riguarda ad esempio una società di Cipro con l’unica succursale planetaria a Chiasso.

Intervista a M. Landini
09.10.2013

di 

Loris Campetti

Roma - «I soldi possono circolare come vogliono. Gli Stati hanno fatto leggi perché il capitale possa valicare qualsiasi frontiera senza passaporto, al contrario hanno creato un mondo in cui le persone devono restare prigioniere di un destino disumano e se tentano di fuggire alla ricerca di un futuro sono classificate come clandestine. Così, nel nostro paese succede che coloro i quali si sono salvati, avendo la fortuna di non morire annegati a mezzo miglio dalle coste dell’Italia e dell’Europa, siccome non hanno un lavoro, per la legge Bossi-Fini sono illegali, clandestini e devono essere arrestati». La tragedia di Lampedusa, quelle centinaia di esseri umani uccisi dalla fame, dalle guerre, dalle dittature e dall'egoismo di un'Italia e un'Europa che alzano muri più alti di quelli abbattuti nell'89, e i 150 superstiti “prigionieri” senza neppure il diritto a dormire al coperto, sono al centro della denuncia di Maurizio Landini.

Rubriche

09.10.2013

di 

Nicola Emery

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