Anno XVI numero 1

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L'editoriale
24.01.2013

di 

Claudio Carrer

Chiunque deve poter vivere degnamente del frutto del proprio lavoro e lavorare senza mettere a repentaglio la sua incolumità o, peggio, la sua vita. Sono principi largamente condivisi nell’opinione pubblica, ma ancora lontani dall’essere realizzati. Anche nella ricca Svizzera.

L’attualità politica di questo inizio 2013 ci racconta di un Consiglio federale che continua a chiudere gli occhi sul problema dei bassi salari, mentre la cronaca sembra un bollettino di guerra sui cantieri: solo in Ticino un morto e quattro feriti in meno di un mese! Sono questioni molto diverse, ma che non potevano non essere sollevate in questo primo editoriale dell’anno di area, un giornale che come missione ha quella di raccontare il mondo del lavoro, come vuole sottolineare anche la nostra nuova testata “quindicinale di critica sociale e del lavoro”.

Articoli

Le testimonianze di alcune ragazze attive in Ticino
24.01.2013

di 

Raffaella Brignoni

Nel 2012 in Ticino si sono registrati due casi di suicidio fra la comunità delle badanti polacche che, con un regolare permesso di lavoro, assistono a domicilio anziani ammalati. Due morti violente che ci svelano una realtà fatta di sofferenza e di fatica in un clima non sempre rispettoso delle persone e di corrette condizioni di lavoro. Non c’era stato uno ieri, non esisteva un oggi. Per lei, abituata a vivere la vita degli altri, non ci sarebbe più stato neanche domani.

 

Orari dei negozi
24.01.2013

di 

Veronica Galster

Con la revisione della Legge federale sul lavoro rischiamo di andare verso la giornata lavorativa di 24 ore. Uno sguardo verso l'Unione Europea, dove questi cambiamenti si sono avviati con qualche anno d'anticipo rispetto alla Svizzera. A inizio gennaio è partita la raccolta di firme contro la revisione della Legge sul lavoro che vuole introdurre l'apertura 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 dei negozi nelle stazioni di servizio (vedi box in basso). Una revisione legislativa che minaccia l'intero settore del commercio al dettaglio, già confrontato con condizioni lavorative sfavorevoli: con salari tra i più bassi, orari di lavoro spezzettati e largo uso del lavoro su chiamata.

 

Industria ticinese
24.01.2013

di 

Francesco Bonsaver

35 alla Turbomach di Riazzino, una sessantina alla Fiamm Sonick di Stabio e una quarantina alla Waldys di Muzzano. Per non parlare dell’incerto futuro che regna alla Intervalves di Biasca. Sono le soppressioni di impieghi annunciate negli ultimi giorni nell’industria ticinese. Seppur nel complesso dell’industria ticinese lavorino circa 25.000 persone, la rapida successione di notizie negative di decine di soppressioni non può che allertare.

 

La sentenza
24.01.2013

di 

Raffaella Brignoni

Si può considerare come lavoratrice in nero una volontaria umanitaria? Il quesito si è posto, in seguito alla denuncia di un cittadino, che ha segnalato il caso di una cittadina straniera senza permesso di lavoro che faceva del volontariato per la Croce Rossa del Luganese. Ente che è finito per questo motivo in un’aula di tribunale.

 

Giornata della memoria
24.01.2013

di 

Claudio Carrer

Sono stati costretti a vivere la loro infanzia lontano dai genitori, parcheggiati in qualche collegio o da qualche parente oppure come clandestini, rinchiusi in mansarde e appartamenti e senza avere la possibilità di incontrare altri bambini, di andare al parco giochi o di frequentare la scuola. Sono i figli nascosti dei lavoratori stagionali (italiani ma non solo) a cui la legge svizzera impediva di vivere con la propria famiglia e che oggi, a trent'anni di distanza e ormai adulti, raccontano per la prima volta la loro traumatica esperienza.

Elezioni italiane/1
24.01.2013

di 

Loris Campetti

Per la sinistra italiana l'obiettivo di fronte al quale si è divisa non è certo la conquista del palazzo d'inverno. Semmai, si è trattato di valutare se qualche seggio in Parlamento valesse bene una messa, cioè l'alleanza con il Partito democratico che ha sostenuto il governo liberista del professor Monti.

Elezioni italiane/2
24.01.2013

di 

Loris Campetti

Ci risiamo. Il gran burattinaio ha ripreso la scena politica italiana smentendo tutti cantori della fine del ventennio. Forse si tratta soltanto di un colpo di coda del caimano ferito a morte, ma potrebbe rivelarsi qualcosa di più doloroso di un colpo di teatro.

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