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Alla mia salute ci tengo...

di

Denise Chervet
Quando c’è la salute tutto va bene…è un detto un po’ riduttivo, ma che ha un fondo di verità sicuro. Se la salute non basta a rendere felici, è altrettanto vero che la malattia compromette seriamente la qualità della vita. Ed è proprio quando si è colpiti da una malattia che si apprezza davvero la salute, ma potrebbe essere anche troppo tardi. Allora ciò che conta è fare di tutto per scongiurare la malattia. La Suva in materia di prevenzione dà molti consigli: fare sport, mangiare sano, portare il casco quando si va in bici, fare regolarmente delle pause, indossare indumenti di protezione, ecc. I suoi consigli riguardano tanto la vita privata quanto la vita professionale…e va bene. Ma non è sufficiente. Se pensiamo che le malattie legate al lavoro rappresentano il 15 per cento dei costi della salute, misuriamo l’importanza della prevenzione sul posto di lavoro. Le cause di queste malattie sono spesso di ordine psico-sociale: che sia lo stress, i disturbi muscolari, le malattie cardiovascolari, tutti questi malesseri hanno un legame di causalità con le condizioni di lavoro. L’insicurezza sull’avvenire professionale, una gerarchia che manchi di rispetto e misconosca la qualità del lavoro, la mancanza di mezzi per svolgere bene il proprio lavoro, un ambiente di lavoro basato sulla diffidenza e la competizione, la mancanza di possibilità di comunicare con i colleghi… tutto ciò crea le premesse per lo sviluppo di malattie. Ma anche in questi casi i mezzi di lotta ci sono. Quali? Sviluppare, per esempio, relazioni di fiducia con i colleghi facendo lo sforzo di conoscersi, discutendo, esigendo delle pause collettive che permettano non soltanto di riposare ma anche di dialogare con i colleghi. Le buone relazioni tra colleghi sono alla base del movimento operaio. I padroni l’hanno capito provvedendo quindi ad isolare i salariati e le salariate, ponendo degli ostacoli allo sviluppo delle relazioni umane. La rassegnazione, il sentimento di impotenza che regna in molte aziende sono pure fonte di malessere che possono sfociare in una malattia. Il movimento sindacale rappresenta dunque uno strumento di prevenzione. Permette ai salariati di prendere in mano il proprio statuto di lavoratore, di impegnarsi per migliorare le condizioni di lavoro. Poiché il destino dell’essere umano è di creare, formare, trasformare e non di subire. Partecipando attivamente al movimento sindacale, i dipendenti prendono due piccioni con una fava: proteggono la loro salute e, soprattutto, rafforzano il movimento operaio… il miglior modo per migliorare le loro condizioni di lavoro allo scopo di preservare la loro salute. Che cosa aspettate per impegnarvi?

Pubblicato

Venerdì 7 Giugno 2002

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