Alla Rtsi la professionalità non sempre paga

La Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (Rtsi), finanziata in buona parte con il canone, a differenza dei giornali, è al riparo di pressioni economiche. Esistono tuttavia altre insidie come la lottizzazione partitica e le pressioni politiche. Quando si lamenta che un giornalista debba appartenere ad un partito ed essere spinto energicamente per poter fare carriera, la Rtsi respinge tale critica e fa qualche esempio di una nomina basata sulle capacità professionali. Sono, però, eccezioni che confermano la regola. Una delle eccezioni era stata la nomina di Roberto Antonini, sei anni fa, a capo dell'informazione della Rsi. Adesso, con la sua mancata nomina a responsabile dell'informazione di radio e tv, ora unificata, la professionalità è rimasta perdente. Che bel ringraziamento per una persona che ha dato al giornalismo radiofonico un'impronta di qualità e di correttezza! Dalle sue collaboratrici e dai suo collaboratori esigeva indipendenza, credibilità e una grande disponibilità a lavorare sodo. Il periodo delle interviste di favore ai politici e ad altre personalità influenti, che potevano parlare fuori argomento senza essere richiamati, era finito. Antonini funge sicuramente da buon esempio per i suoi giornalisti. Tuttavia, non solo non è stato nominato, ma il suo posto viene abolito in seguito ad una discutibile ristrutturazione del settore informazione Rtsi.
Forse era ingenuo sperare che il comitato della Corsi – diretto da Claudio Generali – (o almeno il rappresentante socialista), volesse premiare la professionalità. Il Direttore generale della Ssr, Armin Walpen, membro del comitato, diceva recentemente alla radio Drs che nella Ssr i criteri giornalistici prevalgono sulla politica. Ma come mai, allora, ha acconsentito che in Ticino prevalessero interessi e opportunità politiche che hanno portato alla nomina di Edy Salmina, proveniente dall'area socialista, a capo dell'informazione? Con l'accordo del comitato il direttore della Rtsi, il liberale Dino Balestra, ha nominato quale vice di Salmina il liberale Eugenio Jelmini – la lottizzazione continua e emergono le persone che vanno bene ai politici. Nel comunicato della Corsi si legge che Jelmini "dovrà in particolare ideare e realizzare una linea editoriale…". Cosa significa questo compito poiché Antonini ha elaborato una linea editoriale, approvati dalla direzione, alcuni anni fa?
Torniamo alla nomina del responsabile dell'informazione Rtsi. Certo, Salmina ha le sue qualità, p.e. ha fatto nominare Antonini capo dell'informazione della Rsi, ha lanciato "modem", ma ha fatto licenziare in tronco il popolare presentatore Sergio Savoia, una decisione che non si è rivelata né corretta, né opportuna.  E Salmina non avrà la funzione di giornalista modello per i suoi collaboratori.
Il partito socialista, almeno in linea di principio, dovrebbe essere contro la lottizzazione. Non sarebbe più giusto proporre delle persone senza partito se dovessero essere più qualificate e più idonee di quelle targate? Quando Salmina è stato sostenuto dal Ps per arrivare alla direzione di Rete Uno, la giustificazione è stata: "Se i posti vanno assegnati secondo il partito, qualcosa deve toccare anche a noi." È una risposta pragmatica, ma priva di un germe di rinnovamento e anche deludente. Se in seguito si fosse aiutato il giurista ed avvocato Salmina a entrare, come desiderava, nella Procura pubblica, forse sarebbe stato meglio per tutti.n In ogni modo il Ps dovrebbe selezionare con più cura i suoi candidati per i mandati importanti. Anche le esperienze negative con Tuto Rossi e Paolo Rossi esigono un serio ripensamento.

Pubblicato il

07.12.2007 13:30
Beat Allenbach