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Al voto, al voto... ma viaggiando

di

Dino Nardi
Questa è veramente una primavera elettorale per gli italiani in Svizzera (ma non solo, naturalmente). Si è iniziato il 26 marzo con la votazione per i Comites che, come ricorderanno anche i lettori di area, è avvenuta per la prima volta con la grande novità del sistema di voto per corrispondenza. Si è continuato, poi, lo scorso 16 maggio per quei circa 80 mila italiani in possesso della doppia cittadinanza italo-svizzera che hanno potuto esercitare il loro voto per le iniziative referendarie confederali (a questo proposito ci fa piacere credere che anche il loro voto, insieme a quello di tante altre migliaia di naturalizzati di altre etnie, abbia contribuito sia a far alzare la percentuale dei votanti oltre il 50 per cento, che alla vittoria dei no!). Adesso per gli italiani in Svizzera c’è un ultimo appuntamento elettorale il 12 e 13 giugno prossimo ed è quello delle elezioni per il Parlamento Europeo ed in concomitanza, per molti di loro, anche il voto amministrativo (comuni, province e regioni). Purtroppo, quantomeno per il Parlamento Europeo, gli italiani in Svizzera, Paese ombelico dell’Europa ma extracomunitario, non potranno votare localmente come, invece, avviene per gli altri cittadini italiani residenti nei Paesi dell’Unione Europea che, oltretutto, hanno la possibilità di scegliere tra il voto per i candidati locali o per quelli dei collegi italiani di origine. Ma, in questa occasione, trattandosi di votazioni per il Parlamento Europeo, gli italiani in Svizzera non potranno votare neppure per corrispondenza come, peraltro, aveva promesso a suo tempo il Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, in un suo intervento in assemblea plenaria del Cgie. Questa volta gli italiani in Svizzera per votare dovranno, per forza, rientrare in Italia nei rispettivi luoghi di origine e di iscrizione all’anagrafe elettorale come, d’altra parte, è sempre avvenuto in passato in analoghe occasioni, sia pure avvalendosi delle tradizionali facilitazioni di viaggio predisposte dallo Stato Italiano. Sappiamo, ovviamente, che è un sacrificio non indifferente ma riteniamo che questa volta ne valga proprio la pena sia per il futuro dell’Unione Europea che dell’Italia, come giustamente ricorda anche Massimo D’Alema in una sua lettera aperta ai cittadini italiani in Svizzera «Le elezioni del prossimo 12 e 13 giugno sono un appuntamento rilevante per l‘Europa e per l‘avvenire del nostro Paese. In gioco é la prospettiva di restituire all‘Europa un ruolo autonomo ed efficace nella politica mondiale dopo la parentesi buia della guerra sciagurata condotta in Iraq e mentre la comunità internazionale é alle prese con un dopoguerra tormentato e tragico. La scelta è tra una politica di subalternità alle logiche e agli interessi dell‘Amministrazione americana o la rivendicazione orgogliosa di quel corpo di valori – democrazia, dialogo, tolleranza religiosa, cooperazione – sui quali si è fondata la tradizione migliore della nostra civiltà. (..) Le elezioni però saranno un test rilevante anche per noi. Cadono esattamente a tre anni dal successo della destra nel 2001 e dopo un fallimento complessivo dell‘azione di governo. Nessuna delle promesse avanzate da Berlusconi nella precedente campagna elettorale si é tradotta in fatti concreti. La pressione fiscale non è diminuita, l‘economia non si è ripresa, le pensioni non sono aumentate. Molto invece il governo ha fatto per tutelare gli affari personali del premier e gli interessi delle categorie privilegiate (..)».

Pubblicato

Venerdì 28 Maggio 2004

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