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Al Ps serve un profilo chiaro

di

Fabia Bottani
Dopo sedici anni nel parlamento ticinese, Marina Carobbio parte alla volta di Berna sostituendo Franco Cavalli. Marina Carobbio non andrà a Berna tanto per andarci bensì per portare avanti temi importanti per cercare di garantire a tutti una qualità di vita migliore. In merito alle elezioni cantonali, si rallegra per la leggera avanzata del Ps ma «siamo al di sotto delle aspettative». Sia in Ticino, sia in Svizzera (in vista delle elezioni federali di ottobre) il Ps, per progredire, deve profilarsi maggiormente.

Elezioni cantonali: qual è lo stato di salute di un cantone in cui avanza la destra leghista da un lato e i Verdi e i socialisti dall'altro?

L'avanzata della Lega è certamente preoccupante così come lo è la maggiore presenza di esponenti di destra all'interno dei due partiti borghesi. Da parte sua il partito socialista ha registrato un avanzamento ma inferiore alle aspettative. Una riflessione sarà dunque necessaria: v'è da chiedersi se la politica portata avanti dal Ps su alcuni temi sia stata chiara agli elettori. Un esempio: la Lega ha cavalcato sentimenti di paura della popolazione, come il problema del dumping salariale, senza proporre soluzioni realizzabili. Dal canto nostro abbia posto al centro del dibattito politico il tema del lavoro, facendo proposte concrete (salario minimo, più ispettori del lavoro...), ma forse le nostre idee sono apparse più distanti alla popolazione. Il rafforzamento dei Verdi è certamente positivo: il tema ambientale è sempre più sentito sia in Ticino, sia nel resto della Svizzera.
Come vede il futuro del Ps ticinese?
La leggera progressione alle elezioni lascia ben sperare per il futuro, a condizione che si intensifichi il dibattito interno, ma anche con i movimenti sociali, ambientali e sindacali sui temi cruciali che toccano il Ticino. In particolare il Ps dovrà riprendere e concretizzare ulteriormente delle proposte per combattere la disoccupazione, in particolare giovanile, in modo da spingere anche gli altri partiti a chinarsi con attenzione  sui temi legati ai cambiamenti del mondo del lavoro. Anche alla luce degli sviluppi della politica federale (nuova perequazione finanziaria, partecipazione ai costi del settore ospedaliero privato...), ancora una volta al centro del dibattito ci sarà il tema finanziario. Per il Ps il quesito principale è ancora una volta la necessità di cercare misure equilibrate e condivise sia sul fronte della spesa pubblica sia sulle entrate, al fine di garantire all'ente pubblico i mezzi finanziari necessari per creare lavoro e garantire equità. Si tratta per il Ps di rivedere la comunicazione e rafforzare il proprio profilo.
Nel nuovo Parlamento le forze in campo sono rappresentate in modo più equo rispetto al passato: si lavorerà meglio o peggio?
Per il Ps l'essere cresciuti di due deputati e avere quattro persone all'interno delle commissioni permetterà di lavorare in modo più efficiente. Il nuovo gruppo parlamentare mi sembra chiaramente profilato a sinistra garantendo così continuità al lavoro portato avanti negli scorsi anni. Per quanto riguarda il nuovo parlamento sono molto preoccupata per l'accrescersi del centro-destra e la quasi scomparsa dei rappresentanti dell'ala cristiano-sociale all'interno del Ppd, in alcuni casi vicina a noi socialisti su alcuni temi, in particolare sindacali. Mi chiedo dunque quali potranno essere i margini di manovra se non delle intese su singoli temi.
In Governo è arrivata Laura Sadis. Ma secondo lei è davvero così diversa da chi l'ha preceduta? Dall'intervista rilasciata domenica scorsa a Il Caffè sembrano emergere affinità…
I ticinesi hanno voluto un cambiamento rispetto alla politica neoliberale incarnata da Marina Masoni, di conseguenza Laura Sadis deve interpretare questa volontà popolare attraverso il suo approccio meno dogmatico e la sua già dichiarata volontà di dialogo. Ma è chiaro che soprattutto sui temi economici, Laura Sadis è e rimane una rappresentante del partito liberale-radicale. Da parte sua il Governo deve iniziare a dialogare, non solo al suo interno, ma anche con tutte le forze politiche, oltre che con quelle economiche anche con quelle sociali e sindacali.
Sempre nell'intervista a Il Caffè Laura Sadis non ha escluso di poter occupare le poltrone già di Marina Masoni all'Ente Ticinese per il Turismo (Ett). Sarebbe accettabile?
Il problema del conflitto di interessi si era posto con Marina Masoni a capo dell'Ett; il problema si ripropone oggi in maniera generale. Si tratterà dunque di riflettere su che cosa significa essere politico, ministro o deputato e, nel contempo, sedere all'interno di un consiglio di amministrazione (un cumulo di cariche che peraltro ho vissuto direttamente). Per la posizione di Laura Sadis vale quanto da noi richiesto a Marina Masoni: non si può essere al contempo a capo dell'ente che eroga i sussidi e dall'altra di quello beneficiario di questi aiuti.

A Berna massimo impegno

Lasciata Bellinzona Marina Carobbio va a Berna ereditando il testimone da Franco Cavalli con il quale c'è una buona intesa di vedute. Tra di voi proprio nessuna differenza?

Ho sempre fatto politica in modo autonomo, ciò indipendentemente dal fatto che su molte posizioni sono vicina a Franco Cavalli in particolare sulla difesa dei più deboli, delle persone ai margini della società nonché l'interesse per la politica sociosanitaria. Con Franco Cavalli condivido l'attenzione verso i paesi in via di sviluppo e movimenti sociali, avendo anche lavorato attivamente al loro interno. Questa comunione tra il lavoro all'interno delle istituzioni e quello sul terreno è un utile strumento per conoscere e meglio capire la realtà che ci circonda sia in Ticino, sia al di fuori dai nostri confini.
Con Cavalli vi è anche unità di vedute in merito al Pss?
Non conosco la realtà del gruppo parlamentare Pss per poterla giudicare; se le cose stanno realmente come dice Franco Cavalli occorre preoccuparsi, soprattutto per la carenza di dibattito: avere una dialettica interna serve alla crescita di un partito, sia a livello nazionale sul piano cantonale.
Marina Carobbio ora siederà a Berna (di certo almeno fino alle elezioni federali di ottobre): con quali obiettivi?
Oltre al problema della sanità con una medicina che diventa sempre più a due velocità, cercherò di portare avanti il tema delle assicurazioni sociali ambito in cui è necessario pensare a delle riforme tenendo conto dei cambiamenti del mondo del lavoro, sempre più confrontato a lavoratori precari e alla crescita del lavoro interinale. Ma cercherò di concentrarmi anche sulla problematica dello sviluppo economico legato alla qualità di vita e all'ambiente. Su questi temi è importante lottare a livello cantonale (si pensi ad esempio al referendum in corso contro la variante autostradale nel locarnese) ma occorre poi anche intervenire a livello federale per ripensare, ad esempio, la questione energetica… Infine, credo che dopo 16 anni di Gran Consiglio, di cui 10 in commissione della gestione, posso contribuire anche al dibattito sui rapporti tra Confederazione e Cantoni.
A livello organizzativo cosa significa per una donna, medico, moglie e mamma andare a Berna?
Berna è un grosso impegno e voglio dedicarvi il tempo necessario per svolgere al meglio il mio ruolo di deputata al Nazionale. Chiaramente dovrò un poco rivedere la mia attività lavorativa e la mia organizzazione personale così da non perdere di vista la mia famiglia. Andare a Berna è una sfida per tutti i ticinesi vista la distanza geografica; lo è ancora di più se si hanno figli piccoli. Personalmente sono molto fortunata perché ho una grossa rete attorno a me. Una fortuna che non tutte le donne hanno e sono quindi costrette a fare delle rinunce, soprattutto quando si tratta di conciliare famiglia, lavoro e magari anche attività politica. In questo ambito molto ancora resta da fare, purtroppo.
Ad ottobre ci aspettano le elezioni federali. Lo scorso week end il Ps ha subito una grossa sconfitta a Zurigo; i Verdi dal 2004 guadagnano consensi a scapito del Ps. Il Ps rischia grosso?
L'avanzata dei Verdi nel parlamento zurighese riflette le giustificate paure della popolazione di fronte alle emergenze ambientali. Per il Ps ciò significa saper coniugare anche in futuro la difesa dell'ambiente con sviluppo economico e difesa della socialità. Per far questo però il Ps deve avere un profilo chiaro sui temi più importanti (lavoro, rilancio economico, difesa dell'ambiente ecc.).
Al di fuori dalle nostre frontiere, domenica prossima in Francia si presenta un grande appuntamento per il Ps: conquistare l'Eliseo con una donna candidata. Ségolène Royal è una vera candidata socialista?
Io mi auguro che Ségolène Royal venga eletta anche se è chiaro che su molti temi ha dovuto smussare alcune sue posizioni per poter raggiungere, si spera, il consenso necessario e portare del nuovo alla Francia. Se invece venisse eletto Nicolas Sarkozy si assisterebbe a un passo indietro nella politica sociale e di integrazione non solo in Francia ma anche nel resto dell'Europa.

Pubblicato

Venerdì 20 Aprile 2007

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