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Adaxys, in pericolo la metà dei posti

di

Veronica Galster
40 licenziamenti sono sicuri, ma forse i posti destinati a saltare saranno 130. Fra le maestranze c'è rabbia e sconcerto. Quello dell'Adaxys di Mendrisio è solo un caso fra tanti. Un caso esemplare.

Ad inizio marzo, Adaxys Sa ha annunciato alla commissione d'azienda una quarantina di licenziamenti. Appena un mese prima in fabbrica era stato introdotto il lavoro ridotto.
La ditta sottostà alla Convenzione dell'industria metalmeccanica ed elettrica. Nel caso di licenziamenti importanti la commissione del personale può dunque richiedere di essere sostenuta e accompagnata nelle trattative dal sindacato, cosa che ha fatto. Nell'incontro che Unia ha avuto con la direzione, questa ha esposto una serie di dati a giustificazione dei tagli. Dati dei quali però il sindacato non ha potuto verificare l'esattezza e la correttezza.
Mercoledì 18 marzo, il sindacato ha convocato un'assemblea del personale per spiegare quanto appreso dalla direzione di Adaxys, illustrare le possibili contromisure per limitare le conseguenze sul personale e discuterle assieme. La partecipazione all'assemblea è stata sorprendente, con un totale di 151 persone (suddivise in tre turni) e una sottoscrizione quasi unanime della risoluzione proposta e discussa. In molti hanno preso la parola per esprimere un certo stupore riguardo all'atteggiamento della direzione, lamentando una mancanza di trasparenza nei loro confronti. «Mi rattrista dover ricevere queste informazioni dal sindacato e non dall'azienda. Sono 30 anni che lavoro all'Adaxys, ed è la prima volta che mi trovo di fronte ad un atteggiamento simile» dice un dipendente. Affermazioni come questa si susseguono durante tutte e tre le assemblee, il personale avrebbe preferito che la direzione affrontasse con loro il discorso, come d'altronde sembra abbia sempre fatto in passato. «Sono sempre stati disponibili, sentivamo un reale interesse nel capire le nostre esigenze. Ma adesso è cambiata la direzione, è cambiato il proprietario, ed è quindi cambiato tutto», afferma una dipendente. Stupore e sconcerto anche di fronte al numero di licenziamenti che Adaxys ha detto di dover probabilmente effettuare, si parla infatti di arrivare fino a 118, se non 130, tagli su un totale di circa 300 dipendenti.
Nonostante queste misure potrebbero colpire chiunque in azienda, e malgrado ci sia una certa rabbia verso l'atteggiamento della direzione, si percepisce un'insicurezza iniziale rispetto alle proposte che arrivano dal sindacato. Timori per il posto di lavoro, forse l'illusione che stando "bravi" si potrà esser premiati con un non licenziamento: «Alcuni colleghi hanno paura a venir qua oggi, questa mattina girava la voce dell'assemblea come se fosse una cosa segreta. Ma non stiamo facendo niente di male, non dobbiamo nasconderci, la direzione sa di quest'assemblea e ne deve prendere atto», spiega una lavoratrice ai colleghi. Poco a poco i presenti nella sala iniziano a discutere con meno timore, prendono la parola, pongono domande al sindacalista per chiarire i loro dubbi, e al termine di tutti e tre i turni dell'assemblea, la consapevolezza dell'importanza di un'azione collettiva, compatta e solidale, prende forma.
I timorosi restano, ma la maggioranza è decisa a non subire passivamente le decisioni della direzione. «Male che vada, ci può solo andare meglio», conclude una dipendente prima di firmare la risoluzione appena discussa. Con questa risoluzione, si chiede all'azienda di fornire al sindacato i dati necessari a poter conoscere l'esatta situazione di Adaxys, in modo da poter proporre delle misure adeguate per tutelare al meglio i lavoratori.

«Una buona risposta dai lavoratori»

Dal punto di vista sindacale, l'assemblea del personale è il luogo dove i lavoratori, attraverso la discussione e il confronto, costruiscono la propria identità e la propria coscienza. Mettendo in comune le preoccupazioni, le attese e le speranze in assemblea, essi condividono le esperienze, gettando così le basi per delle azioni collettive.
«Nel caso di Adaxys, era assolutamente necessario organizzare un'assemblea, ed era ancora più importante farlo al di fuori dei confini dell'azienda», spiega il sindacalista Nicola Fontana. «Organizzando l'assemblea fuori dall'azienda, si è potuta misurare la reale sensibilità dei lavoratori. E da questo punto di vista, la partecipazione di 151 dipendenti su circa 300, è sicuramente un segnale rilevante». I lavoratori hanno quindi dimostrato la loro volontà e la loro determinazione nel voler impedire i tagli annunciati, dando così forza e legittimità alle rivendicazioni che il sindacato e la commissione formuleranno in occasione della prossima trattativa con la direzione. «Forti di questa grande partecipazione e di una risoluzione votata quasi all'unanimità, ci siederemo al tavolo delle trattative chiedendo delle informazioni precise e dettagliate sull'attuale situazione dell'azienda», continua Fontana. «Si chiederà in modo particolare l'elaborazione di un piano di prepensionamenti, un ricollocamento del personale nell'azienda stessa o in altre aziende, la riqualifica professionale dei dipendenti e l'estensione dell'orario ridotto in previsione di una ripresa». Secondo il sindacato, viste le premesse, si prospetta una lunga quanto difficile negoziazione, il cui esito è ancora difficile da ipotizzare. «La sola certezza», conclude Fontana, «è la preoccupazione per il destino del personale di Adaxys».   

Pubblicato

Venerdì 27 Marzo 2009

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