Alcuni hanno giudicato la mia posizione sull’iniziativa dell’Mps e, in particolare, il fatto di averla motivata con argomenti (pur riconosciuti come seri) su “la Regione”, come un tradimento. Arnaldo Alberti mi ha addirittura accusato di aver intrapreso «il penoso percorso dell’abiura». Tradimento e abiura sono termini da guerra ideologica, di contrapposizione tra Bene e Male. Escludono il dissenso, il confronto, la libertà di pensiero. Ma Alberti, che è liberale, forse non voleva dire questo. Forse i termini gli sono sfuggiti portato com’è a lasciarsi sedurre dal suono delle parole piuttosto che dal senso dei numeri. Un senso che Alberti potrebbe ritrovare con caratteri cristallini nelle “Semplici verità ai Ticinesi” del Franscini. Il “Diavolo”, accanto a un apprezzabilissimo disegno che mi raffigura nelle “bende” di una mummia con i baffi, mi invita a lasciar perdere la politica per dedicarmi a tempo pieno agli ozi della terza età. Un invito che, provenendo dal Maligno, potrebbe significare esattamente l’opposto, essere cioè un incoraggiamento a perseverare. Ne farò tesoro. Il compagno Roberto Crivelli, in questo numero di area con una lettera garbata ma ferma (cfr. a pag. 2), mi rimprovera invece di aver permesso alla destra di strumentalizzare la mia posizione, di aver sparato col cannone contro l’iniziativa dell’Mps, ma non contro il referendum dell’Udc e di impedire ai compagni di cullarsi nei propri sogni fortunatamente immuni da grafici e da cifre. In sostanza mi rimprovera di avere esposto argomenti sui quali bisognerà forse riflettere, ma di averlo fatto in modo freddo, distaccato, senza cuore. Ho apprezzato il suo scritto nel quale ho avvertito quel calore umano che rende spesso bello essere di sinistra. Per questo vorrei confidargli un segreto: pure io, a 71 anni e dopo 40 anni di passione politica, continuo a sognare. Il mio sogno è quello di una sinistra capace di governare quel corpo vivo che è il capitalismo, evitando che sia la destra a (non) farlo. Ma per governare un corpo vivo non si può concepirlo come un nemico: bisogna saperne apprezzare le qualità, metterle a profitto e frenarne gli impulsi selvaggi. Proprio quello che la destra non sa o non vuole fare. E bisogna cercare degli alleati, che la pensano magari diversamente su molte cose, ma che condividono l’obbiettivo di fondo di riequilibrare l’iniqua ripartizione di occasioni e di risorse prodotta inevitabilmente dall’economia di mercato lasciata senza controllo. Fino ad alcuni decenni fa il capitalismo lo si voleva abbattere o superare e lo strumento era la lotta di classe. Uno strumento che si è rivelato potente, che ha permesso a milioni, a miliardi di persone sfruttate e oppresse di trasformarsi da oggetto a soggetto della storia. La lotta di classe ha prodotto anche indicibili orrori, ma, unita alla libertà e alla tolleranza, ha creato realtà che rappresentano il massimo di civiltà raggiunta dall’umanità e ovunque ha prodotto speranze che oggi hanno radici profonde. Ma il futuro di queste speranze non passa più dalla lotta di classe perché non esiste più una classe omogenea, perché la sfida non è più solo negli ex paesi industrializzati, perché accanto ai diritti e ai problemi della classe operaia sono nati dei diritti e degli enormi problemi trasversali che producono alleanze trasversali. Ecco, la mia impressione è stata che l’iniziativa dell’Mps non guardasse alle cause della crisi delle nostre finanze e ai problemi che questa crisi pone “a chi per arrivare alla fine del mese ha bisogno dell’aiuto dello Stato”, ma attaccasse la fiscalità delle Sa perché le Sa, a differenza delle persone fisiche, non votano e perché attaccarle permette furbescamente di far leva su confusi sentimenti classisti sedimentati in molte coscienze non solo di sinistra. D’altronde lo stesso Sergi, dopo il mio articolo, ha ammesso che il loro obiettivo non era di risolvere il problema finanziario, ma di dare un segnale. Ma quale segnale? Un segnale di confusione visto che lo scandalo non è tanto la tassazione delle società, quanto quella delle persone fisiche. Un segnale abortito che ha creato degli steccati rendendo più difficile la ricerca di alleanze in una battaglia che qui in Ticino i socialisti non possono vincere da soli. I miei argomenti invece hanno perlomeno ottenuto una conferma da parte di alcuni rappresentanti dei partiti di centro che hanno ammesso che la spesa pubblica “cresce anche per ragioni oggettive” e che bisognerà “guardare anche alla tassazione delle persone fisiche”. Una conferma timida che non garantisce nulla, ma è in questa direzione che bisogna lavorare. È vero che c’è stata la provocazione di una politica fiscale scriteriata (e nel mio articolo lo affermavo senza mezzi termini), ma è anche vero che non si risponde a un errore con un errore. I falli di ritorsione sono i più fischiati dal pubblico anche negli stadi. La strada del progresso, del Giusto (non del Bene) è un’altra.

Pubblicato il 

20.05.05

Edizione cartacea

 
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