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A Berna un mercoledì da leoni

di

Fabia Bottani
Silvano De Pietro
Mercoledì mattina, sulla Piazza federale, c'erano almeno trecento persone, in gran parte simpatizzanti di sinistra. Al momento dell'annuncio che Christoph Blocher risultava non eletto e al suo posto sarebbe andata Eveline Widmer-Schlumpf, la piccola folla davanti al palazzo federale aveva esultato, all'unisono con una parte dei parlamentari e del pubblico all'interno dell'aula del Consiglio nazionale.

Un successo per la sinistra. E una sconfitta per la politica scorbutica e socialmente ingiusta che Blocher e la sua Udc hanno rappresentato negli ultimi anni. L'impressione, in definitiva, era quella di un epilogo inevitabile, una conclusione che prima o poi arriva quando si "tira troppo la corda". Tra i banchi del centrodestra, la sorpresa non è stata neppure tanto marcata: sapendo già della candidatura alternativa a Blocher, evidentemente si aspettavano che la votazione andasse com'è andata.
Ma come è stato costruito questo successo della sinistra? Bisogna anzitutto riconoscere che il merito è di tutta la sinistra, ed anche del Ppd, che hanno dichiarato da sempre di volerci provare a far sì che Blocher non venisse rieletto in Consiglio federale, e di aver poi votato compatti. Un'unità d'intenti almeno apparente, che potrebbe far pensare all'esistenza di un comune potenziale politico, di una piattaforma sulla quale le forze socialdemocratiche, ecologiste e cristiano-popolari riescano a costruire insieme programmi e strategie.
In realtà non è così. Al di là del desiderio comune di estromettere Blocher dal governo svizzero, non pare che si possa parlare di un disegno politico comune. La candidatura della consigliera di Stato grigionese Eveline Widmer-Schlumpf è una conseguenza diretta del primo passo compiuto dal partito degli ecologisti. I verdi avevano infatti avanzato il nome del vodese Luc Recordon esclusivamente in funzione anti-Blocher, cioè escludendo di rivendicare subito un loro posto in governo (in sostituzione di uno dei due ministri liberal-radicali, Couchepin o Merz), come invece la concordanza aritmetica permetterebbe loro.
L'indicazione del nome di Recordon aveva quindi lo scopo di provocare una candidatura "borghese", potenzialmente capace di raccogliere un ampio consenso in parlamento contro il ministro Udc. I verdi si aspettavano che a scendere in campo fosse il presidente del Ppd, Christophe Darbellay o il capogruppo parlamentare dello stesso partito Urs Schwaller. Ma il gruppo del Ppd (che comprende anche 2 evangelici e 4 verdi-liberali) ha deciso di non farne niente, offrendo in tal modo ai verdi la possibilità di accusarlo di "mancanza di coraggio".
Molte cose, però, la settimana scorsa sono successe dietro le quinte. Per cominciare, s'è saputo che a contattare la signora Widmer-Schlumpf e convincerla a dare la sua disponibilità, è stato proprio Luc Recordon. Mercoledì, a cose già avvenute, Darbellay ha dichiarato alla Televisione della Svizzera romanda che «oggi il parlamento ha scritto una pagina di storia», sostenendo di avere solide garanzie sul fatto che la Widmer-Schlumpf avrebbe accettato la nomina. E poi ha aggiunto di avere comunque "un piano di riserva".
Ma il fatto è che, oggettivamente, il Ppd non ha fatto molto. Si era limitato a smuovere le acque con qualche "piano di riserva" altro non sarebbe stato che lanciare la candidatura di Schwaller in caso di rinuncia da parte della consigliera di Stato grigionese. Una gestione di questa vicenda, come si vede, non particolarmente abile da parte del Ppd, ma piuttosto cauta. Più chiaramente determinato, invece, il comportamento del Pss. Il presidente dimissionario Hans-Jürg Fehr ha detto in sostanza di non aver alcuna paura di un'Udc all'opposizione (cosa, invece, dichiaratamente temuta dai democristiani). E l'aspirante presidente del partito, Christian Levrat, mercoledì avvertiva che il Pss avrebbe votato anche Urs Schwaller o altri candidati "borghesi" pur di sbarrare il passo a Blocher.
Dunque, nessuna intesa politica dietro questa convergenza tra la sinistra e il Ppd. E non sarebbe potuta andare diversamente. Ha detto Fehr: «Blocher ha dimostrato di non essere al posto giusto nel Consiglio federale. Abbiamo bisogno di un governo che funzioni meglio sul piano collegiale; e non abbiamo bisogno che nel nostro governo sieda qualcuno che agisca come un dittatore». Liberarsene era un obiettivo dichiarato di questa alleanza. Ora si può riprendere a fare politica come prima.

Una scelta coerente al contesto

L'emozione e la gioia sono più che palbabili nella voce di Marina Carobbio che mentre la raggiungiamo telefonicamente osserva dalle finestre di Palazzo manifestanti giunti sulla piazza federale, armati di un singolare striscione con la scritta "Chapeau!", per complimentarsi con i parlamentari federali che hanno osato e sono riusciti a raggiungere l'insperata impresa di estromettere, e già al secondo turno, il consigliere federale uscente, Christoph Blocher. Questa, quantomeno, la volontà espressa dall'Assemblea federale mercoledì mattina, lasciando il compito alla prescelta, la grigionese Udc, Eveline Widmer-Schlumpf, di scegliere se accettare o meno la carica.

Marina Carobbio, come e quando si è arrivati al nome di Eveline Widmer-Schlumpf?
È da diverso tempo, dall'inizio del mese di novembre che il nostro gruppo al Nazionale ha lanciato delle trattative per trovare un'alternativa e così estromettere Christiph Blocher dal governo. La serata di martedì scorso è stata decisiva: dopo lunghe intense trattative si è arrivati al nome della signora Widmer-Schlumpf. Una decisione che martedì, in tarda notte, ha trovato l'accordo dei Verdi e del Partito popolare democratico e che ha poi portato al risultato eccezionale di mercoledì. Davanti a questo risultato non possiamo che rallegrarci di quanto si è potuto fare, di come abbiamo saputo muoverci a livello di partito stringendo solide alleanze con i Verdi e in particolare con il Ppd, gruppo inizialmente molto indeciso sul da farsi.
Per una volta il Ppd è stato ai patti in modo quasi compatto…
Non è stato completamente compatto ma una buona maggioranza ha effettivamente appoggiato la nostra proposta e sono venuti verso di noi.
Il fatto che la prescelta dall'Assemblea federale sia una grigionese, sezione dell'Udc che viene spesso inascoltata o messa in ombra dal partito centrale come ancora è successo pochi giorni fa in cui i grigionesi, lontani dalla linea Blocher sono stati esclusi dalle Commissioni, è una scelta molto ricca di significato….
La scelta è effettivamente simbolicamente importante. Lo strappo c'è stato e il tentativo di riparare, rifacendo entrare due esponenti grigionesi nelle commissioni non è servito a molto. La scelta espressa mercoledì dall'Assemblea federale dimostra che non può esserci solo l'egemonia della linea della destra dell'Udc zurighese.
La signora Widmer-Schlupf resta comunque un Udc...
Il nostro gruppo, insieme ai Verdi e ai Ppd, ha voluto portare avanti una discussione in grado di rispettare il principio della concordanza aritmetica, e, di pari passo, la volontà popolare espressa nelle elezioni di ottobre. Un rispetto che non hanno invece avuto i rappresentanti Udc quando mercoledì mattina non hanno votato i nostri consiglieri federali.
Volendo rispettare la concordanza e non volendo veder  rieletto Christoph Blocher – vista la sua incapacità a lavorare in Consiglio federale e il suo trascurare lo stato di diritto e la democrazia – Eveline Widmer-Schlumlpf ci è parsa la scelta migliore da fare in questo contesto.
Blocher escluso dal governo. Cosa dobbiamo attenderci?
Blocher escluso, la situazione per lui sarà certamente tutt'altro che facile in quanto avrà una parte del partito che vorrà rimanere in governo e un'altra che vorrà andare all'opposizione.
Mentre indossare i panni di una consigliere federale "senza" partito è più facile?
Accettare la carica è un atto molto coraggioso. Ma dal momento che si accetta significa anche essere convinti di poter comunque lavorare e portare avanti la propria politica. Un rifiiuto della carica è invece da interpetare come un divieto da parte dell'Udc di lasciare entrare una donna in governo e dimostrare, una volta di più, che l'unica candidatura possibile per loro è quella di Christoph Blocher.

Pubblicato

Venerdì 14 Dicembre 2007

Edizione cartacea

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