Festeggiando i 150 anni di Unità d'Italia è bene non dimenticare il ruolo importantissimo ed attivo svolto dall'emigrazione, prima, nella nascita e nella crescita del Regno d'Italia e, poi, della stessa Repubblica.
Basti pensare, ad esempio, che a Buenos Aires in Argentina la Società di Mutuo Soccorso "Unione e Benevolenza" fu costituita da emigrati, provenienti dalle varie regioni italiane, ancor prima dell'Unità d'Italia. Basti pensare al ruolo importante che hanno avuto le comunità italiane nelle Americhe nel sostenere moralmente e finanziariamente le imprese di Giuseppe Garibaldi, determinanti per la costruzione del Regno d'Italia. Oppure pensiamo alla stessa emigrazione italiana in Svizzera: non solo alle realizzazioni edili che ha contribuito a fare, dal tunnel del Gottardo nella seconda metà dell'Ottocento ed altre ancora nei decenni successivi, ma anche al ruolo svolto socialmente e politicamente dalla stessa Società Cooperativa Italiana di Zurigo, dalla Federazione Socialista italiana in Svizzera e dalla sua storica testata L'Avvenire dei Lavoratori.
Basti pensare, ancora, per restare agli anni più recenti del Secondo  Dopoguerra, all'importanza che ha avuto l'emigrazione italiana di ogni continente sia nella ricostruzione dell'Italia, uscita distrutta, umiliata ed affamata dalla guerra e dal Ventennio fascista, ma anche nel successo mondiale del così detto "made in Italy" i cui primi e determinanti sponsor sono stati indubbiamente gli emigrati italiani ed i loro discendenti.
Basti pensare, infine, allo stesso patriottismo che, certamente, è molto più radicato in emigrazione che nella stessa Italia dove non ci si vergogna, e viene accettato ormai supinamente, che si dileggi un artefice dell'Unità d'Italia come Giuseppe Garibaldi. Ma anche che si offenda impunemente il Tricolore con espressioni scurrili da parte di dirigenti di un partito di governo come la Lega Nord. Come pure che rappresentanti istituzionali di quello stesso partito abbandonino platealmente una seduta del Consiglio Regionale nel momento in cui si suona l'Inno nazionale della Repubblica Italiana, come accaduto ancora recentemente nel Consiglio Regionale della Lombardia e, prima ancora, in quello della Regione Toscana. Oppure come avvenuto addirittura in occasione della stessa cerimonia ufficiale del 150° dell'Unità d'Italia con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano tenutasi il 17 marzo nel Parlamento italiano dove, pur presenti i tre ministri della Lega Nord, hanno brillato per la loro assenza i parlamentari leghisti. Infatti, una dimostrazione di come sia forte e radicato il patriottismo nelle comunità italiane all'estero l'abbiamo proprio in queste settimane in cui, in Svizzera ed ogni altra parte del mondo, si è festeggiato e si continua a festeggiare il 150° dell'Unità d'Italia con tantissime iniziative di associazioni e Comites tra un tripudio di bandiere tricolori ed una grande partecipazione di autorità, rappresentanti istituzionali dei Comites e Cgie e, soprattutto, di pubblico. Molte più iniziative e celebrazioni all'estero di quante ne giunga eco dall'Italia. Un amore per l'Italia nonostante che il Paese, ormai sempre più spesso, da qualche anno, si disinteressi di questi suoi cittadini  (oltre quattro milioni) ed italofoni (oltre sessanta milioni) dell'Altra Italia.

Pubblicato il 

01.04.11

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