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"12 anni di coerenza pagano"

di

Gianfranco Helbling
Con il Congresso in programma domani, sabato 20 gennaio, il Partito socialista (Ps) dà avvio alla sua campagna elettorale in vista delle elezioni cantonali del primo aprile. Il momento più atteso sarà la proclamazione del risultato della votazione con la quale i delegati avranno scelto i cinque socialisti che correranno per il governo. In lizza ci sono l'uscente Patrizia Pesenti, Manuele Bertoli, Marina Carobbio, Pelin Kandemir Bordoli, Carlo Lepori e Franco Lurà. Ma soprattutto i temi politici del momento, quelli con i quali il Ps punta al raddoppio della sua presenza in Consiglio di Stato, dovranno essere in primo piano. Per questo sarà discussa e votata la Piattaforma programmatica. Ed ecco perché in questo dossier, oltre all'intervista di rito con il presidente del Ps Manuele Bertoli e a un resoconto sulla serata di martedì nella quale si sono confrontati i sei candidati per un posto sulla lista per il governo, proponiamo le riflessioni dei giovani socialisti e quelle di cinque "esperti" che, per ogni dipartimento, indicano quali dovrebbero essere le linee d'azione dei socialisti nel prossimo quadriennio.

Manuele Bertoli, qual è lo stato di salute con cui il Partito socialista (Ps) si presenta al Congresso di domani?
Buono, purché non si lasci lavorare il tarlo dell'autolesionismo. Oggettivamente abbiamo delle buone chances per ottenere il secondo seggio in governo.
Il presidente di un partito in avvio di campagna elettorale non può che essere ottimista. Ma i Verdi faranno una lista per il governo, che potrebbe togliere quel 2-3 per cento di consensi che alla fine potrebbe costare il secondo seggio in governo.
Io sono invece fiducioso che gran parte dell'elettorato ecologista non segua l'indicazione del Congresso dei Verdi. C'è certamente una parte dell'elettorato verde che non ha nessuna simpatia per i socialisti e che li sente lontani tanto quanto gli altri. Ma gran parte dell'elettorato ecologista non ha questo sentimento. Molti elettori verdi infatti capiscono che un cambiamento reale per quanto riguarda l'assetto del governo è possibile solo votando la lista Ps. Per il Gran Consiglio invece il discorso è diverso: credo che lì i Verdi potranno fare un buon risultato, cosa che auspico perché i progressisti nel complesso (noi e tutti gli altri) devono crescere.
Con i Verdi è rottura? Ed è insanabile?
Mi pare evidente che ci sia stata una scelta di rottura da parte dei Verdi. Tant'è vero che a sinistra altri (Pdl, Mps) hanno fatto una scelta di realismo capendo l'importanza del momento. Si dovrà vedere quale sarà l'incidenza di questa scelta sui risultati concreti. Se ne deriverà la conferma di Marco Borradori al Dipartimento del territorio una riflessione dovrà essere fatta. Ma la si farà dopo il primo aprile. Se invece i Verdi faranno un buon risultato per il Gran Consiglio ma una parte importante dell'elettorato ecologista farà una scelta di cambiamento, votando la lista Ps per il Consiglio di Stato, allora la discussione potrà andare in un'altra direzione.
Se il Congresso dovesse candidare Franco Lurà per il Consiglio di Stato si potrebbe parlare di sconfitta per la direzione del Ps?
Non credo, come non penso che si possa dire che sarebbe il Mendrisiotto ad uscire perdente qualora Lurà non dovesse farcela. Il problema è da porre in questi termini: quale valore rappresentato dai candidati per un posto sulla lista per il governo potrebbe essere frustrato dal risultato congressuale? Questo ben sapendo che il Ps nel suo complesso ha un'attenzione per i suoi temi classici (socialità, giustizia sociale, equità, ecc…) ma da molto tempo anche per le questioni ambientali, per l'apertura verso l'estero e gli stranieri, ma anche per le necessità delle diverse regioni del Cantone.
Anziché dai temi politici centrali in vista del prossimo qudriennio la vigilia del Congresso è dominata da discussioni su aspetti più secondari (candidati, liste ecc…). E fatica a passare il messaggio che il Ps è l'unica forza politica di peso che in questi 12 anni si è opposta a quella politica da cui oggi tutti sembrano prendere le distanze.
Anche la stampa ha la sua responsabilità in questo. Io confido comunque nel fatto che l'elettorato ha dei ricordi, anche piuttosto freschi, su chi sosteneva gli sgravi e li sostiene ancora oggi (Masoni, Lega e Udc) o su chi non li ha mai rinnegati (Plrt, Ppd). Noi siamo anche stati gli unici ad essere chiaramente contrari a certi tagli (ricordo i referendum del 2004 e del 2006 e la battaglia davanti in tribunale sui sussidi di cassa malati). Ma ricordo anche questioni più complesse come la connivenza di certi interessi e la malgestione del potere (la questione dei mandati, dell'asfalto d'oro, della Divisione delle contribuzioni, di Ticino Turismo) sulle quali nessuno s'è profilato con la coerenza del Ps. Molti ricorderanno di chi sono le responsabilità e chi invece responsabilità non ne ha. Noi abbiamo cercato in tanti anni di dire le cose come stavano, anche quando era impopolare farlo, e questo la popolazione non lo ha dimenticato.
Il Congresso dovrà approvare la piattaforma programmatica che è centrata sui temi del lavoro e dell'economia. È quindi su questi temi che il Ps farà la campagna?
Sono dei temi centrali, perché una società che ha lavoro per tutti è una società sana, senza scompensi a livello sociale. Questi temi devono essere al centro di tutte le politiche. Non solo nel nostro paese.
Il Ps arriva alla campagna elettorale con un asso nella manica che è la popolarità della sua consigliera di Stato uscente Patrizia Pesenti. Il Ps farà una campagna centrata su un "Patrizia + 1" o sarà più un gioco di squadra?
Noi siamo sempre stati abituati a fare un gioco di squadra, nel quale i personaggi più popolari hanno spazio per emergere. Patrizia dunque sarà ben presente in questa campagna, e certamente avrà un ruolo di primo piano. È ovvio che Patrizia sarà confermata molto bene, e che se qualcun altro della lista socialista ce la farà ad entrare in governo otterrà comunque un risultato inferiore al suo. Ma sarebbe sbagliato puntare tutto su una persona: noi abbiamo da proporre dei valori e uno stile che sono stati quelli di Patrizia Pesenti, ma anche quelli del gruppo in parlamento, del partito. È con questi valori, con questo stile e con questa coerenza che siamo arrivati a giocarci il secondo seggio. È questo il motore cella nostra crescita.
Domani il Congresso approverà anche la lista Ps per il Gran Consiglio. È soddisfatto dei 90 nomi?
La lista è senz'altro di qualità. Purtroppo i criteri iniziali non sono stati rispettati da tutte le regioni, e questo è motivo di una certa delusione. Le donne in lista non saranno 45 ma 35. Anche l'obiettivo dei giovani (25 per cento di candidati con meno di 35 anni) non è stato raggiunto: saremo a circa 16 candidature invece di 22.
Le donne potrebbero però essere promosse in altro modo, magari collocandole in testa alla lista.
Stiamo riflettendo su come rendere più visibili le nostre candidate: questa potrebbe essere una possibilità. E avvieremo un progetto di mentoring: alcuni parlamentari uscenti saranno a disposizione di alcune donne e alcuni giovani per trasmettere loro informazioni ed esperienze su come gestire una campagna elettorale ecc... In discussione c'è anche un budget specifico per la campagna dei giovani.
Quale sarà il budget della campagna elettorale?
Dovrebbe essere di circa 160 mila franchi.
Un budget abbastanza ricco per una campagna del Ps.
Abbiamo risanato i conti e quindi abbiamo una disponibilità di un certo rilievo. A fine anno riusciremo ad arrivare alla fine di questa campagna e di quella per le elezioni federali senza debiti. Pronti dunque a rimettere in funzione la macchina per il 2011.

Pubblicato

Venerdì 19 Gennaio 2007

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