Sono un ritardatario come columnist di area (chissà quante proteste silenziose in redazione....), ma ciò mi permette di commentare anche il week end politico appena trascorso. Quando passeremo al mensile queste cose non si potranno più fare poichè la diversità di velocità tra la rete ed il mensile di approfondimento sarà così grande da dover fare altre scelte. In ogni caso l'ultimo fine settimana è stato denso di avvenimenti politici degni di nota.
In Baviera la Csu ha perso la maggioranza assoluta e dovrà governare in compagnia di partners scelti più o meno liberamente. In ogni caso l'immagine del partito onnipresente ne è rimasta seriamente toccata. A noi svizzeri la cosa non fa impressione poichè siamo abituati da tempo a coalizioni più o meno ampie, e sempre concordate. Ma l'esempio della Baviera era già stato anticipato anche da noi, poichè alcune regioni monocolori hanno pure dovuto diventare un pò più pluraliste: si pensi al Vallese o alla cosiddetta "Svizzera primitiva".
La seconda novità ci viene pure da una zona non lontana dalla Baviera e cioè dall'Austria. Qui i socialisti non avanzano ed il successo numerico è andato all'estrema destra. Bisognerà dunque governare al centro sinistra, anche se questa formula nel Paese a noi vicino sulla frontiera orientale non è di facile applicazione. In ogni caso a noi svizzeri fa bene guardare a quello che capita a Vienna, poichè se i nostri vicini avessero un sistema vicino al nostro (cioè tutti sulla medesima barca) dovrebbero convivere con una destra chiaramente razzista e fascisteggiante. Da noi l'Udc non è molto lontana da simili posizioni ma deve stare attenta a non esagerare se vuol continuare a governare assieme a tutti gli altri. Fino a quando riusciranno a Vienna a tenere lontana l'estrema destra dal governo? Non lo so e nemmeno voglio impartire lezioni alla sinistra austriaca. In ogni caso seguire i dibattiti interni all'Austria può aiutarci a capire situazioni che potrebbero presto maturare anche da noi.
Infatti il battage mediatico per far cadere Samuel Schmid continua e a partire da direzioni molto diverse. Lo spettacolo, soprattutto sui quotidiani domenicali, non è per nulla edificante (anche per chi si colloca a sinistra), soprattutto perchè anche i ciechi vedono che gruppi mediatici continuano a mettere olio sul fuoco per mantenere viva l'attenzione e la tensione corrispondente.
Unica consolazione domenicale: a Zurigo e Basilea non si vogliono più vedere sigarette nei ritrovi pubblici. I risultati di queste due votazioni cantonali mostrano che le campagne di sensibilizzazione nel campo della salute hanno lasciato il segno. A quando una soluzione uniforme per tutta la Svizzera?

Pubblicato il 

03.10.08..

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