Raffaella Brignoni

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L'intervista
08.05.2020

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Raffaella Brignoni

La pandemia sarà anche ricordata per avere imposto da un momento all’altro il telelavoro, che nel giro di qualche giorno è diventato realtà per molte aziende. Milioni di persone a produrre dalle proprie case per contenere il contagio ed evitare il blocco totale del lavoro. Salvando una parte dell’economia.

«E ci voleva un virus per capire che lo smart working è un’opportunità? Questa crisi deve insegnarci che a contare è il risultato, mentre l’ufficio cui siamo abituati non è indispensabile. Anzi, liberiamoli!». A parlare il sociologo del lavoro Domenico De Masi, fra i più convinti promotori del telelavoro.

Cultura e società
16.11.2017

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Raffaella Brignoni

Latte macchiato, subito e ciao. Si fa un gran parlare della marginalizzazione in Svizzera dell’idioma di Dante con la soppressione di cattedre di italianistica e la crisi dell’associazionismo. E invece, dicono gli studiosi, l’italiano non solo è elemento fondativo dell’identità nazionale, ma è profondamente radicato nel nostro paese, dimostrando una scoppiettante vitalità. La lingua non è relegata in un ghetto, bensì permea la società, come sottolinea la grande manifestazione “Zurigo in italiano”: due mesi interi per parlare e sognare con il bello di questa cultura.
 



Confini
20.10.2016

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Raffaella Brignoni

Via tutti, prima i nostri. Se lo slogan è stato evidentemente a effetto nel canton Ticino, tanto da avere indotto il 58% dei votanti ad accogliere l’iniziativa, anche dall’altra parte del confine ha prodotto una reazione. Inversamente proporzionale. Che rischia di dividere e spaccare ulteriormente i confini. A spese dei salariati. «Il clima si sta facendo preoccupante, che la buona politica ritorni a fare il suo dovere contro il folclore prima che accada l’incidente». Del voto che ha fatto parlare tutta l’Europa si è parlato in un incontro transfrontaliero tenutosi a Verbania perché se l’attenzione sui frontalieri è sempre stata alta, «oggi ancora di più».


Lavoro
04.02.2016

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Raffaella Brignoni

Uno ha un lavoro e pensa di aver trovato l’America. Ma l’Eldorado non esiste neppure in Svizzera. Non c’entra che hai lavorato per 30 anni qui e nessuno ti può accusare di aver rubato qualcosa. Ma puoi trovarti veramente nei guai se a un certo punto subisci un infortunio e devi confrontarti con due normative e sistemi giuridici diversi. Hai lavorato, pensavi di essere al riparo, e all’improvviso resti per anni senza un soldo in tasca. L’odissea di Pasquale continua. Un’altra sentenza stabilisce che non ha diritto all’indennità Ai.

Vendita
16.12.2015

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Raffaella Brignoni

Chiara è una giovane venditrice italiana che abita a pochi chilometri al di là del confine svizzero. Sa che cosa significa lavorare in un regime di flessibilità. Anzi, per dirla con lei, essere costretta a lavorare in un «situazione selvaggia».  Chiara è commessa in una grande catena internazionale di moda: «Ho vissuto sulla mia pelle le conseguenze del pacchetto “salva Italia” creato dal governo Monti nel 2012. Un provvedimento che di fatto ha liberalizzato il terziario in maniera compulsiva: non sono state messe regole, ma tolte tutte quelle che c’erano» spiega la donna. E se togli le regole, vai a toccare i diritti e le conquiste dei lavoratori. Chiara, che si definisce ancora fortunata in quanto la sua realtà è sindacalizzata, descrive precisamente la situazione italiana: «Lavorare tutti i giorni, sempre, continuamente, di giorno e di notte. La domenica e il 25 dicembre i negozi devono restare aperti come se fosse la ricetta magica per ogni male. Ci hanno detto così si faranno ripartire i consumi, si creeranno posti di lavoro. Non è accaduto nulla di tutto ciò».

Lavoro
03.12.2015

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Raffaella Brignoni

Sì, avevano tutto il sacrosanto diritto alla disoccupazione. L’indennità contro la perdita di lavoro era invece stata negata dalla Sezione del lavoro ai due dimoranti che per anni avevano esercitato un’attività professionale in Ticino e avevano improvvisamente perso il posto. Come a loro ad altre decine di colleghi, in particolare operai al momento della chiusura dei cantieri, la richiesta era stata respinta. Una pratica già descritta da area (vedi articoli correlati) Il motivo? Il loro “centro d’interesse”, legato in particolare alla famiglia, era all’estero. Un abuso e un’ingiustizia per i sindacati che hanno impugnato due decisioni e vinto: il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha accolto i ricorsi. Le sentenze fanno ora vacillare seriamente il sistema messo a punto da Bellinzona con metodo sistematico da inizio 2015, negando le prestazioni della Ladi ai lavoratori stranieri.     


Migranti
03.12.2015

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Raffaella Brignoni

di 

Francesco Bonsaver

Privati del diritto al ricorso perché non gli consegnano le decisioni da impugnare. È la denuncia firmata da una decina di persone in fuga da guerre e dittature, arrivata in redazione. Ad essere espulsi anche persone in gravi condizioni fisiche. Il racconto di un caso concreto, ora in mezzo alla strada in Italia.


Cooperazione internazionale
19.11.2015

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Raffaella Brignoni

Le politiche neoliberiste sono applicate sistematicamente anche alle Organizzazioni non governative (Ong) attive nella cooperazione internazionale. Un bene? Un male? Diciamo che si tratta di un tipo di politica economica promossa dall’Occidente – in primis la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale – utilizzato da decenni come un mantra nei paesi beneficiari di aiuti e finanziamenti per lo sviluppo. Per questo motivo il modello, come denunciano alcuni ricercatori internazionali, non potrà mai, se la modalità resta questa, permettere alle Ong locali, che conoscono i bisogni dei loro paesi, di autodeterminarsi... Detto in altre parole, l’azione di egemonia neoliberista adottata come un Vangelo limita e condiziona, invece di favorire, la riuscita delle politiche di sviluppo.

Swissleaks
05.11.2015

di 

Raffaella Brignoni

Ci sono tutti gli elementi dell’intrigo internazionale: le banche, fiumi di soldi, il segreto bancario svizzero, le intelligence di vari paesi, il potere. E un uomo, Hervé Falciani, personaggio controverso e rocambolesco, che con una mossa riesce inaspettatamente a fare scacco matto. Falciani, da cui prende il via l’inchiesta giornalistica Swissleaks, si ritrova in una storia più grande di lui, ma la storia della piazza finanziaria di un paese è destinata a cambiare per sempre. L’informatico, copiando e diffondendo dati segreti della filiale ginevrina della Hsbc, ha permesso di svelare i meccanismi con cui la banca ha aiutato i clienti ad aggirare il fisco. Un gigantesco sistema di evasione fiscale messo a punto con la complicità dell’istituto di credito e anche questo, volendo, sarebbe un reato grande come una montagna... Ma c’è chi invita a guardare al dito e non alla Luna. Intanto al Tribunale federale di Bellinzona si sta celebrando il processo in contumacia contro l’ex dipendente. La banca, invece, pagando 40 milioni di franchi ha evitato il giudizio.

Territorio
22.10.2015

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Raffaella Brignoni

C’est magnifique! Schönes Panorama! E se la vogliamo dirla anche in russo, confidando nel traduttore, Фантастический. È davvero spettacolare il golfo di Lugano goduto dalle pendici del San Salvatore che, nonostante gli auspici di protezione della Confederazione, continua a crescere dal profilo edilizio. Dopo l’apertura in pompa magna sotto la montagna a Paradiso di un nuovo imponente hôtel extralusso, ecco che, a un paio di chilometri e nello stesso comprensorio, si vuole costruire un altro albergo nella zona pregiata del Morchino. La Stan, la Società ticinese per l'arte e la natura, ha interposto opposizione.


Socialità
24.09.2015

di 

Raffaella Brignoni

Onorevoli municipali, un momento. Voi sarete pure d’accordo a appaltare la socialità luganese; noi, invece, prima che i nostri consiglieri comunali votino il messaggio, vogliamo capirne di più. Per questo chiediamo una commissione speciale per l’esame del messaggio sulla trasformazione degli Istituti sociali comunali in un ente autonomo.  Firmato, da destra a sinistra, i responsabili sezionali dei partiti. Cappelletti (Pc), Galeazzi (Udc), Ghisletta (Ps), Merlo (Verdi), Petralli (Ppd), Viscardi (Plr) e pure Antonella Pan Fassora, della Lega dei ticinesi, hanno sottoscritto una lettera al Municipio di Lugano in cui chiedono un’attenta valutazione «sull’opportunità  di demandare la gestione della socialità a soggetti esterni all’amministrazione». Perché? Ovvio: «Preservare un adeguato controllo pubblico su un settore così delicato».

Cultura
10.09.2015

di 

Raffaella Brignoni

La filarmonica sta tirando a lucido gli ottoni, le mamme stanno pensando alle acconciature per le fanciulle che canteranno di fronte al pubblico e una flotta di barchette è pronta per salpare dalle rive in faccia all’imponente costruzione. No, non è una festa campestre, come la definisce l’artista Al Fadhil, ma l’inaugurazione del Lac, il nuovo centro culturale della città di Lugano.


Reddito
27.08.2015

di 

Raffaella Brignoni

Il lavoro non basta, ci sta dicendo chiaramente il mercato: lo dimostra il collasso dei redditi. L’illusione che bastava tirarsi indietro le maniche per avere un’esistenza dignitosa e partecipare alla vita pubblica è franata. Qualcuno deve avere barato. Si torna così a sognare la città ideale, la città utopica, una società dove ci sia posto per tutti partendo proprio dal concetto di lavoro. O meglio, separando il concetto di reddito da quello del lavoro. In Svizzera si vota per la prima volta sul “reddito di base incondizionato” ed è un rovesciamento culturale epocale.

 

L'inchiesta
02.07.2015

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Francesco Bonsaver

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Raffaella Brignoni

Da qualche mese, la sezione del lavoro del Canton Ticino ha modificato la sua prassi sulle richieste d’indennità disoccupazione inoltrate da cittadini con permessi B o L. Una prassi molto restrittiva il cui risultato è che a molte persone viene negato il diritto all’indennità. La conseguenza è rendere ancor più fragile l’intero mercato del lavoro, poiché pone i lavoratori in una situazione estremamente ricattabile davanti al datore di lavoro.
Cancellando il diritto ipotetico alla disoccupazione, la minaccia del licenziamento diventa ancor più pesante nel caso di conflitto sui posti di lavoro.

Diritti negati
02.07.2015

di 

Raffaella Brignoni

Sono arrivati gli zingari: la carovana degli jenisch è giunta in Ticino lo scorso 15 giugno. E noi siamo andati a incontrare i nomadi nel campo che il comune di Giubiasco mette loro a disposizione da anni senza avere mai registrato problemi. Non hanno voglia di parlare con la stampa: «Siamo svizzeri, paghiamo le tasse, ma non siamo davvero accettati. A che cosa serve raccontarvi la nostra storia? Basta andare in internet e si trovano tutte le informazioni». Come quelle che si riferiscono al programma criminale perpetuato in Svizzera dal 1926 al 1973 contro gli jenisch, le cui donne furono sterilizzate e i bambini sottratti alle famiglie.

Il commento
02.07.2015

di 

Raffaella Brignoni

Espulsione di massa dei migranti: siete domiciliati qui e avete perso il lavoro? Sì, siete disoccupati, ma andate a richiedere le indennità al vostro paese. Alla Svizzera, paladina dei diritti umanitari, la parola espulsione piace assai, sembra averla scritta nel Dna. Il Ticino poi ne fa una malattia, non solo muri, dogane chiuse, ma anche espulsioni.
Detta a secco: non basta più avere lavorato in questo paese per anni, avere contribuito alla sua economia, avere pagato l’assicurazione contro la disoccupazione ogni mese e neppure possedere il domicilio. No, signori, queste sono quisquilie. Dovete possedere la residenza effettiva, mica il domicilio, per rivendicare il diritto alla disoccupazione. E che è la residenza effettiva? Quella che coincide con il vostro centro d’interessi.
Boh. Non preoccupatevi, il servizio giuridico della Sezione del lavoro vi convocherà per un’audizione al fine di verificare appunto il vostro centro d’interessi, ovvero dove sta veramente di casa il vostro mondo.

Svizzera variopinta
17.06.2015

di 

Raffaella Brignoni

Razzismo. Non bisogna mica andare indietro ai tempi della tratta dei neri o dell’olocausto degli ebrei. Basta aprire un social network e leggere uno dei tanti “affondateli” riferiti ai barconi dei migranti o al “ruspe sui campi rom” di Matteo Salvini per capire che le crociate a base d’odio sulla discriminante razziale o etnica sono sempre tristemente di moda. Con tutti i rischi – di violenza, soprusi, emarginazione – a esse connesse. La Svizzera lancia una campagna di prevenzione rivolta in particolare ai giovani, affinché siano migliori di chi li ha preceduti.

Ticino
03.06.2015

di 

Raffaella Brignoni

Nella sua carriera sportiva ha fatto più di una volta da battistrada, portandosi fuori dal gruppo e passando in testa alla corsa. Rocco Cattaneo in passato ci ha abituato alle sue perfomances sportive. Ora, dimessa la sella della bicicletta, l’ex cronoman ritenta lo scatto da presidente del Partito liberale radicale con un imponente progetto per rilanciare l’economia ticinese. Non per nulla il nostro lo ha ribattezzato in maniera non certamente modesta “Piano Marshall”. Attenzione però al fotofinish, che potrebbe rivelarsi cruciale per stabilire l’effettivo arrivo finale. E se la volata non fosse opera attribuibile solo ai garroni di Cattaneo? Per spiegarci: se l’idea del collegamento ciclabile con Lugano non fosse tutta farina del suo sacco? Ci risulta che un progetto – seppur più ridotto – era già stato presentato da Pro Velo Ticino al Dipartimento del territorio nel 2013 e poi a inizio 2015. Del gruppo di lavoro cui era stato sottoposto in anteprima la variante faceva parte anche Cattaneo.

L'intervista
20.05.2015

di 

Raffaella Brignoni

Stupore. Anzi, qualcosa di più. Non nasconde di essersi sentito «esterrefatto» alla notizia che la città di Lugano intende appaltare la socialità a un ente esterno, seppur di diritto pubblico. Per la segretezza con cui è stata condotta l’operazione, la banalizzazione del tema, il mancato dibattito politico. Dibattito che l’economista Christian Marazzi auspica che, a rivelazione avvenuta per mezzo stampa, possa ora essere avviato. Perché «la socialità riguarda la società nel suo insieme e non solo un comparto ristretto».

Migranti
13.05.2015

di 

Raffaella Brignoni

Sono eritrei, sono uomini giovani, soli e neri. Non fanno pena, non suscitano pathos collettivo e così diventano i profughi dell’ultima categoria. C’è però chi pensa anche a loro. Cronaca di una giornata di solidarietà umana a Milano con un gruppo di militanti del Macao, centro sociale autogestito, che ogni giorno a Porta Venezia distribuisce generi di prima necessità.

Idea shock
06.05.2015

di 

Raffaella Brignoni

Lugano non è una città timida, anzi spesso ha dimostrato di possedere una certa audacia nella gestione dei beni di famiglia, ovvero del patrimonio di ogni cittadino. Ora, si supera con una proposta da alcuni ritenuta shock, ma che il Municipio si è affrettato ad accogliere. E che diventerà realtà, se il Consiglio comunale non si opporrà al messaggio per trasformare gli Istituti sociali comunali in un ente autonomo di diritto pubblico. Il progetto è di appaltare la socialità – settore molto sensibile per la collettività – a un ente esterno e sgravare così l’autorità pubblica dall’amministrazione corrente. Per una migliore “governance”, dice il rapporto di valutazione sottoscritto da Christian Vitta, nel frattempo divenuto consigliere di Stato. Ma migliore “governance” a favore di chi?

Primo maggio
23.04.2015

di 

Raffaella Brignoni

A testa alta: non c’è lavoro senza dignità. È questo lo slogan scelto per festeggiare il Primo Maggio che, oggi più che mai, vuole esprimere la volontà di riscatto dei salariati e delle salariate confrontati con un mondo professionale sempre più precario e frammentato. In altre parole: più spietato. Per questo motivo dal palco non sentirete la voce di nessun politico, ma solo quella dei lavoratori. Che oggi per lavorare mantenendo la dignità ci vuole ancora più coraggio.


Dumping salariale
01.04.2015

di 

Raffaella Brignoni

Per il datore di lavoro era un’operatrice mailing telefonica. Per il giudice un’operatrice di call center. E ha obbligato con sentenza di qualche settimana fa l’azienda a risarcire, secondo il contratto normale di lavoro per il settore, la dipendente. La lavoratrice, tutelata da Unia, ha ottenuto quanto le spettava di diritto.

Solidarietà e affari
18.03.2015

di 

Raffaella Brignoni

«Che ne è stato dei tessili raccolti? La risposta è semplice: sono stati venduti». La risposta è talmente semplice nella sua ovvietà che ci stupiamo di... stupirci. Forse i nostri lettori sono meno ingenui di noi e già lo sanno che i vestiti usati messi nel sacco vanno a finire solo in minima parte ai bisognosi. Di più: che i nostri abiti fuori moda vengono smerciati e venduti ai poveri dell’Africa e dell’Europa dell’est. Per pochi centesimi. Che morti di fame (noi, non loro).
Il destino dei vestiti messi nel sacco? Basta andare sul sito di Texaid, l’azienda svizzera leader nella raccolta dei tessili usati, per capire come è organizzato il business degli stracci. Sì, perché i cenci muovono soldi à gogo e c’è chi venderebbe sua madre al diavolo per aggiudicarsi la location migliore all’ecocentro per posizionare il proprio loculo raccogli-panni.

Il commento
29.01.2015

di 

Raffaella Brignoni

Attenzione, stato d’allerta, c’è una guerra di civiltà in corso. E come in ogni (scontato) copione che si rispetti da una parte ci sono i buoni e dall’altra i cattivi. I buoni? Non vorremmo lustrarci troppo i galloni e gonfiarci il petto come pavoni, ma la civiltà pare che stia proprio da questa parte del mondo. Del resto non siamo tutti Charlie? Je suis Charlie, io sono l’Occidente, io sono i diritti, la libertà di stampa, d’espressione, il rispetto delle donne e bla bla. Io sono figlio dell’Illuminismo, ma anche delle tratte degli schiavi, dell’eliminazione degli Indios, delle camere a gas. Io però sono la modernità e voi siete dei barbari.

Sanità
18.12.2014

di 

Raffaella Brignoni

La buona notizia è che negli ultimi otto mesi nella Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio per i casi più difficili non si è ricorso alla pratica di legare i pazienti al letto. «Sono state trovate soluzioni alternative» spiegano a Pro mente sana, fondazione attiva sul territorio per il rispetto dei diritti dei pazienti con queste problematiche. Ma in Ticino c’è ancora parecchio da fare, a partire da un cambiamento culturale nei confronti dei cosiddetti “matti”...  E ancora: investimenti per potenziare il personale degli istituti di cura e creare nuovi foyer e appartamenti protetti.


Negozi
04.12.2014

di 

Raffaella Brignoni

Venghino siore e siori, venghino. Il bazar è pronto ad accogliervi: dalle sei del mattino alle otto di sera. Che cosa volete di più? Venghino siore e siori... Non avete i soldi? Ma che importa, c’è il credito, il leasing, le rate mensili... Siori, una soluzione la troviamo...


Socialità
04.12.2014

di 

Raffaella Brignoni

La forza della gente, quando le istituzioni sono latitanti. Casa Astra è un bell’esempio di iniziativa solidale che ha risposto alle esigenze di persone in difficoltà e senzatetto. Ora diventa grande e da Ligornetto si trasferisce a Mendrisio.  


Lavoro
23.11.2014

di 

Raffaella Brignoni

Sembra di essere tornati indietro nel tempo, quando nel film “Pane e cioccolata” un emigrante, interpretato da Nino Manfredi, si adatta a vivere in un pollaio pur di lavorare in Svizzera. Siamo nel 2014: a quattro chilometri dal confine con il Ticino, a Germignaga, in provincia di Luino, sono stati trovati stipati in un fatiscente capannone-lager 17 persone disposte anche a lasciarci le penne per andare in Ticino a guadagnarsi la pagnotta. In un sistema ignobile di sfruttamento.

Lavoro
06.11.2014

di 

Raffaella Brignoni

È un settore vulnerabile e critico quello agricolo a forte rischio di lavoro nero e sfruttamento. Non lo dicono i media, ma le istanze cantonali preposte alla sorveglianza del lavoro. Nel 2014, in collaborazione con le gendarmerie ticinesi, sono già stati effettuati controlli in 100 aziende del settore con 18 inchieste avviate. Per combattere il fenomeno, ci dicono da Bellinzona, sarebbe necessario un Ccl, mentre la parte padronale dovrebbe essere più presente e attiva.

Sanità
25.09.2014

di 

Raffaella Brignoni

Ci siamo. Le urne sono aperte. In gioco questa volta c’è la nostra pelle. Si vota sulla cassa malati unica federale. Abbiamo incontrato Franco Denti, che il sistema lo conosce dall’interno, per farci spiegare le ragioni per cui occorre votare sì.

Ticino
10.09.2014

di 

Raffaella Brignoni

Obiettivi centrati. La difficile condizione vissuta dalle badanti che lavorano in Ticino è stata riconosciuta anche dalle alte autorità cantonali. Dallo scorso mese di agosto è stato messo a disposizione un appartamento d’emergenza per le lavoratrici del settore e sono state aperte delle antenne dove le badanti e le famiglie ospitanti possono ricevere informazioni.

Sindacato
03.07.2014

di 

Raffaella Brignoni

 «Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita» scriveva Antonio Gramsci. Cronaca di tre giorni con alcuni militanti che hanno partecipato alla scuola per quadri operai di Unia. E che non sono indifferenti.


Lavoro
03.07.2014

di 

Raffaella Brignoni

Riceviamo la mail di Pasquale Leta, un muratore del Varesotto che ha passato la sua vita professionale nei cantieri del Ticino a costruire strade e case. Dopo un incidente e una malattia si ritrova a dover fare i conti con le procedure che non guardano in faccia alle persone e a vivere senza alcuna entrata a causa di una serie di circostanze sfortunate. L’uomo ci racconta la sua storia, quella «dei poveri diavoli».


Solidarietà
03.07.2014

di 

Raffaella Brignoni

Non tutte le vacanze sono uguali. Proprio no. Ci sono quelle preconfezionate, con formula all inclusive, dove di reale non c’è nulla (forse neppure sé stessi), quelle chiassose con i bimbi sotto l’ombrellone e pure quelle dei 20 anni senza soldi e con in testa il comandamento del divertimento a ogni costo. Ognuno trascorre le ferie come gli pare, anche impiegando il proprio tempo libero in un campo di lavoro e conoscenza all’estero. Scordatevi però i balli a bordo piscina con l’animatore di turno e preparatevi ad affrontare un’esperienza autentica.


Sicurezza lavoro
18.06.2014

di 

Raffaella Brignoni

Non si deve morire di lavoro. Pare un’ovvietà, ma non lo è. Troppi ancora gli infortuni professionali causati da turni logoranti e misure di sicurezza lacunose. Dal terribile incidente accaduto in Riviera, dove lo scorso settembre un giovane ha perso una gamba e un rene, nasce l’associazione “Aiuto alle famiglie di vittime sul lavoro”. Perché è un problema di tutti.


Badanti
22.05.2014

di 

Raffaella Brignoni

Al via dal prossimo autunno un progetto pilota in Ticino: in autunno partiranno i corsi per ottenere il diploma cantonale di badante. Il percorso formativo, sui cui stanno lavorando Ecap, Scuola medico-tecnica e Croce Rossa, è una “prima” in Svizzera.

Primo maggio
02.05.2014

di 

Raffaella Brignoni

Il Primo Maggio del 2014 a Lugano è stato un momento di particolare partecipazione. Sarà perché si tratta di un momento storico difficile per i salariati e le salariate in questo paese, ma si è respirata una volontà comune di reagire a politiche economiche non più tollerabili: dumping, precariato, sfruttamento e xenofobia. E dalla piazza, dove è stata rivendicata la necessità del salario minimo di 4.000 franchi al mese, spunta una riflessione: la creazione di un unico sindacato perché le problematiche dei lavoratori sono trasversali a tutti i settori: dal privato al pubblico.

Parla il sociologo
02.05.2014

di 

Raffaella Brignoni

Mendicanti uguali a criminali. Questa la pericolosa equazione che si sta insinuando nell’opinione pubblica. Attenzione – si urla da più parti – l’accattonaggio sarebbe una succursale della mafia. «Ma per favore, stiamo parlando di persone povere, non di criminali! Così non si fa che distogliere l’attenzione dai problemi reali legati alla povertà e suscitare nella popolazione sensazioni di insicurezza, fomentando il razzismo». Intervista al sociologo Jean-Pierre Tabin, di Losanna, che ha condotto uno studio sul fenomeno.

Ticino
10.04.2014

di 

Raffaella Brignoni

È caccia all’accattone in Ticino. Fermateli, bloccateli, fotografateli, postateli sui social network perché vanno scoraggiati. Già. Noi siamo andati a cercare due mendicanti per capire qualcosa di più delle loro esistenze. Quelle che, vi assicuriamo, nessuno di noi vorrebbe vivere.  Senza una casa, un letto, con tre franchi in tasca, gli affetti lontani, con la paura di essere presi dalla polizia e la speranza di riscatto che, più passano i giorni, lascia il posto a un amaro disincanto.

Il fenomeno Freegan
12.03.2014

di 

Raffaella Brignoni

Un tuffo nel cassonetto dell’immondizia. Morti di fame? No, è una questione di principio perché nei sacchi dei rifiuti, riempiti con le eccedenze dei supermercati, si trovano enormi quantità di cibo commestibile. Qui si sperpera che è un lamento e poi non parliamo di fame nel mondo. Così quando scende la notte c’è chi libera ortaggi, frutti, latticini, biscotti e marmellate, restituendogli la dignità d’essere mangiati. Il movimento si chiama “Freegan”, è un fenomeno mondiale che è presente anche in Svizzera, Ticino compreso, come dimostra il lavoro di ricerca di Valentina Bosia, di Stabio.

I casi Yasin e Arlind
20.02.2014

di 

Raffaella Brignoni

Yasin e Arlind, due ragazzi della cosiddetta porta accanto. Abitano vicino alle nostre case, frequentano i nostri stessi luoghi, parlano come noi. Il secondo ha solo 17 anni e abita ancora con la madre. La loro “particolarità”? Sono  stranieri con statuti particolare e la legge ha deciso che, anche se sono integrati da anni in Ticino, non sussistono più le  condizioni per la loro permanenza. Devono fare subito la valigia. Da sinistra a destra parte della popolazione è insorta, chiedendo al consiglio di Stato di intervenire. È partito il conto alla rovescia: pollice su o pollice giù?

La confessione
05.02.2014

di 

Raffaella Brignoni

Extasia: una commedia non all’italiana, ma alla ticinese, che ogni paese è mondo. Fra anatemi e ipocrisie, attorno al baraccone del sesso mercificato la curiosità è stata palpitante. Non si rivelerà niente di che, se non una seriale esposizione di oggettistica datata e starlette non più di primo pelo. La nota hot? L’accusa ai meccanismi dell’industria pornografica lanciata da Rocco Siffredi, pornostar: «Attenzione, è un mondo feroce che distrugge le persone più deboli. Non si può lavorare con il proprio corpo, se non si è integri, c’è il rischio di distruggersi». Senza veli, Rocco. Ma non in quel senso lì. Il “re della patatina” – il soprannome la dice lunga, ma il Siffredi ne va fiero – ci concede un’intervista in cui smette i panni da pornostar.

Povertà
23.01.2014

di 

Raffaella Brignoni

Benvenuti a Lugano. No, non è una vacanza e loro non sono turisti: non li noterete al FoxTown o sorridenti in posa per la foto ricordo sul lungolago. Anzi, non li vedrete proprio: sono i senzatetto che vivono nascosti nelle sale d’attesa della stazione o nelle case abbandonate. Vite travagliate alla ricerca di redenzione.


Il caso
11.09.2013

di 

Raffaella Brignoni

È tutta una mania per acchiappare clienti: da nanomania a minimania. Fra le fissazioni di Migros pare esserci un altro chiodo fisso: sbarazzarsi della Solikarte. Già, una mania che secondo i responsabili dell’iniziativa solidale ha ragioni commerciali: la carta, che permette di riversare i propri buoni acquisto in beneficenza, ha il “difetto” di essere anonima. Tradotto significa che non si può identificare il cliente nel monitoraggio delle sue abitudini di consumo. Per il gigante arancione si tratta di una scelta dettata dai costi supplementari per adattare la tessera al nuovo sistema informatico. Lanciata una petizione per salvare la Solikarte.

Società
02.09.2013

di 

Raffaella Brignoni

Tempo reale. Siamo tutti mobilitati a postare foto, commentare e rispondere a sms anche dalla spiaggia. Con più ritmo di una una catena di montaggio, 24 ore su 24, in un annullamento del concetto di spazio pubblico e privato. “ poteri dell’economia hanno riscritto i codici di comportamento”  analizza il filosofo Fabio Merlini, spiegandoci come ogni nostro momento è un valore aggiunto da monetizzare.


CULTURA
04.07.2013

di 

Raffaella Brignoni

Addio Lugano bella, addio alla Lugano underground. L’atelier della “Raffa”, nascosto in un vecchio complesso industriale in disuso fuori città, dal 30 giugno è stato eclissato. Niente più nottate a tirare l’alba in uno spazio dall’atmosfera unica dove non solo ballavi, ma trovavi sempre qualcuno con cui parlare di vita e di perché. Sfrattato e con esso l’idea di una musica indipendente dalla cultura dominante e commerciale.


Storie di confine
20.06.2013

di 

Raffaella Brignoni

«Non mettere il mio nome vero. Tu lo sai ma scrivi che sono… Aspetta che ci penso… Mustafà?».
D’accordo. Mustafà, al di là di quella che chiamiamo ramina, si guadagna la pagnotta: «Lavoro dal martedì al sabato, dalle 9 alle 17 e la domenica fino alle 13. Fa freddo, fa caldo io sono sempre in mezzo alla strada». Ci tiene a sottolinearlo perché ogni tanto qualche passante gli grida rabbioso «ma va a lavorare! Torna al tuo paese!». Nel mucchio c’è anche chi è cattivo più degli altri: «In faccia non me lo ha mai detto nessuno, ma capita che girata la schiena, si senta un “marocchino di merda”. Mi fa sempre male allo stesso modo».
Mustafà commercia in paccottiglia per le vie di Lavena Ponte Tresa: roba insomma da due soldi. Mustafà è un “vu cumprà”, ma per favore non chiamatelo così: «Vu cumprà non mi piace, mi dà fastidio, mi sembra una parolaccia. Io sono un venditore, un venditore ambulante» sottolinea con fierezza. E, sebbene da tanti anni viva a due passi dal confine, non ha mai messo piede in Svizzera. «Non sei curioso?». No, non è curioso Mustafà, in fondo «tutto il mondo è paese». Noi insistiamo: «Dai che ti portiamo a Lugano. È peccato essere così vicini a una città e non averla mai visitata».

Ticino
13.06.2013

di 

Raffaella Brignoni

La realtà delle badanti che lavorano in Ticino approda a Palazzo. Quello di Piazza della Foca. Insomma, ai piani alti delle istituzioni che non si sono defilate davanti alla situazione critica denunciata da Unia. Anzi, l’hanno affrontata in tempi record perché, è stato riconosciuto, nel settore «sussistono delle problematiche legate alle condizioni di lavoro e di vita più in generale». Così l’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro. E allora, per citare il direttore della Divisione dell’economia Stefano Rizzi, parliamone «senza ipocrisie». Detto, fatto. Questa mattina a Bellinzona attorno a un tavolo si sono riuniti alti funzionari del Dipartimento delle finanze e dell’economia (Dfe), del Dipartimento della sanità e della socialità (Dss), di Unia Ticino e delle agenzie di collocamento che operano in questo ramo. L’obiettivo del sindacato – condiviso dal Cantone – è formalizzare le regole del gioco attraverso la sottoscrizione di un Contratto collettivo di lavoro (Ccl).

L'inchiesta
06.06.2013

di 

Raffaella Brignoni

La denuncia di un caso di sfruttamento all’interno di un’impresa agricola ticinese continua a far discutere. Perché nello stesso sedime trova posto anche un programma occupazionale che sta in piedi con i soldi dello Stato. Lo Stato paga l’affitto per le serre, i servizi sociali pagano l’indennizzo di qualche franco al giorno per i lavoratori che raccolgono i pomodori, mentre la coltivazione viene pianificata sulla base delle necessità del proprietario dell’area. Che alla fine, con poca spesa, si porta a casa il raccolto da rivendere alle grandi catene di distribuzione...

L'editoriale
23.05.2013

di 

Raffaella Brignoni

«Chi ero io? Ol rotàm Giacomin. Un rottame e come me lo erano anche tutti i miei colleghi. Così ci chiamava il nostro “padrone” per toglierci il valore di essere umani e al contempo la dignità». Lavoro tanto, da sfinimento, quasi da sentirsi scoppiare, come su un ottovolante che corre all’impazzata e da cui non si può mai scendere.«Lavoravo dal lunedì al lunedì» ci confida Giacomino. 

10.04.2014

di 

Raffaella Brignoni
10.04.2014

di 

Raffaella Brignoni
Ticino
27.03.2013

di 

Raffaella Brignoni

La penosa situazione che vivono le badanti polacche in Ticino, portata alla luce da un’inchiesta del nostro giornale, ha avuto echi. La redazione DOK & Reporter della SRF– canale televisivo nazionale – intende venire in Ticino per un reportage sulla vicenda. Intanto le lavoratrici, riunitesi in un collettivo, vengono sostenute da Unia, che ha intrapreso i necessari passi sindacali per tutelarle e ripristinare un quadro ora ai limiti dello sfruttamento.

Prostituzione
28.02.2013

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Raffaella Brignoni

Avanti. La Svizzera ha una storia molto liberale e poco bigotta in tema di prostituzione. Legale da 70 anni, basta registrarsi per potere esercitare senza troppe complicazioni il mestiere. Tanto liberale da ammettere la prostituzione anche a giovani di 16 e 17 anni. Ora gli Stati hanno adottato la “Convenzione europea sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale” che punisce i clienti. Ora pagare un minore per prestazioni carnali sarà reato. In ritardo.

Le testimonianze di alcune ragazze attive in Ticino
24.01.2013

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Raffaella Brignoni

Nel 2012 in Ticino si sono registrati due casi di suicidio fra la comunità delle badanti polacche che, con un regolare permesso di lavoro, assistono a domicilio anziani ammalati. Due morti violente che ci svelano una realtà fatta di sofferenza e di fatica in un clima non sempre rispettoso delle persone e di corrette condizioni di lavoro. Non c’era stato uno ieri, non esisteva un oggi. Per lei, abituata a vivere la vita degli altri, non ci sarebbe più stato neanche domani.

 

La sentenza
24.01.2013

di 

Raffaella Brignoni

Si può considerare come lavoratrice in nero una volontaria umanitaria? Il quesito si è posto, in seguito alla denuncia di un cittadino, che ha segnalato il caso di una cittadina straniera senza permesso di lavoro che faceva del volontariato per la Croce Rossa del Luganese. Ente che è finito per questo motivo in un’aula di tribunale.

 

23.04.2015

di 

Raffaella Brignoni

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