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Pratiche inaccettabili

di

Manon Schick

A sentire loro, le multinazionali svizzere si comportano in modo esemplare. Proprio per questo motivo non è necessario iscrivere in una legge l’obbligo per le imprese di rispettare i diritti umani e l’ambiente, anche nelle filiali all’estero.


In occasione dell’Assemblea generale di Amnesty International, tenutasi a fine aprile a Lucerna, abbiamo invitato i rappresentanti di Syngenta e Glencore così da dare loro l’occasione di condividere con noi il loro punto di vista sull’iniziativa per multinazionali responsabili appena lanciata da 66 organizzazioni svizzere.
I due rappresentanti delle imprese sono concordi: una base legale a livello svizzero è superflua. “Accettiamo e mettiamo in atto le Linee guida delle Nazioni Unite relative alle imprese e ai diritti umani e svolgiamo già delle indagini quando ci sono problemi. Un’iniziativa sulle multinazionali non è necessaria, la responsabilità deve essere delle imprese,” ha dichiarato Regina Ammann, direttrice Public Policy di Syngenta.


Ma allora che pensare degli esempi di cattive pratiche che giungono alle nostre orecchie? Condizioni di lavoro disumane nelle aziende tessili asiatiche, sfruttamento dei bambini nelle piantagioni di cacao in Africa occidentale, test di medicamenti su cavie umane da parte di industrie farmaceutiche in paesi in via di sviluppo nei quali le regolamentazioni sono meno rigide, inquinamento causato dallo sfruttamento delle miniere in Zambia. Questi sono solo alcuni esempi di violazioni dei diritti umani e di danni ambientali commessi dalle multinazionali svizzere o da loro filiali all’estero. Secondo uno studio pubblicato dall’Università di Maastricht e basato sull’analisi di oltre 1800 casi, il nostro paese figura al nono posto della classifica dei paesi più spesso toccati da denunce di violazioni dei diritti umani commessi da imprese.


È ora di mettere fine a queste pratiche inaccettabili. Il testo dell’iniziativa prevede l’introduzione di un obbligo di Dovuta Diligenza che costringerebbe le aziende a verificare che le loro attività all’estero non causino violazioni dei diritti umani o danni ambientali. Se le società non rispettassero questo obbligo di Dovuta Diligenza potrebbero venir chiamate a rispondere delle proprie mancanze davanti a un tribunale svizzero.
Le aziende svizzere che si comportano in modo esemplare non hanno quindi nulla da temere da questo obbligo legale. Per le altre l’iniziativa avrebbe un effetto preventivo: sarebbero obbligate a mettere in atto misure per garantire che le loro attività non violino i diritti umani e rispettino l’ambiente.

Pubblicato

Mercoledì 6 Maggio 2015

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