Corazzati dentro quattro pareti rinforzate da barre laterali antiurto, nascosti dietro vetri bruniti, con occhiali che ci avvicinano all'aspetto degli insetti. Così ci si muove sempre più nel mondo. Da fifoni. American model, ovvero: meglio prevenire, meglio sembrare cattivi che apparire dolci e buoni che poi ti saltano addosso ancora prima che riesci a capire cosa succede. È il "look aggressivo che fa tendenza" da qualche anno. Numero uno: la macchina. La "macchina" non l'automobile. Il termine automobile andava bene per le Millecento bianche col tetto nero senza poggiatesta e senza cinture di sicurezza con cui la famiglia andava in gita la domenica. Non si toglieva la plastica dai sedili per non sporcarli. Mio zio aveva una Simca color crema dentro e fuori, col tetto turchese. Sembrava la camera da letto di un'adolescente e ti veniva da toglierti le scarpe prima di entrare. A cosa assomigliano oggi le automobili?  A macchine appunto, macchine da guerra. I modelli più in voga sono "concepiti per l'estremo", si metamorfizzano in rettili indistruttibili, sono anfibi capaci di tritare il terreno in ogni situazione, li vedi ritratti come leoni in posa ai bordi delle cascate, spianarsi la strada come ghepardi nei deserti. Com'è che poi te li ritrovi, gli stessi bestioni, nel parcheggio del cinema dove occupano due posti perché il macho di turno alla guida così è arrivato e così la lascia. Non provi nemmeno a chiedergli di sistemarla meglio perché lo sai già che ti risponderà: «Cosa vuoi che me ne frega di te e della tua utilitaria di merda?» E com'è che sono le mamme, quelle che tanto si preoccupano della sicurezza dei loro piccini, ad andare in giro con certe auto che hanno il paraurti all'altezza delle tempia di un bambino dell'asilo? Ah ma quando sei dentro l'auto non ti fa male nessuno! È vero. Si fanno male gli altri. I meravigliosi Suv – nati e concepiti per il vasto territorio Usa ma oggi molto apprezzati anche nei centri storici - hanno vanificato tutti i progressi degli ultimi anni sulle auto normali. Che sono diventate molto più sicure ma nell'impatto con i Suv sono come la Simca di mio zio. Una cameretta da adolescente con una porta finestra sul giardino che viene caricata da un camion. Ti senti così sicuro dentro un Suv che non devi neanche più guardarti attorno: tutto è oltre te. E poi c'è un sacco di altre cose da guardare, non solo nei Suv. Prima di tutto lo schermo del telefonino: messaggi in uscita, messaggi in entrata… E poi c'è il navigatore. Eh sì! Finiti i giri a vuoto, guarda dritto il navigatore e non sbagli, al massimo centri il pedone, ma cosa vuoi che sia! E poi cosa ci stava a fare sulla tua rotta? Insomma sei al sicuro. Cosa dici, che inquinano? Ma dai! Non lo sapevo!

Pubblicato il 

16.02.07..

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