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La forza di una lettera

di

Sarah Rusconi

“Una lettera può cambiare una vita”. Questa frase la ripeto spesso. Da una lettera, nel 1961, è nata Amnesty International. Ancora oggi le lettere – ai governi, alle autorità ma anche ai prigionieri e alle loro famiglie – sono al centro del nostro lavoro. Possono sembrare desuete ma hanno una forza dirompente, che va ben oltre l’apparente fragilità e leggerezza della carta su cui sono scritte.


Da una lettera, datata 24 giugno 2017 e rivolta all’allora presidente del Governo ticinese Manuele Bertoli parte questa storia. I ragazzi della 4aC del Liceo Lugano 1 non potevano accettare il trattamento che la Svizzera stava riservando ai loro amici siriani curdi yazidi, Hassan e S. I due ragazzi, appena maggiorenni, rischiavano infatti di essere separati dalla loro famiglia e rimandati in Grecia, lasciando qui un padre fortemente provato dalla fuga dalla sua Afrin, una giovane madre e i 3 fratelli più piccoli, per i quali i grandi sono diventati dei secondi papà.


Una lettera accompagnata da una petizione alla vecchia maniera, firmata da oltre 400 persone, insieme a 2.000 adesioni online, raccolte nel tempo di un fine settimana hanno permesso ai ragazzi della 4aC di farci conoscere la famiglia Gemmo, di prendere a cuore il loro caso e decidere di aiutarli. Con un primo risultato quasi immediato: le autorità ticinesi non hanno mai eseguito il rinvio.


Un’altra lettera – accompagnata da documenti, fotografie, scritti di professori, amici e medici – è stata inviata al Comitato Onu per i diritti del fanciullo a fine maggio 2018. Di fronte alla grande fragilità di questa famiglia, alla posizione definitiva da parte delle autorità svizzere di non entrare nel merito della domanda d’asilo – e quindi di rinviare tutta la famiglia Gemmo verso l’incognita di una vita per strada, in Grecia – era necessario agire, fare tutto il possibile per cambiare una decisione crudele e inaccettabile. La via intrapresa dagli avvocati e da Amnesty Svizzera si è rivelata giusta, ed è stata confermata dalla decisione del Comitato Onu di ordinare immediatamente alla Svizzera di sospendere qualsiasi operazione di allontanamento della famiglia.


Un’altra lettera, del 14 febbraio 2019 questa volta, segna una nuova svolta. A sorpresa, la Segreteria di Stato per la Migrazione riapre la procedura per tutti e sette i Gemmo. Finalmente saranno ascoltati e il rinvio in Grecia è scongiurato. Fino alla fine della procedura di asilo rimarranno insieme, in Svizzera, dove hanno amici e parenti.

Pubblicato

Martedì 26 Febbraio 2019

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