Il caso

Dopo l’Ufficio del sostegno sociale (Ussi), il Consiglio di Stato ticinese ha deciso che anche l’Istituto assicurazioni sociali (Ias) esternalizzi ad una società d’incasso privata l’attività di recupero crediti. In questo caso si tratta degli oneri dell’assicurazione malattia (LAMal), soprattutto quelli antecedenti al 2005: premi, partecipazioni e altre spese non pagate alle casse malati dagli assicurati insolventi. Ad accaparrarsi questo mandato è stata una società di Paradiso, controllata da un gruppo con sede in Lussemburgo. Una scelta privatistica incomprensibile per l’ex capo dell’Ufficio dell’assicurazione malattia Bruno Cereghetti. Per Siro Realini, responsabile dell’Ufficio dei contributi in seno all’Ias, si tratta invece dell’opzione migliore, quella cioè che permette di recuperare, a minor costo e senza rischi per lo Stato, parte di quanto versato dall’Ente pubblico a favore degli assicurati insolventi dagli anni ‘70 fino soprattuto al 2005, prima che la Confederazione cominciasse a legiferare in materia.

 

«La presente per informarla che il nostro sopra indicato cliente ci ha conferito mandato per procedere all’incasso del suo credito scoperto nei suoi confronti, come indicato qui di seguito». Incomincia così la lettera tipo che, da inizio anno, è stata recapitata a molte persone residenti in Ticino. La missiva ha come mittente una società con sede a Paradiso, La Difesa C. Sa, attiva nel recupero crediti. Il cliente in questione è invece il Dipartimento della sanità e della socialità (Dss). Nella lettera si esorta a rimettere l’importo indicato, o almeno un buon acconto indicante un piano di pagamento, «entro e non oltre 10 giorni» dal ricevimento.


«Oltre a non capire quale fosse il rapporto tra questa società e il Dss, non capivo di che debito si stesse parlando», spiega ad area Lorenza*, una signora che ha da poco ricevuto una lettera a nome di questa ditta controllata dal gruppo lussemburghese WCM Group. Nella diffida, la società di recupero si limita ad un asciutto “riepilogo insoluti” con cui vengono elencati vari attestati carenza beni (Acb) rilasciati dal 1997 al 2004. Nessun’altra informazione: né una persona di riferimento da contattare, né un accenno a quale ufficio in seno al Dss ci si sta riferendo. Eppure la cifra da versare, in fattura allegata, è di quasi 20’000 franchi. Lorenza vuole saperne di più e, dopo avere sollecitato maggiori dettagli, riceve una nuova diffida con allegate le copie degli Acb in questione. Scopre così due cose. Primo: i suoi debiti riguardano il mancato pagamento dei premi dell’assicurazione malattia tra il 1997 e il 2004. Secondo: un errore «in quanto – si legge nella lettera – dopo un successivo accertamento, abbiamo dedotto i sussidi per un totale di» circa 5.000 franchi. In sostanza, se avesse pagato subito, Lorenza avrebbe versato molto più del dovuto. Ma non è solo questa svista a irritare la nostra interlocutrice: «Non capisco perché, così come ho già fatto in passato per il rimborso di una borsa di studio, non posso stabilire un piano di rientro direttamente con il Cantone, senza che una percentuale di quanto io devo allo Stato finisca nelle mani di una società privata». Lorenza è consapevole che ha un debito nei confronti dell’Ente pubblico: nel periodo in questione, studente e con pochi mezzi finanziari, ha accumulato diverse procedure esecutive nei confronti del suo assicuratore. All’epoca, il Cantone si assumeva gli oneri LAMal scoperti degli assicurati insolventi. Attenzione: non si trattava di un sussidio, bensì di un rimborso che lo Stato può poi recuperare qualora le condizioni economiche dell’assicurato insolvente dovessero migliorare.


La decisione di esternalizzare la procedura di riscossione di questi rimborsi stanziati soprattutto fino al 2005 (poi la legge federale cambia, così come la politica di rimborso del Cantone) è dello scorso anno. A maggio 2016 il Dss ha pubblicato il bando di concorso per l’aggiudicazione del mandato; la risoluzione del Consiglio di Stato che affida l’incarico a La Difesa C. è invece dello scorso mese di settembre. Ciò che ha spinto il Dss ha scegliere questa società sembrerebbe essere il fatto che questa ha accettato di essere pagata in percentuale sul recuperato. «Sono stati valutati diversi scenari, e l’esternalizzazione dell’incasso di crediti derivanti dal rimborso degli oneri LAMal ad una società con una marcata esperienza in questo ambito è stata valutata come la scelta migliore in termini di costi e benefici» ci spiega Siro Realini, responsabile dell’Ufficio dei contributi dell’Ias.
In precedenza, questa pratica veniva svolta in seno all’allora Ufficio dell’assicurazione malattia (Uam). Ciò che ha permesso di recuperare circa 13 milioni di franchi tra il 1997 e il 2016, secondo i dati forniti dal Consiglio di Stato e dallo stesso Ias. Il metodo di riscossione interno al Dss era stato ideato dall’allora capoufficio dell’Uam, Bruno Cereghetti, il quale si era opposto a procedere attraverso società private di recupero credito: «Abbiamo sempre proceduto in proprio agli incassi, con un procedimento che portava ad entrate superiori agli investimenti finanziari. E soprattutto era una prassi meno vessatoria rispetto alle procedure spicce di queste ditte di incasso, come del resto ho potuto constatare con alcuni miei clienti». Oggi consulente ed esperto di procedimenti legali e amministrativi concernenti il settore delle assicurazioni sociali, Cereghetti esprime marcate perplessità su questa «prassi privatistica del nuovo Dss». Siro Realini contesta questa posizione: «Ai tempi dell’Uam la situazione legale era completamente diversa, in particolare prima del 2006, quando la competenza in materia era cantonale. Poi dal 2006 è intervenuta la Confederazione e dal 2012 il compito di procedere al recupero degli oneri LAMal scoperti è stato attribuito dalla Confederazione alle casse malati. Per gli oneri antecedenti al 2012, considerata la prescrizione ventennale prevista dalla Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, il Consiglio di Stato ha ritenuto opportuno attuare un’ulteriore operazione di recupero decidendo di attribuirlo ad una società esterna sulla base di un regolare bando di concorso».


Da qui il fatto che in questi mesi, a nome de La Difesa C. Sa, sono state inviate diverse lettere tese al recupero degli oneri LAMal, come confermatoci anche dall'associazione Sos Debiti. Se, nella giungla di società di riscossione, l'approccio della società è considerato dalla responsabile dell’associazione tra i più morbidi, resta il fatto che diverse persone hanno manifestato una reazione di stupore e disorientamento nel ricevere questa lettera per conto di un cliente quale il Dss. Forse qualche informazione in più non guasterebbe. Tanto più che La Difesa C. ha una certa esperienza nell’operare per conto dell’Ente pubblico. Ha in effetti il quasi monopolio della gestione degli incassi per conto dei Comuni ticinesi che fanno capo a queste società di gestione esternalizzata del credito. Ma non solo: da almeno il 2011 è incaricata da un altro Ufficio del Dss, l’Ussi, del recupero di quanto in precedenza versato per delle prestazioni di sostegno sociale, in particolar modo l’anticipo alimenti destinato ai figli minorenni quando l'obbligato non provvede al regolare versamento. Nel 2016, in questo ambito, la società di Paradiso ha ricevuto 74.400 franchi da parte del Cantone.

 

* nome di fantasia

Pubblicato il 

06.07.17..
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