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Scritti per area

Il sindacato non conosce lockdown

di

Filippo Buonavena

Cara compagna, caro compagno,
apro questa mia lettera augurandovi tutto il bene.


Questo difficile 2020 si sta chiudendo, un anno che non ci ha permesso di trovarci come sperato. Sono molti, infatti, i tradizionali appuntamenti ai quali abbiamo dovuto rinunciare o che abbiamo dovuto posticipare. Dalle assemblee, passando dalle conferenze professionali sino allo spostamento del congresso, è stata una costante rinuncia dettata dalle restrizioni in corso. Il non poterci incontrare però non ci ha fermati. Il sindacato non ha mai conosciuto un vero e proprio lockdown.


Costantemente sollecitato, il sindacato Unia ha proseguito, nella prima e nella seconda ondata, il suo lavoro di verifica delle condizioni di lavoro e di denuncia delle violazioni a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
La presenza di Unia e l’impegno dei suoi funzionari sono stati fondamentali e, seppur con grosse difficoltà, hanno permesso almeno in parte di arginare una politica padronale, pienamente appoggiata dal Consiglio federale, fondata unicamente al bene del profitto e completamente disinteressata alla salvaguardia della salute delle lavoratrici e dei lavoratori.


Un contesto questo che fa emergere costantemente situazioni lavorative riprovevoli con lavoratori costretti a ritmi sfiancanti per recuperare il tempo perso, personale della vendita occupato fra persone ammassate senza alcun controllo o con misure inefficienti alla tutela della salute.
I salariati non solo non sono stati premiati per il loro impegno durante questi mesi difficili ma vengono costantemente messi sotto pressione e minacciati. Anche in questa situazione, la pandemia globale e lo spauracchio di una crisi economica nel paese diventano l’alibi per sfoderare l’arma del ricatto per erodere i diritti dei salariati. Il timore di trovarsi licenziati in questi tempi bui obbliga le lavoratrici e i lavoratori ad accettare qualsiasi rinuncia in ambito contrattuale e di tutela della salute.


Ancora in questi mesi, il sindacato Unia ha promosso sui cantieri ticinesi un’inchiesta fra i lavoratori per verificare le misure messe in atto per contrastare il Covid. Il quadro che ne è emerso è a dir poco sconcertante con misure inefficienti o non rispettate. Anche in questo ambito si è avuta un’ulteriore triste conferma di come la salute dei lavoratori edili passi assolutamente in secondo piano rispetto ai termini di consegna. Gli stessi uomini già troppo spesso costretti a lavorare sotto le intemperie devono oggi confrontarsi con il concreto rischio di ammalarsi di Covid.
Penso, cara compagna e caro compagno, che nella situazione attuale dobbiamo tornare a essere i veri protagonisti della difesa della nostra salute e di quella delle nostre famiglie, tornando a denunciare le violazioni al nostro diritto a non ammalarci.


È certamente auspicabile che il governo federale aiuti le aziende, verificando però che non vi siano abusi da parte di quegli imprenditori che intendono approfittare dei soldi dei contribuenti. Non sarebbe accettabile che i salariati vengano beffati anche in questo ambito.
Sono stati momenti difficili e se ne prospettano di più duri per una classe operaia costantemente confrontata agli attacchi di un padronato che si dimostra irrispettoso della salute dei lavoratori e di una Berna federale attenta soltanto al bene dell’economia.


È proprio in questi momenti di forte difficoltà per i salariati che il sindacato Unia dev’essere il punto di riferimento di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori. È importante quindi che attraverso la presenza dei militanti e dei funzionari sui luoghi di lavoro e utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione sia sempre mantenuta la nostra vicinanza e il nostro impegno in favore delle lavoratrici e dei lavoratori.


Voglio concludere il mio scritto dedicando un pensiero a tutte le funzionarie e i funzionari Unia, sia del sindacato che della cassa disoccupazione. In questo difficile 2020 sono stati ancor più sollecitati. Sono molti i fronti che si sono aperti e ogni settore di Unia ha dovuto dare il massimo per sostenere i nostri associati.


A loro va il mio ringraziamento più sentito per l’importante lavoro svolto.
Auguro a tutti noi un 2021 che sappia farci mettere alle spalle i brutti momenti vissuti nel 2020.

Pubblicato

Giovedì 17 Dicembre 2020

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