Puoi non avere neppure un soldo depositato o nessun credito con loro, ma le banche son dentro la tua piccola economia, anche se non te ne accorgi. Se leggi notizie su scandali bancari o su multe milionarie, in un modo o nell’altro ti riguarda. Di solito non ci si crede, o perché è difficile capirci o perché si ritiene che tocca altri, i danarosi.


Un primo grosso scandalo è capitato con i tassi interbancari detti Libor. I Libor sono tassi di interessi fissati a Londra tra le 18 più importanti banche internazionali (l’acronimo significa appunto: London Inter Bank Offered Rate). Sono importanti perché servono da guida per fissare i tassi con cui le banche prestano in tutte le varie monete, per compiere operazioni finanziarie e commerciali, per i prestiti ipotecari o al consumo, per la revisione dei tassi di prestito variabili, per derivare i costi di investimenti, di produzione e quindi le possibilità di occupazione. Le inchieste avviate dopo aver scoperto alcuni casi da parte di alcuni giornalisti economici, hanno dimostrato che le manipolazioni dei tassi duravano ormai da diversi anni, contro tutte le regole professionali o le vantate attestazioni di trasparenza. Per quale ammontare complessivo? Per 450 mila miliardi di dollari (avete letto bene, 450 seguito da dodici zeri). È quindi ovvio che anche delle semplici variazioni hanno un effetto moltiplicatore immenso sia per chi lucra (banchieri), sia sugli operatori economici o sui singoli creditori, sia sull’economia in genere (tutti noi).


Non ancora usciti dallo scandalo Libor, ecco che ne emerge un altro più devastante di cui si è parlato nelle scorse settimane: le manipolazioni sui tassi di cambio, negli affari di acquisto e di vendita delle monete. Queste manipolazioni ruotano ogni giorno attorno alla somma pure astronomica di 5.300 miliardi di dollari e riguardano le 21 principali monete nel mondo, tra cui ovviamente il franco svizzero. Le banche che dispongono di forti liquidità ne usano e abusano spingendo le monete verso l’alto o verso il basso ottenendo enormi guadagni sulle differenze dei tassi di cambio.

 

Ci sono quindi due fatti che ci coinvolgono. Il primo riguarda l’instabilità permanente delle monete per tutta la società, che genera insicurezza operativa, che a sua volta incide sugli investimenti, le ordinazioni, il livello di attività, l’occupazione. Il secondo sta nel paradosso che toglie alla moneta la sua vera funzione: risulta infatti che il 95 per cento degli scambi di divise è di tipo speculativo e che quindi solo un’infima parte concerne gli investimenti, il commercio di beni e di servizi. L’uno e l’altro dimostrano a quale punto le attività dei mercati monetari siano ormai sconnesse dall’economia produttiva o dal commercio delle merci. È l’assurdità di un’economia finanziarizzata che consiste nel far denaro con il denaro e di cui tutti paghiamo le conseguenze.


Ad essa si risponde con due altri atteggiamenti assurdi. Si continua a ritenere che le banche sanno autoregolarsi, come se avessero l’etica incorporata e vanno quindi lasciate fare; tutt’al più si puniscono i loro impiegati subalterni, comunque istigati a far denaro, che hanno osato contravvenire alle regole (cosa tipicamente svizzera). Ci si oppone ad ogni proposta di tassa su quei movimenti (tassa proposta dal premio Nobel per l’economia, Tobin) che avrebbe perlomeno lo scopo di mettere qualche sassolino nell’ingranaggio della speculazione, traendone almeno qualche vantaggio pubblico.

 

Pubblicato il 

23.11.14..

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