L'editoriale
Meno discrezione e più trasparenza
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“Una regolamentazione nazionale del finanziamento dei partiti e delle campagne di voto non è conciliabile con la specificità del sistema politico svizzero”. Con questa considerazione parecchio creativa, il Consiglio federale spiega la decisione di respingere l’iniziativa popolare per una regolamentazione nazionale che garantisca trasparenza sulle finanze dei partiti e dei comitati di votazione, nonché sull’origine e sull’ammontare delle donazioni più ingenti. Come se i cittadini non avessero il diritto di conoscere i legami d’interesse della politica, come se non ci fosse bisogno di un po’ di trasparenza in un’epoca di crescente sfiducia nei confronti dei partiti e delle istituzioni, come se l’astensionismo non fosse un problema, come se il processo di formazione delle opinioni fosse un aspetto secondario in un sistema fondato sulla democrazia diretta.

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08.02.18
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L'ultima edizione

8 Febbraio 2018
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Ultime rubriche

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Migranti
La storia di Canad Cali, scappato da ragazzo dall'Africa, oggi guida l'autopostale in Valle Onsernone e raccoglie fondi per le donne somale

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Il suo nome è Canad Cali e ha 25 anni, o almeno «così dice la scienza – ci spiega – un certificato di nascita non ce l’ho». La vita non è sempre stata generosa con lui: nato a Mogadiscio, in Somalia, è rimasto orfano di entrambi i genitori che aveva solo due anni ed è quindi cresciuto in orfanotrofio fino all’età di 15 anni, quando, oramai considerato adulto dalla legge somala, ha dovuto lasciare l’istituto. «A quel punto sono andato a ritirare l’eredità dei miei genitori, un terreno che ho venduto con l’intenzione di usare il ricavato per andarmene a nord a cercare fortuna, tanto non avevo nessuno lì, volevo ricominciare una nuova vita da un’altra parte». E così, con quel senso d’onnipotenza che caratterizza i quindicenni di tutto il mondo, Canad è partito per il suo viaggio della speranza attraverso l’Africa: Somalia, Kenya, Uganda, Sud Sudan e Libia. «Il fatto di essere un ragazzino che viaggiava da solo mi ha anche avvantaggiato, a volte ho dovuto pagare di meno degli altri. Non avevo paura, pensavo solo ad andare il più lontano possibile: “Vai lontano, così lontano che nessuno potrà riportarti indietro”, mi dicevo».

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08.02.18..
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Italia
In vista delle elezioni italiane del 4 marzo, un libro per capire il divario fra lavoro e partiti

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È stato un viaggio istruttivo quello che a 50 anni dal “biennio rosso” ’68-’69 mi ha portato attraverso il Nord Italia, con tappe nelle storiche cattedrali del lavoro e nei nuovi luoghi dello sfruttamento. Ho incontrato operai, impiegati, tecnici, facchini, ciclofattorini, vecchi e giovani che mi hanno aiutato a trovare le prime risposte alle domande che mi avevano spinto a mettermi in viaggio:

 

1) Che resta della cultura operaia della solidarietà, della lotta per i diritti e di quell’idea antica che liberando se stessa la “classe” avrebbe liberato l’intera società?

 

2) Come è successo che i fari della sinistra accesi da mezzo secolo, alimentati dalla presenza operaia, si siano spenti e città come Torino, Monfalcone, Sesto San Giovanni, Genova, La Spezia, Livorno passassero alla destra, o ai 5 stelle?

 

3) Che effetto ha avuto nella soggettività e nei rapporti di potere l’alzo zero sulla legislazione del lavoro (allungamento dell’età lavorativa, massacro dello Statuto, jobs act e precarizzazione di massa)?

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08.02.18..
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Informazione
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Dopo tante parole spese sull’ iniziativa No Billag, eccone ancora ventuno: un abc tra il serio e il faceto in vista della votazione del prossimo 4 marzo.


A come Ats
Lo sciopero della rigorosa Agenzia Telegrafica Svizzera è un segno dei tempi. Chiusure, ristrutturazioni, concentrazioni, licenziamenti: il settore dei media è in chiara difficoltà. Qua e là nascono (e muoiono) progetti interessanti che mettono al centro il Giornalismo. Una professione che, nel settore audiovisivo, non può prescindere da un servizio pubblico forte.

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08.02.18
Criminalità finanziaria
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«Così facevano tutti» si è giustificato Oliver Camponovo, fiduciario ticinese al processo che lo ha condannato a tre anni di pena per aver favorito nella sua attività professionale personaggi di spicco della criminalità organizzata, nello specifico la ’ndrangheta. Camponovo si riferiva ai sistemi adottati dalla piazza finanziaria ticinese per riportare alla luce capitali in nero, frutto di evasione fiscale nel migliore dei casi, ma anche di provenienza criminale.

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24.01.18
La protesta
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Come fanno i giornali a sapere tutto? Se ci riescono il merito in Svizzera è dell’ats, l’Agenzia telegrafica svizzera. Vale a dire una squadra di circa 150 giornalisti che a turni 24 ore su 24 e sette giorni su sette sforna centinaia di notizie sugli avvenimenti quotidiani nelle tre lingue nazionali. Martedì scorso per tre ore tutti hanno scioperato in segno di avvertimento per difendere il loro posto di lavoro, ma anche un servizio pubblico sempre più in pericolo.

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24.01.18
Amazon arriva in Svizzera
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Amazon sbarca in Svizzera grazie ad un accordo siglato con la Posta. Non si sa ancora nei dettagli quando, ma l’arrivo del gruppo di Jeff Bezos dovrebbe concretizzarsi nel corso del 2018. Non si tratta di una novità assoluta: possiamo già ordinare su Amazon dalla Svizzera, tramite un sito estero, pagando separatamente le tasse doganali. Ma con la creazione di amazon.ch, la multinazionale americana rafforzerà la sua presenza nella Confederazione.

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24.01.18
Un anno di Trump
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Ha vinto facendo il matto ma una volta entrato alla Casa Bianca, pur mantenendo uno stile originale, tornerà nei ranghi. A Washington, i repubblicani si raccontavano che sarebbe andata così. Sbagliavano: l’anniversario del primo anno di presidenza Trump è stato celebrato da due giorni di default del governo dopo che repubblicani e democratici non si sono messi d’accordo per votare l’emendamento che innalza il tetto del deficit.

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24.01.18
Italia verso le elezioni
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Sesto San Giovanni, Monfalcone, Torino, Genova. Sesto con la Breda, la Falk, la Marelli era la Stalingrado d’Italia, Monfalcone con i suoi cantierini era più rossa della Jugoslavia di Tito, Torino era la classe operaia italiana per eccellenza, nord e sud uniti nella lotta e la croce su falce e martello. Genova e i camalli del porto che indossano ancora le magliette a strisce della rivolta antifascista del 1960. Le roccheforti della sinistra sono crollate alle ultime elezioni come castelli di sabbia, senza essere bombardate, il nord è smottato, il campo viene occupato dal nemico.

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24.01.18
Processo Eternit bis
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Si spalancano le porte di quattro tribunali per il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, unico imputato del procedimento Eternit bis, riguardante la morte di 258 persone ammazzate dall’amianto delle sue fabbriche Eternit in Italia. Non vi sarà dunque alcun maxiprocesso, come auspicava la Procura di Torino che indaga sulla vicenda da oltre quindici anni e che ora dovrà dunque condividere questo lavoro con gli uffici giudiziari di Vercelli, Reggio Emilia e Napoli: si occuperanno ciascuno dei singoli casi di decesso avvenuti nel proprio territorio di competenza.

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19.12.17
Ticino
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Oltre 50 milioni di sgravi per le grandi aziende e per i ricchi contribuenti. Una pillola amara che Governo e Parlamento ticinese hanno tentato di addolcire abbinandola a una caramellina definita “sociale”. Una politica che ricorda quella degli anni ‘90, quando si declamava di voler risollevare l’economia cantonale a suon di sgravi.

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19.12.17
La vignetta
© Corrado Mordasini

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