L'editoriale
Non si vive per lavorare
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Si scrive “flessibilità” ma si legge “dare la propria vita al lavoro”, con tutte le conseguenze che questo comporta per la salute fisica e mentale, per le relazioni famigliari e sociali, per la qualità della propria esistenza insomma. È in questa logica che s’inseriscono tutti i tentativi di dilatare il tempo di lavoro e di ridurre quello di riposo in funzione di presunti bisogni dell’economia e di “modernizzazione” dell’organizzazione del lavoro. Ne sono un esempio concreto le rivendicazioni formulate recentemente dall’Unione svizzera arti e mestieri (Usam): un attacco frontale alle più elementari norme in materia di  tutela dei diritti e della salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

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16.11.17
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L'ultima edizione

16 Novembre 2017
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Ultime rubriche

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Lavoro e dignità
Il governo fissa tra i 18,75 e 19,25 franchi l’ora la misura di politica sociale del salario minimo per contrastare la povertà nel cantone. Tante critiche e pochi applausi

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Chi si aspettava un guizzo di coraggio dal governo cantonale è andato deluso. Al contrario del governo neocastellano, il Dipartimento delle finanze ed economia ticinese ha giocato al ribasso scegliendo indicatori che gli consentissero di fissare il salario minimo tra i 18,75 e i 19,25 franchi l’ora, contro i 20 neocastellani. Secondo il sindacato è un’occasione persa per restituire dignità al lavoro nel territorio locale e consentire l’accesso ai residenti, ma pure a discapito dell’economia regionale. «Finché ci sarà il vantaggio competitivo di accedere a un bacino di forza lavoro per dei salari miserevoli, non si creeranno mai le condizioni quadro affinché l’insieme dell’economia ticinese possa fare un balzo avanti all’altezza delle tendenze dell’economia globale» aveva detto ad area Christian Marazzi, economista e ricercatore sociale di fama mondiale, riferendosi all’introduzione di un salario minimo dignitoso in Ticino.

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16.11.17..
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Lavoro e dignità
Dopo anni di lavoro pagato 15 franchi l’ora, quattro lavoratrici danno la disdetta collettiva. Nella vertenza, il titolare aggredisce un funzionario sindacale

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Da anni sempre la medesima paga, 15 franchi l’ora. All’annuncio del direttore di aver soppresso l’assicurazione indennità perdita di guadagno in caso di malattia, si ribellano e danno le dimissioni. Abbiamo raccolto le testimonianze di quattro lavoratrici sulla loro esperienza professionale presso la Dipra Sa, e intervistato il titolare che è stato pure denunciato da Unia per aggressione a un funzionario sindacale.

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16.11.17..
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Cultura e società
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Latte macchiato, subito e ciao. Si fa un gran parlare della marginalizzazione in Svizzera dell’idioma di Dante con la soppressione di cattedre di italianistica e la crisi dell’associazionismo. E invece, dicono gli studiosi, l’italiano non solo è elemento fondativo dell’identità nazionale, ma è profondamente radicato nel nostro paese, dimostrando una scoppiettante vitalità. La lingua non è relegata in un ghetto, bensì permea la società, come sottolinea la grande manifestazione “Zurigo in italiano”: due mesi interi per parlare e sognare con il bello di questa cultura.
 



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16.11.17
Esteri
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Chi aveva sperato che l’ennesima sconfitta avrebbe costretto Matteo Renzi a sospendere l’opera di demolizione della sinistra italiana non aveva fatto i conti con il generale del genio guastatori. Renzi va avanti, pur costretto a una finta apertura a sinistra per evitare di sancire l’inessenzialità di quel che resta del Pd dopo che anche il presidente del Senato Grasso gli ha sbattuto la porta in faccia offrendosi in ticket con la presidente della Camera Boldrini come guida di uno schieramento fuori dal Pd. Ma ha subito precisato: guai a rimettere in discussione jobs act, pensioni, politica sui migranti, buona scuola. Insomma, Renzi rivendica tutti i suoi errori e pretende da ipotetici alleati di sinistra che si presentino in ginocchio.


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16.11.17
Lavoro e dignità
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L’articolo «La sicurezza e gli infiltrati targati Unia» sul caso Argo 1 pubblicato mercoledì 18 ottobre dal Corriere del Ticino (Cdt) ha suscitato clamore non per le “rivelazioni” contenute, ma per le critiche alle violazioni al codice deontologico dei giornalisti. Due le obiezioni principali: la pubblicazione in prima pagina del nome di uno dei numerosi ex agenti che hanno semplicemente testimoniato in Procura gli abusi di cui erano vittime sul posto di lavoro alla Argo 1 e, in secondo luogo, avere definito i testimoni degli “infiltrati” di Unia, insinuando la tesi di un piano diabolico del sindacato nello scandalo Argo. area ha intervistato Fabio Pontiggia, direttore del Corriere del Ticino, sulle scelte editoriali che hanno spinto la testata a pubblicare quell’articolo. 

 

 



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26.10.17
Grande Fratello
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Quante volte mi è capitato? Migliaia. Mi torna in mente una battutaccia via email alla mia migliore amica. Ero alle prese con un funzionario del fisco che si accaniva su dettagli irrilevanti: “lo ammazzo!”, scherzavo. Mi sovvengo della corrispondenza con uno studente di giornalismo, in cui pontificavo sul mediocre lavoro dei media sul “terrorismo di matrice islamica”. Con mia suocera ci scriviamo in tedesco, insisteva che dovevo procurarle dei “Wassermelonen”.

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26.10.17
Sciopero alla Caviezel
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In relazione all’articolo pubblicato sul nostro sito il 28 settembre scorso sullo sciopero dei lavoratori della ditta Caviezel Sagl di Quartino dal titolo “Mezz’ora gratis? Non ve la regaliamo” (vedi correlato), la proprietà ci ha inviato una presa di posizione per contestare alcuni passaggi dell'articolo, che a suo giudizio contengono delle «inesattezze».

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08.11.17
Eternit bis
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Per il miliardario svizzero ed ex padrone dell'Eternit Stephan Schmid­heiny si avvicina un ennesimo importante appuntamento con la giustizia (quella italiana naturalmente, essendo l'unica a occuparsi seriamente della tragedia dell'amianto...): il 13 dicembre prossimo a Roma la Corte Suprema di Cassazione deciderà sulle sorti del cosiddetto processo “Eternit bis” che lo vede imputato per la morte di 258 persone, uccise dall'amianto disperso negli ambienti di lavoro e di vita attraverso gli stabilimenti italiani dell'Eternit, sotto il suo controllo diretto tra la metà degli anni Settanta e il 1986.

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26.10.17
Società
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I miti elvetici, come ogni fatto idealizzato, portano con sé verità di fondo, che però rischiano di negare la realtà. “Ma in Svizzera stiamo tutti bene! È un paese ricco!”, quante volte abbiamo sentito queste affermazioni che ci facevano credere di vivere nel paese del bengodi. Eppure, non sembrerebbe essere precisamene così: uno studio sociale analizza il fenomeno della povertà che è in crescita nel nostro cantone: in uno spaccato che non emerge da statistiche incomplete e parziali.

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26.10.17
Esteri
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Quando avrete sotto mano questo numero di area, a meno di sorprese, i giochi saranno fatti, anche se la partita fra Spagna e Catalogna non sarà finita e tutto lascia credere che durerà ancora a lungo con un gioco sempre più sporco.


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26.10.17
La vignetta
© Corrado Mordasini

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