L'editoriale
A processo per aver dichiarato troppo
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«Il procuratore pubblico Antonio Perugini mette in stato d’accusa dinanzi alla Pretura penale del Canton Ticino Alaimo Lillo, D’Agostino Libero, Pianca Stefano e Guenzi Patrizia ritenuti colpevoli». Il primo, il direttore responsabile del Caffè, ritenuto colpevole di ripetuta diffamazione e di infrazione alla Lf contro la concorrenza sleale; mentre vicedirettore, caporedattore e redattrice del domenicale sono condannati “unicamente” per il secondo capo d’imputazione. Il proclama non è stato affidato all’ultimo degli sbandieratori, ma i quattro decreti d’accusa sono stati diffusi a mezzo stampa direttamente da Fulvio Pelli, presidente della Clinica Sant’Anna, la quale ha sporto querela contro i giornalisti. Una sorta di trofeo da esibire con tanto di commento: “Finalmente”. E che serva da monito a tutta la categoria, aggiungiamo noi, cari giornalisti. Perché ora lo dice il magistrato – accogliendo velocissimamente la denuncia di ex politici che ora siedono nel CdA della clinica – quanta verità è concessa pubblicare ai giornalisti. Aspettiamo, a questo punto, la posologia di quanti articoli sia possibile scrivere su un argomento, ma soprattutto il processo. Che farà luce su che cosa significhi, o non significhi, la libertà di stampa in Ticino.


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16.03.17
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L'ultima edizione

16 Marzo 2017
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Ultime rubriche

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Malaffare
La logica del minor prezzo produce illegalità. Le responsabilità del committente sulle conseguenze dai risvolti penali.

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L'arresto del titolare-direttore dell'agenzia di sicurezza Argo 1 scoperchia la superficialità del Dipartimento di Paolo Beltraminelli nell'attribuire dei mandati a ditte sconosciute purché siano a prezzi stracciati, con buona pace dello sfruttamento del personale, della concorrenza sleale, della qualità delle prestazioni e dei richiedenti l'asilo che lo subiscono. In modo molto anomalo, tutto è stato taciuto al Governo, Gran consiglio e ai cittadini.

 

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16.03.17..
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Sicurezza privata
La sicurezza privata con poche regole e poca professionalità.

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Mettiti la divisa. No, dai la stella da sceriffo no, non è Carnevale. Però con poco puoi creare una società, metterti in uniforme e girare per le strade a fare il vigilante e “garantire” la sicurezza. Rambo, no Argo. E i bravi, come don Rodrigo, puoi pagarli tre soldi e una cicca. A chi è assicurata la nostra sicurezza? Per favore, che qualcuno chiami la polizia: non ci sono soldi per potenziarla? D’accordo. Diamine, allora che intervenga lo Stato. No, neppure quello, che ha messo la firma su contratti capestro legittimando il dumping a ditte ambigue. E qualcuno prende pure le botte. Allora che la società civile si interroghi sui tagli nel settore pubblico per dirottare le risorse ai privati. E sugli interessi di chi ci amministra.

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16.03.17..
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Trasparenza
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Il Consiglio federale vuole escludere dal campo di applicazione della legge sulla trasparenza (LTras) tutti i documenti relativi alle procedure di appalto della Confederazione. Lo si deduce dal messaggio concernente la revisione totale della legge federale sugli acquisti pubblici (LAPub), adottato dal Consiglio federale lo scorso 15 febbraio. Se il Parlamento si allineerà a questa decisione, per la popolazione e i media non sarà presto più possibile ottenere i documenti per valutare come le autorità gestiscono il denaro dei contribuenti nell’ambito di acquisti di beni e servizi.


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16.03.17
Esteri
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Dentro il trolley, niente di nuovo. Il viaggiatore può incollarci gli adesivi più improbabili – la foto di Gramsci o la parola “compagno” o il “noi” al posto dell’”io”– ma dentro c’è sempre e solo un toscano arrogante, corpo estraneo alla tradizione democratica italiana, persino a quella poliedrica democristiana.


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16.03.17
Esteri
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«Erdogan sta usando la crisi diplomatica per motivare i nazionalisti turchi a votare a favore del suo referendum», ha spiegato ad area Levent Cakir, giornalista del periodico Atilim e membro del comitato direttivo europeo di Hdk (Congresso democratico dei popoli). «Ma l’Europa questa volta potrebbe davvero scaricare il presidente turco dopo il voto», ha aggiunto. A poche settimane dal referendum costituzionale del 16 aprile che potrebbe estendere i poteri del presidente Recep Tayyp Erdogan, il clima in Turchia è di nuovo incandescente.

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16.03.17
Malaedilizia
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Dietro lo scandalo dei permessi, un gruppo di giovani da poco ventenni, un solo imprenditore o l’ombra di una organizzazione criminale tra le più potenti d’Europa? E chi guadagnava in cima alla scala dalla manodopera a basso costo ed estremamente ricattabile immessa nel sistema economico cantonale e nazionale? Questi gli interrogativi centrali a cui la magistratura ticinese è chiamata a dare delle risposte, districando la difficile matassa.

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22.02.17
Parità
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Qualcuno è allergico alla mimosa, pure fra le donne c’è chi ritiene fastidioso quel ramoscello giallo che l’8 marzo viene fatto sventolare quasi fosse un prosieguo di San Valentino. In realtà dietro al simulacro floreale, che così banalizzato può risultare stucchevole, c’è un compleanno collettivo per ricordare che le donne hanno dei diritti: i doveri sono loro infatti sottolineati ogni benedetto giorno.

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22.02.17
Esteri
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C’era una volta il Pd, anzi non c’era. È un partito mai nato quello che doveva superare il conflitto che ha diviso (e riempito di senso) l’intero Novecento fino a Tangentopoli. Sarebbe stato un miracolo, un’unione contro natura, fondere in un monstrum i due storici antagonisti, Dc e Pci, sciolti la prima dai giudici e il secondo da una dubbia interpretazione della caduta del muro di Berlino e una squinternata previsione occhettiana: la scomparsa del comunismo segnerà la fine dell’anticomunismo e la sinistra potrà infine occupare la stanza dei bottoni. Quella che illegittimamente è stata chiamata sinistra o più pudicamente centrosinistra ha occupato sì la stanza dei bottoni in alternanza con Berlusconi, ma introiettando i valori della destra e l’anticomunismo.

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22.02.17
Precariato
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Abbiamo conosciuto Lara nel 2015 per il suo impegno di attivista a favore dei migranti. Oggi, febbraio 2017, siamo di nuovo a Milano, ma questa volta per ascoltare la sua storia. La giovane donna italiana non riesce a trovare un lavoro stabile ed è finita in un dormitorio. Storie di nuova povertà...

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22.02.17
Lavoro
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Uno stipendio di 3.600 franchi lordi al mese è appena sufficiente per vivere in Ticino. Non la pensano così la famiglia Centonze e Cattaneo, rispettivamente Ecsa e City Carburoil, che hanno fondato un’associazione per evitare che quel salario minimo entri in vigore. «Fronteggiare il Ccl nazionale dei negozi delle stazioni di servizio in Svizzera». Chiaro e diretto lo scopo dell’Associazione ticinese dei gestori delle stazioni di servizio. Impedire l’obbligo di pagare stipendi di 3.600 franchi lordi mensili in Ticino, scaturiti dal recente accordo tra partner sociali a livello nazionale. L’associazione ticinese è composta da diciassette membri, che insieme gestiscono circa la metà delle stazioni di servizio presenti nel cantone. L’altra metà dei gestori ticinesi non vi ha aderito, intuitivamente perché già paga stipendi in linea con il Ccl previsto.

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08.02.17
La vignetta

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