L'editoriale
Fare del male a chi fa del bene
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Chi scrive appartiene a una generazione che ha visto finire in carcere tante persone perbene, non perché avessero fatto dei torti a qualcuno ma semplicemente per non essersela sentita di spendere del tempo della propria gioventù per imparare a usare le armi e a fare la guerra. A giudicare la loro coscienza e a condannarli erano dei giudici militari, che un po’ applicavano la legge e un po’ la usavano come arma di lotta ideologica e strumento per glorificare l’inutile esercito svizzero: l’arbitrio era la regola, nelle aule giudiziarie si respirava un’aria d’inquisizione, gli obiettori venivano spesso e volentieri umiliati e scherniti, il diritto alla difesa era solo teorico e chi ne faceva uso doveva fare i conti con un aggravio di pena. Il nostro pensiero corre a questa epoca nera apprendendo del progetto del Consiglio federale volto a inasprire le condizioni per accedere al servizio civile.

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26.02.19
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L'ultima edizione

26 Febbraio 2019
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Ultime rubriche

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L'intervista
Parla Johan Cosar, l'ex sergente dell'esercito svizzero condannato per aver combattuto contro l'ISIS in Siria

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«Le condanne pronunciate all’epoca non corrispondono più all’attuale senso di giustizia. La lotta condotta allora per la democrazia merita di essere riconosciuta». Sono parole del Consiglio federale, espresse una decina di anni fa quando decise di riabilitare gli oltre 800 svizzeri che combatterono negli anni trenta in Spagna per la Repubblica contro le truppe del generale fascista Franco. 170 morirono sul campo, mentre quelli che rientrarono in Svizzera furono condannati in base all’articolo 94 del Codice penale militare che al suo capoverso uno recita: «Se uno Svizzero si arruola in un esercito straniero senza il permesso del Consiglio federale, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria». È il medesimo articolo per cui è stato processato a Bellinzona dal tribunale militare la scorsa settimana Johan Cosar.

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26.02.19..
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Il caso

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La conclusione di partenariati con imprese e istituzioni controverse, la presenza del suo presidente nel Consiglio di fondazione del World Economic Forum, oppure il finanziamento delle attività tramite delle “obbligazioni umanitarie”: la direzione presa dal Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) sotto la presidenza di Peter Maurer interroga. Per alcuni osservatori l’indipendenza e la neutralità della più prestigiosa istituzione umanitaria internazionale è messa a rischio. Così come la sicurezza dei delegati sul terreno.

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26.02.19..
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Lavoro
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Il lavoro domestico e di cura (dei figli e dei familiari bisognosi) è da sempre e ancora oggi affidato alle donne, un lavoro invisibile che non viene riconosciuto, non dà alcun diritto, non è retribuito e non viene valorizzato, ma semplicemente è un lavoro che viene dato per scontato, quasi facesse parte del Dna di ogni donna.

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26.02.19
Italia
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E anche la Sardegna, i Caraibi d’Europa, è persa. Lo striptease italiano continua a ritmo frenetico, via il Friuli, Trento e Bolzano, l’Abruzzo, il Molise, anche l’isola più bella ha lasciato il centrosinistra per gettarsi, o ritornare dopo una pausa democratica, tra le braccia delle destre. L’artefice dell’incubo italiano ha nome e cognome: Matteo Salvini.

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26.02.19
Scandalo Argo 1
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Perché Argo 1? Perché il Dss scelse una neocostituita agenzia di sicurezza, sprovvista di personale, per affidarle improvvisamente un appalto nella delicata gestione dei centri dei richiedenti l’asilo? E perché il Dss non notificò mai al Governo quell’appalto da 3,4 milioni di franchi?
Per rispondere a questi quesiti, nell’arco di due anni, si sono succeduti nell’ordine: la sottocommissione della Gestione, il perito indipendente Marco Bertoli, incaricato dal governo ad approfondire le critiche sollevate a suo tempo dal Controllo cantonale delle finanze (Ccf), le inchieste della Magistratura e infine la Commissione parlamentare d’inchiesta (Cpi).

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14.02.19
Svizzera
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Insieme al certificato elettorale ricevo un codice numerico. Mi collego ad Internet. Lo inserisco in un sito web e con pochi click ho esercitato il mio diritto politico. Il voto elettronico suona facile e da decenni governi e parlamenti si chinano sulla questione di se e come introdurlo. Finora si sono visti molti esperimenti, parecchie marce indietro, un mare di soldi spesi e un oceano di critiche e polemiche.

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14.02.19
La testimonianza
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Uno sciopero che ha coinvolto non solo il mondo del lavoro tradizionale ma tutte le sfere della vita, perché le donne sono vittime di discriminazioni e soprusi ovunque. A raccontare così la storica mobilitazione femminista andata in scena in tutta la Spagna l’8 marzo 2018 è Clara Alonso Jiménez della “Comisión 8M” di Madrid, ospite lo scorso 26 gennaio a Lugano del tradizionale seminario dei militanti organizzato da Unia Ticino, quest’anno interamente dedicato allo sciopero delle donne che avrà luogo in Svizzera il 14 giugno prossimo.

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14.02.19
Italia
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Il “saldatore della patria” Maurizio Landini ha guidato un’irruzione potente nel plumbeo scenario italiano. La manifestazione sindacale unitaria di sabato scorso a Roma segna un’inversione di tendenza e invia un messaggio a una società colpita dalla crisi, priva di credibili rappresentanze politiche e dunque frammentata, ignorata dunque rancorosa: una rappresentanza sindacale, pur tra mille contraddizioni e debolezze, esiste e da essa può ripartire un protagonismo di massa sotto la bandiera della solidarietà.

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14.02.19
Crisi Venezuelana
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Lo storico Howard Zinn ha contato 103 interventi militari Usa nel mondo fra il 1798 e il 1895, un calcolo che non tiene conto di tutti quelli – un’infinità – del ’900 né di quello auspicato dal futuro presidente Theodore Roosevelt, allora Assistente segretario alla Marina, che in una lettera del 1897 scriveva di «sperare in una qualsiasi guerra perché credo che questo paese ne abbia bisogno». Nel 1898 gli Stati Uniti dichiararono guerra alla Spagna, naturalmente, parole di Roosevelt, sia in nome «dell’umanità e per il bene dei cubani» che come «ulteriore passo verso la completa liberazione dell’America dal dominio europeo».
120 anni dopo lo scenario e perfino le parole sono gli stessi.

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14.02.19
Ticino
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La nostra centenaria appartiene ad un fenomeno architettonico, urbanistico e sociale che ha investito tutta l'Europa, dalla Norvegia all'Italia e dalla Spagna alla Russia nel periodo che va dagli ultimi decenni dell'Ottocento alla Seconda guerra mondiale.

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14.02.19
La vignetta

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