L'editoriale
Il processo Eternit è anche un libro di storia
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Confermando lo spacchettamento in quattro tronconi del processo Eternit bis a carico dell’ex re dell’amianto Stephan Schmidheiny, i giudici della Corte di Cassazione hanno indubbiamente inferto un ennesimo duro colpo al morale dei famigliari delle vittime, la cui fiducia nella giustizia, dopo sette anni di udienze, condanne, proscioglimenti, annullamenti e ricorsi bocciati, ormai vacilla. Ancora una volta, si ricomincia tutto da capo in quattro diversi tribunali, in un contesto pieno di incognite su cui incombe lo spettro della prescrizione del reato per molte delle vittime innocenti, morte ammazzate dall’amianto utilizzato nel nome del profitto e in pieno disprezzo della salute dei lavoratori e dei cittadini.

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19.12.17
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L'ultima edizione

14 Dicembre 2017
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Ultime rubriche

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Processo Eternit bis
Il miliardario svizzero sarà giudicato per omicidio (colposo o intenzionale) a Torino, Vercelli, Reggio Emilia e Napoli

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Si spalancano le porte di quattro tribunali per il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, unico imputato del procedimento Eternit bis, riguardante la morte di 258 persone ammazzate dall’amianto delle sue fabbriche Eternit in Italia. Non vi sarà dunque alcun maxiprocesso, come auspicava la Procura di Torino che indaga sulla vicenda da oltre quindici anni e che ora dovrà dunque condividere questo lavoro con gli uffici giudiziari di Vercelli, Reggio Emilia e Napoli: si occuperanno ciascuno dei singoli casi di decesso avvenuti nel proprio territorio di competenza.

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19.12.17..

Dossier

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Ticino
Partita la raccolta di firme per il referendum contro la riforma fiscale approvata dal Gran Consiglio

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Oltre 50 milioni di sgravi per le grandi aziende e per i ricchi contribuenti. Una pillola amara che Governo e Parlamento ticinese hanno tentato di addolcire abbinandola a una caramellina definita “sociale”. Una politica che ricorda quella degli anni ‘90, quando si declamava di voler risollevare l’economia cantonale a suon di sgravi.

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19.12.17..
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Ticino
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Complice il lassismo degli enti coinvolti e di una politica passiva, una parte del padronato abusa della procedura di fallimento per ottenere indebiti vantaggi, lasciando montagne di debiti sulle spalle dei lavoratori e dello Stato con le imposte inevase. Il sindacato rende attenti che la soglia di guardia è stata ampiamente oltrepassata: i costi dei fallimenti regionali (198 milioni di franchi annui) superano gli investimenti annuali del Canton Ticino.

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19.12.17
Italia
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Solo su un punto le anime del centro-sinistra sembrano convergere: la preoccupazione per il risorgente protagonismo fascista.

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19.12.17
Sanità e lavoro
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È una vittoria importante quella conquistata dalla sinistra e dai sindacati lo scorso 26 novembre nel Canton Neuchâtel. Il 76% dei votanti ha infatti bocciato la decisione del Gran Consiglio, a maggioranza di destra, che voleva decretare la morte della Cct Santé 21, il Contratto collettivo nel settore sanitario. Un risultato degno di nota, ottenuto in un cantone dove la politica della salute è da anni al centro di un acceso dibattito. Dietro alla volontà della destra di smantellare il Ccl neocastellano, si nasconde infatti l’appetito di Genolier. Un gruppo privato che ha messo in campo tutta la sua forza politica per far valere le sue pretese. Ma questa volta i cittadini hanno detto di no esprimendo attaccamento a delle condizioni di lavoro di qualità.

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30.11.17
Lavoro e dignità
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Gli statistici definiscono a rischio di povertà un’economia domestica  quando è incapace di affrontare una spesa imprevista di 2.500 franchi. In Ticino sarebbero una su tre, cioè il 32,6%, il tasso di gran lunga più alto del paese. Di questo gruppo fanno parte le ex e le attuali dipendenti della stazione di servizio di cui vi raccontiamo. Se nel loro caso vi è la particolarità di un ambiente di lavoro pessimo, la difficoltà nel sopravvivere con misere paghe è simile a molte impiegate in altre stazioni di benzina sparse sul territorio.  

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30.11.17
Salute
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Pochi giorni fa l’Unione europea ha deciso di rinnovare per altri cinque anni l’autorizzazione all’impiego del controverso glifosato, potente erbicida alla base di uno dei prodotti di punta della multinazionale Monsanto in agricoltura, il Roundup. «Un regalo alle multinazionali agrochimiche, a scapito di salute e ambiente», protestano in coro le associazioni ambientaliste, che durante il voto di lunedì hanno fatto sentire la loro voce davanti al quartier generale della Commissione europea a Bruxelles.



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30.11.17
Lavoro e dignità
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La rinascita dello sciopero in Svizzera a partire dall’inizio degli anni 2000, una carrellata delle proteste più significative, l’approccio dal punto di vista sindacale, l’analisi del contesto politico e sociale in cui questo strumento di lotta ha ripreso vigore, i successi, gli insuccessi e le  prospettive future. Questi, in estrema sintesi, i contenuti del libro “Scioperi nel 21° secolo”, in vendita da pochi giorni (edizioni Rotpunktverlag).

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30.11.17
Lavoro e dignità
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Se c’è un settore in cui il futuro ipertecnologico e informatizzato ha bisogno per affermarsi di far rivivere il peggior passato di sfruttamento, per intenderci quello degli albori del capitalismo, questo si chiama logistica. Dietro il viaggio dei camion che garantiscono la consegna just in time di ogni tipo di merci – tir muniti di centinaia di sensori che registrano persino la velocità di reazione nella frenata dell’autista – c’è il lavoro schiavistico di un esercito di operai e facchini invisibili a chi ordina on line un libro o un regalo di Natale, confinati in nebbiose campagne padane dentro capannoni ricchi di tecnologia e poveri di democrazia e rispetto del lavoro umano. Si tratta di un nuovo proletariato fatto soprattutto di migranti, governati da false cooperative, padroncini spregiudicati e criminalità organizzata che ricevono in appalto da stellate aziende lavoro sporco, per garantire, appunto, la consegna just in time. Funziona così: tu fai un clic sul pc e paghi un paio di scarpe da tennis, l’ordine arriva a destinazione e si inizia una corsa forsennata nel capannone alla ricerca della merce da consegnare addirittura in 24 ore in qualsiasi paese o città.

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30.11.17
Migrazione
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«Quest’uomo è stato venduto per 700 dinari libici, quest’altro per 1.200 (876 franchi, ndr)»: sono le parole di un migrante che ha filmato la tratta disumana di questi schiavi moderni. Purtroppo non accennano a fermarsi le stragi nel Mediterraneo. 31 migranti sono morti lo scorso sabato nel naufragio di due barconi al largo della costa libica. Secondo le prime ricostruzioni, la guardia costiera libica ha soccorso e salvato 326 migranti (63 donne e 61 bambini) mentre sono 40 i dispersi. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha confermato che sono stati oltre 161.000 i migranti che sono riusciti ad arrivare in Europa solo quest'anno, mentre quasi 3.000 sono scomparsi in mare.


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30.11.17
La vignetta
© Corrado Mordasini

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