L'editoriale
Un'assurda caccia agli abusi
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Durante le nostre riunioni di redazione ogni tanto affiora una sorta di “senso di colpa” per la mole di notizie negative che regolarmente serviamo a voi lettori, ma poi, pensando alla realtà sociale e del mondo del lavoro che ci tocca indagare e raccontare, ci auto-assolviamo. Oggi schiviamo l’esercizio, perché possiamo esaltare il bel gesto compiuto dalla Società svizzera dei pediatri, che ha deciso di boicottare i degradanti test che le autorità migratorie utilizzano per stabilire se un richiedente l’asilo è realmente minorenne.

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07.06.17
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L'ultima edizione

22 Giugno 2017
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Ultime rubriche

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Negozi di abbigliamento in crisi
Le catene di moda svizzere non hanno saputo adeguarsi per tempo all'evoluzione del mercato. E i posti di lavoro saltano.

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Ristrutturazioni, fallimenti, chiusure, licenziamenti: in Svizzera il settore dei negozi d’abbigliamento è in crisi profonda. Una delle principali cause di questa situazione è sicuramente la concorrenza che arriva dal commercio online, soprattuto a seguito dell’arrivo sul mercato svizzero di un colosso internazionale come Zalando. Di fronte al boom dei negozi virtuali e all’internazionalizzazione del commercio al dettaglio, le principali catene elvetiche sembrano avere accumulato un ritardo troppo consistente.

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07.06.17..
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La storia
Un lavoretto dopo l’altro, poi il contratto a tempo determinato che alimenta la speranza in un impiego duraturo e infine la delusione: il caso di Mosè

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Il precariato ha mille volti nella vita quotidiana delle persone. A volte assume le sembianze del lavoro interinale, altre della sotto-occupazione, o ancora dall’incertezza di non sapere quando lavorerai perché impiegato su chiamata. Il tempo scorre lento in attesa di una svolta che dia la serenità necessaria per guardare al futuro. Nella storia di Mosè che raccontiamo, quando il traguardo sembra a portata di mano, la speranza alimentata nei mesi s’infrange nel benservito. E la giostra del precariato riprende il suo giro.

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07.06.17..
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Ticino
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Lo straccio, grazie, dopo averlo raccolto, lavato e stirato, a titolo gratuito, lo sistemo io. Lara Robbiani Tognina, che negli ultimi tre anni ha raccolto quantità industriali di indumenti usati per i profughi, facendosi conoscere in ogni angolo del Ticino e anche in Italia, contesta il mandato diretto che il Consiglio di Stato ha attribuito senza concorso per la distribuzione dei vestiti.

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07.06.17
Complementari AVS/AI
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Già vivono in condizioni di estrema precarietà e sono costretti a badare a ogni centesimo che spendono, ma su di loro incombe una nuova minaccia: il baratro della povertà assoluta e dell'assistenza sociale. Sono i circa 315.000 anziani e invalidi che beneficiano delle cosiddette “Prestazioni complementari” (Pc), cioè di quei sussidi che, insieme con le rendite Avs o Ai, garantiscono loro il minimo vitale per arrivare alla fine del mese.

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07.06.17
Italia
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L’aveva giurato: se perdo il referendum torno a casa. Ha perso ma a casa è tornato solo per qualche ora, poi è nuovamente uscito e ha ripreso a dettare leggi e agende politiche.

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07.06.17
La storia
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Lasciare il Ticino per motivi economici. Tra costi che crescono, paghe stagnanti e tagli alla socialità, sempre più persone faticano ad arrivare a fine mese. Loro malgrado, l’unica soluzione diventa andare a vivere oltre confine, diventando dei frontalieri. Le motivazioni della difficile scelta di Lisa, suo marito e i loro due figli per capire un fenomeno emergente in Ticino. Un misto di amarezza, di rabbia ma anche di serenità per la scelta fatta. È lo stato d’animo di Lisa, sposata e giovane madre di due figli in tenera età.

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24.05.17
Lo studio
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Hanno tra i 26 e i 35 anni, provengono da tutte le parti d'Italia, posseggono titoli di studio molto elevati o diplomi, alcuni svolgono lavori altamente qualificati, altri mansioni più umili rispetto ai titoli conseguiti e altri ancora abbandonano gli studi per tuffarsi nei settori della ristorazione, dell'edilizia o nell'industria, in genere non vivono problemi d'integrazione, non hanno contatti né col sindacato, né con gli organi di rappresentanza della comunità italiana in Svizzera, né con le generazioni delle precedenti ondate migratorie. Questo, in estrema sintesi, il profilo dei nuovi migranti italiani a Zurigo, una meta  sempre più gettonata tra le decine di migliaia di giovani che ogni anno decidono di lasciare l'Italia per andare a cercare lavoro e fortuna altrove.

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24.05.17
Ticino
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Il logo “White power”, una svastica, una croce celtica e un numero in codice che significa “Heil Hitler” per fermare quel nero tamarro, perché tale è, che li “provocava” con le sue canzoni. E così i giustizieri della Lugano da bere, i salvatori della razza bianca si sono incappucciati e hanno infestato la città di volantini intimidatori. Quel concerto non si doveva svolgere, Bello Figo qui non aveva da mettere piede. E per farsi capire, a scanso di equivoci, hanno sfoderato la mitraglieria simbolica più violenta del Novecento, dietro cui ci sono milioni di morti ammazzati.

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24.05.17
Lugano
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Svolta il Lac, inforca via Adamini, e fai cento metri: dopo il grande polo culturale di Lugano, che segue un percorso istituzionale, te ne ritrovi un altro a misura di giovane fatto di sperimentazioni, pochi mezzi, ma tanta creatività. Anche questa è cultura e la si produce allo Spazio Morel, là dove sorgeva una storica autoconcessionaria della città, che da trenta anni ha cessato la sua attività.

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24.05.17
Venezuela
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Il Venezuela sull’orlo del baratro. Crisi economica drammatica (pil -11% nel 2016, inflazione al 700% l’anno passato e, per l’Fmi, 1.600% quest’anno), stallo politico totale, tessuto sociale a forte rischio di rottura con emergenza sanitaria e penuria alimentare, scontri e morti nelle strade, chavismo nell’angolo e destra scatenata dall’odore di una rivincita attesa da vent’anni, crescente isolamento latino-americano e internazionale.

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24.05.17
La vignetta
© vauro

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