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Gli italiani andranno al voto a spese loro. Silvio non dà biglietti gratuiti

di

Dino Nardi
In Italia si è ormai alla vigilia di una lunga stagione elettorale. Tra due settimane si terranno le elezioni regionali che interesseranno ben quattordici Regioni e quindi un numero considerevole di elettori tale da rendere interessante questo appuntamento elettorale anche per capire l’orientamento della popolazione italiana nei confronti dell’attuale governo a quattro quinti dell’attuale legislatura. Per queste elezioni regionali, tuttavia, trattandosi di elezioni amministrative, gli italiani all’estero non potranno avvalersi del voto per corrispondenza e quindi, per poter esprimere il loro voto, dovranno rientrare in Italia nei rispettivi collegi elettorali di appartenenza avvalendosi delle agevolazioni di viaggio previste dall’ordinamento italiano. Agevolazioni che, però, rispetto alle ultime elezioni di cinque anni orsono, non prevedono più per gli emigrati che rientrano in Italia la gratuità del viaggio in treno sul percorso italiano bensì solo uno sconto del 60 per cento. Una decisione del Governo Berlusconi che ha portato il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie), i Comites e l’associazionismo italiano a protestare energicamente ed a chiedere il ripristino delle precedenti agevolazioni di viaggio. Una protesta che, da un lato, è stata fatta propria da alcuni deputati dei Democratici di Sinistra che hanno presentato una interrogazione parlamentare e, dall’altro, ha spinto alcune associazioni italiane a manifestare davanti al Consolato Generale d’Italia di Zurigo tenendo conto che, tradizionalmente, la comunità italiana in Svizzera, anche per la vicinanza geografica, è sicuramente quella che più sente e partecipa alle elezioni italiane e che, quindi, si avvale delle agevolazioni di viaggio in ferrovia. Subito dopo le elezioni regionali, si ipotizza i mesi di maggio-giugno, si proseguirà, poi, con il voto per i referendum sulla procreazione assistita. In questo caso, come già è accaduto nei referendum del 2003, gli italiani nel mondo potranno tornare a votare per corrispondenza avvalendosi della legge 459 del 2001, quella cioè sul voto all’estero. Questo referendum sarà, peraltro, importantissimo, oltre che per i temi in votazione, anche perché sarà praticamente l’ultimo test per verificare lo stato di salute in cui si trova l’allineamento dei dati delle Anagrafi Consolari con quelli delle Anagrafi degli Italiani Residenti all’estero (Aire) che è determinante affinchè tutti gli italiani residenti all’estero possano ricevere il plico elettorale e poter votare per corrispondenza. Infatti, nonostante il miglioramento nel risanamento delle anagrafi che pur c’è stato in questi ultimi due anni, il rappresentante del Governo italiano nella recente assemblea plenaria del Cgie ha affermato che «Secondo i dati del Ministero degli Esteri, i connazionali residenti all’estero sono poco più di 4 milioni, mentre secondo quelli del Ministero dell’Interno sono circa 3,5 milioni: le posizioni allineate fra le due banche dati sono 2,7 milioni (Appare utile ricordare che in occasione dei referenda del 2003 erano solo 1,9 milioni: in un anno e mezzo si è quindi registrato un aumento di circa 800 mila posizioni,ndr)». Un dato, pertanto, estremamente preoccupante poiché significa che ai prossimi referendum potrebbero non poter votare circa 1,3 milioni di cittadini italiani all’estero che, oltretutto, potrebbe risultare decisivo a non far raggiungere il quorum dei votanti che la legge ha fissato nel 50 per cento affinchè un referendum sia ritenuto valido. Se ciò accadesse si scatenerebbero sicuramente delle feroci polemiche sul voto degli italiani nel mondo con il rischio che nel parlamento italiano possa riprendere vigore quel partito trasversale che non è mai stato del tutto convinto della bontà della legge 459/2001. Le conseguenze potrebbero portare a mettere in serio pericolo lo stesso voto all’estero per le politiche italiane della primavera del prossimo anno nelle quali, per la prima volta in assoluto, gli italiani nel mondo voteranno per corrispondenza per eleggere dei loro rappresentanti nel Parlamento italiano: dodici deputati e sei senatori. Ma questa è tutta un’altra storia sulla quale torneremo dopo i referendum. Tuttavia i cittadini italiani che non dovessero ricevere la cartolina elettorale per le imminenti elezioni regionali o il plico elettorale per i successivi referendum è consigliabile che si attivino immediatamente nei confronti della rappresentanza consolare della propria circoscrizione per farsi mettere in regola con l’Aire del Comune italiano di attinenza affinchè possano poi votare per corrispondenza per le elezioni politiche del 2006.

Pubblicato

Venerdì 18 Marzo 2005

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