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Giustizia & Società

Ferito grave, ma non per la polizia

Grazie ai media svizzero tedeschi due giorni dopo in Ticino si scopre che un richiedente l'asilo è stato picchiato violentemente da studenti zurighesi a Locarno.

di

Francesco Bonsaver

Venerdi notte a Locarno, scoppia una lite tra sei studenti di un quartiere della Zurigo bene e un richiedente l'asilo. Quest'ultimo rimane ferito in modo serio e grave, tant'è che è ancora ricoverato in ospedale. Stranamente in Ticino la notizia non esce. Uscirà in Svizzera interna la domenica sera. La mancata comunicazione della polizia cantonale suscita interrogativi. Interpellata, il portavoce della comunicazione spiega che la prassi è di non divulgare ferimenti lievi. Il richiedente a tre giorni di distanza è ancora ricoverato in ospedale a causa delle gravi lesioni riportate. Cronistoria di una mancata notizia che diventa notizia.

 

Domenica sera, ore 20.27, il dottor Franco Cavalli riferisce sulla sua pagina Facebook, molto seguita in Ticino, di una notizia appena apparsa sui giornali svizzero tedeschi (Tages Anzeiger e Nzz), del pestaggio di un richiedente l’asilo nel locarnese ad opera di studenti di un istituto scolastico di Zurigo, situato in un quartiere dove abitano persone facoltose. Il richiedente, riferiscono i giornali svizzero tedeschi, è stato ricoverato all’Ospedale La Carità a seguito dei colpi ricevuti da uno o più studenti. La rissa sarebbe avvenuta venerdì. «Siamo molto preoccupati per quanto capitato, che è contrario ai valori insegnati nella scuola», scrive il direttore dell’istituto scolastico zurighese in una mail riportata dal Tages Anzeiger, concludendo: «Auguriamo al richiedente asilo ferito una pronta e completa guarigione». Gli studenti della Zurigo bene, interrogati dalla polizia, sono rientrati al loro domicilio.

 

Cavalli si chiede come mai in Ticino non si trovi nessuna notizia di un fatto simile avvenuto quasi due giorni prima. Domanda legittima in un Cantone mediaticamente affollato, dove non di rado notizie futili di piccole risse trovano rapidamente spazio sui media. La responsabile di picchetto in Ticino dell’agenzia telegrafica svizzera (Ats), conferma di non aver visto nessun dispaccio del genere, ma aggiunge di voler verificare.

Poco dopo sarà lei stessa a confermare l’episodio, alle 21.37. Dopo aver sollecitato i portavoci della Cantonale, è riuscita ad ottenere uno scarno testo via mail: «l’inchiesta è ancora in corso e quanti sono i ragazzi coinvolti nella lite non è ancora chiaro come non lo è neppure ciò che è accaduto e chi ha iniziato. Il richiedente l’asilo ha riportato delle ferite al volto ed è ancora ricoverato all’ospedale. Nessuno è stato arrestato». Pochi minuti prima, la notizia del pestaggio era già uscita su Ticinolibero (21.26) seguita a tre minuti di distanza da LiberaTv, i portali diretti da Marco Bazzi. Entrambi i portali, sempre sul pezzo quando si tratta di notizie provenienti dalla polizia, concludono l'articolo con «l’uomo ferito sarebbe in gravi condizioni».

 

Il giorno successivo, lunedi, area contatta la polizia cantonale per avere delucidazioni sulla mancata comunicazione del fatto di sangue avvenuto venerdì. «È nostra prassi non comunicare nel caso non vi siano feriti gravi o arresti» spiegano i portavoci del comando delle forze dell’ordine. Da nostre fonti, abbiamo appurato che il richiedente l’asilo è stato ferito in modo grave e le lesioni da lui subite sono giudicate serie, seppur la sua vita non sia in pericolo. D’altronde, difficilmente si resta (almeno) tre giorni in ospedale per delle lievi ferite. Il portavoce della Polizia specifica che per lieve s’intende la decisione del procuratore, se le ritiene lesioni gravi o semplici.

 

Sempre nostre fonti parlano di telecamere di videosorveglianza che avrebbero ripreso i fatti e sarebbero già in possesso degli inquirenti. Alla rissa contro il richiedente l’asilo avrebbero partecipato quattro maggiorenni e due minorenni dell’istituto zurighese. Il peggio sarebbe stato evitato grazie all'intervento di un altro studente a difesa della persona colpita. L’inchiesta, scattata d’ufficio nel caso di aggressione, dovrà appurare anche i motivi che al momento rimangono sconosciuti.   

 

Resta il fatto che la mancata divulgazione della notizia dal comando della polizia cantonale è una notizia. Forse le ragioni sono semplici, magari è complice l’orario delle quattro di mattina in cui è avvenuto il fatto. Ma per alcuni desta sospetti. «Se non uscivano a Zurigo, qui si taceva ancora…E se fossero stati richiedenti d’asilo a mandare all’ospedale qualcuno, penso che l’avremmo saputo subito» è stato il commento più gettonato sui social.

 

In un cantone dove il ministro delle Istituzioni difende in televisione la politica restrittiva applicata dai suoi servizi molto simile all’accanimento nei confronti degli stranieri (tanto da essere ripresi e sconfessati ripetutamente dalle istanze giudiziarie superiori), non stupisce che la mancata notizia delle forze dell'ordine susciti questi sospetti.

 

Aggiornamento martedì 6 ottobre 2020

 

Da nostre informazioni, il giovane somalo ha riportato fratture all'orbita (ossa craniche) abbastanza gravi, tanto che a breve sarà trasferito a Zurigo per un intervento chirurgico al volto.

Pubblicato

Lunedì 5 Ottobre 2020

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