Telelavoro

Sono passate tre settimane dalla decisione del Consiglio federale di chiudere tutte le scuole e limitare la vita sociale, una situazione che ha fatto venire a galla una serie di problemi preesistenti, che si sono acutizzati. La custodia dei figli è uno di questi, e solleva questioni a diversi livelli: il costo elevato per la custodia extrafamiliare dei bambini, la difficoltà nel conciliare lavoro e esigenze famigliari, le differenze di chances a seconda del ceto sociale.

 

Custodia extrafamiliare dei bambini
Nella maggior parte dei cantoni gli asili nido sono ancora aperti, ma ai genitori viene chiesto di tenere i bambini a casa il più possibile perché queste strutture devono garantire la sicurezza del proprio personale e contribuire ad arginare la propagazione del visrus. Una cosa molto difficile quando ci si occupa di bambini, soprattutto se molto piccoli: come si può cambiare un pannolino, imboccare o consolare un bebé a due metri di distanza? Inoltre, a differenza del personale sanitario, questi lavoratori non dispongono né di vestiti di protezione, né di mascherine. Non essendo però stata decretata nessuna chiusura ufficiale dei nidi, le perdite finanziarie sono a carico delle strutture, questa situazione fa sì che i genitori debbano continuare a pagare le rette, anche quando non usufruiscono del servizio di custodia.


Se da un lato è comprensibile che gli asili nido non possono permettersi di rinunciare a questi soldi se vogliono sopravvivere, dall'altro non è nemmeno giusto che siano le famiglie, spesso messe anche loro in difficoltà economiche dalla situazione venutasi a creare con il Covid-19, ad accollarsi tali spese.


Ci sono poi anche genitori che, non potendo più far capo ai nonni, ma dovendosi recare al lavoro nonostante la situazione, devono ripiegare su soluzioni onerose di custodia dei figli e accollarsi spese che non erano state preventivate.


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Le scuole sono invece chiuse e solo in rare eccezioni i genitori possono far capo al servizio di custodia messo a disposizione dai cantoni: nella maggior parte dei casi questo è riservato a chi deve lavorare fuori casa perché svolge un lavoro d'importanza sistemica (in sostanza personale sanitario e chi si occupa della vendita di beni di prima necessità). Il programma scolastico però deve proseguire e sono i genitori a doversene fare carico, genitori che spesso sono chiamati anche a lavorare da casa: un aumento non indifferente del carico di lavoro, che spesso pesa soprattutto sulle spalle delle mamme.


Inoltre i docenti si sono ritrovati a dover escogitare delle soluzioni in pochissimo tempo e in un contesto difficile per permettere ai propri allievi di continuare il programma scolastico, hanno spesso dovuto improvvisare autonomamente e questo ha portato a una grande varietà di modalità nella gestione della scuola da casa.

Modalità che a volte possono scontrarsi con le esigenze professionali dei genitori: se in casa non c'è un computer a testa, ma almeno un figlio e un genitore ne hanno bisogno per lavorare e studiare come si fa? Se gli esercizi da svolgere richiedono la presenza di un adulto che aiuti il bambino, ma i genitori sono occupati a svolgere la loro professione da casa, chi aiuta i bambini?


Inoltre non tutte le famiglie sono in grado di seguire allo stesso modo i figli nella gestione dei compiti già normalmente, un divario che si acuisce ulteriormente in questa situazione dove l'intero programma scolastico grava sui genitori.

 

Figli con esigenze particolari
Le famiglie che hanno a carico bambini con esigenze particolari (con disturbi dello spettro autistico, con difficoltà di concentrazione e/o apprendimento, con un handicap fisico o/e cognitivo,...) sono trascurate dalle misure di sostegno adottate dal Consiglio federale, legate all'età del bambino: prendersi cura di bambini e giovani con bisogni speciali richiede tempo ed energie, indipendentemente dalla loro età.


Inoltre, la chiusura dei centri diurni, dei laboratori e dei vari servizi di terapia e sostegno che normalmente ruotano attorno a queste persone fa sì che le famiglie si ritrovino improvvisamente senza un'importante rete di sostegno e di sgravio e che tutto il carico emotivo, fisico ed energetico gravi su di loro, una situazione che spesso rende impossibile il telelavoro da parte dei genitori, che però non trovano sempre la dovuta comprensione da parte del datore di lavoro.

 

Telelavoro
Attualmente ancora molti vedono nel telelavoro la soluzione che permette di essere attivi professionalmente e occuparsi al contempo della cura dei figli, così da non dover far capo ad asili nido, scuola e strutture d'accoglienza in generale, ma come abbiamo appena visto è semplicemente utopico pensare che un genitore possa dedicare al lavoro da casa, in questa situazione, lo stesso tempo che vi dedicava in ufficio.


Alcuni datori di lavoro lo hanno capito e offrono soluzioni flessibili, senza pretendere un determinato numero di ore dai propri dipendenti, così che il tempo dedicato alla cura dei figli conti come orario di lavoro. Altri invece richiedono espressamente il normale orario di lavoro, indipendentemente dagli obblighi di accudimento, mettendo così sotto forte pressione i propri dipendenti e chiedendo loro, eventualmente, di prendere ore di vacanza.

Pubblicato il 

03.04.20..
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