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Bisogno di sindacato nell’Europa dell’Est

di

Andreas Rieger

Ma nell’Europa dell’Est esistono i sindacati? Effettivamente, con la caduta del Muro di Berlino, a partire dal 1990 le vecchie organizzazioni sindacali statali hanno subito un generale tracollo. Spesso sono rimasti solo dei sindacati gialli a livello aziendale. E anche la chiusura d’interi rami dell’industria ha contribuito alla sparizione dei sindacati: in Polonia fino al 1990 nelle miniere di carbone e sui cantieri navali lavoravano centinaia di migliaia di operai che erano pure ben organizzati; oggi ne sono rimasti soltanto 10.000. L’Unione europea ha predicato in seguito la costruzione di un partenariato sociale nei paesi dell’Est, ma nel contempo prescriveva la deregolamentazione del mercato del lavoro non concedendo alcuno spazio ai sindacati e alla contrattazione collettiva.


Negli ultimi anni qualcosa è però cambiato nei paesi dell’Europa centrale e orientale: le economie, dopo il declino dovuto alla grande crisi, sono tornate a crescere e la disoccupazione è calata. Ora tutti concordano sul fatto che le condizioni di vita all’Est si devono avvicinare a quelle dei paesi occidentali, ma per questo servono anche i sindacati. Sindacati che di questi tempi in molte circostanze ottengono aumenti salariali reali (di percentuali in doppia cifra) e che organizzano scioperi di successo. In Romania hanno strappato un contratto collettivo per il ramo delle banche. In Ungheria hanno organizzato manifestazioni di protesta contro la “legge schiavista” del governo che vuole consentire lavoro straordinario senza freni.


Anche in Polonia i sindacati vivono una stagione con il vento in poppa. Per esempio l’Unione sindacale polacca Opzz, forte soprattutto nel settore della formazione, da poco sta anche aiutando gli immigrati ucraini alla costruzione di una loro organizzazione sindacale. Negli ultimi anni ne sono entrati circa due milioni. I loro permessi di soggiorno hanno una validità di soli 9 mesi e vivono una vita precaria. Hanno dunque bisogno urgentemente di un sindacato.

Pubblicato

Giovedì 21 Marzo 2019

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