Angelo Mastrandrea

L'autore ha scritto 6 articoli
Ambiente & Lavoro
10.10.2019

di 

Angelo Mastrandrea

Per arrivare dalla terra alle tavole di mezza Europa, Svizzera inclusa, la frutta e la verdura dell’Agro Pontino impiegano poche decine di ore. Perché ciò accada, i contratti di fornitura siano rispettati e le grandi catene di super e ipermercati siano soddisfatte, accade che si utilizzino mezzi poco leciti. Non si tratta solo dello sfruttamento dei lavoratori, soprattutto immigrati, pagati pochi euro l’ora e costretti a turni massacranti, anche di notte. E neppure dell’utilizzo di sostanze dopanti e di antidolorifici per non sentire la fatica del lavoro nelle serre, come hanno dimostrato alcune denunce giornalistiche e inchieste giudiziarie. Parliamo, in questo caso, dell’utilizzo di prodotti vietati o addirittura contraffatti per gonfiare la produzione.

Lavoro e ambiente
29.08.2019

di 

Angelo Mastrandrea

Emanuele La Barbera, un veterinario palermitano quarantenne, cercava da tempo «un posto tranquillo e lontano da tutto» per avviare la produzione di formaggi freschi di capra. Finalmente credeva di averlo trovato sull’altopiano dell’Alfina, tra il lago di Bolsena e la città di Orvieto, a mille chilometri di distanza dalla sua città. In questa distesa di boschi e campi coltivati interrotti solo qua e là da casolari e masserie si è trasferito con sua moglie e ha messo in piedi una fattoria che ha chiamato “Il secondo altopiano”. La tranquillità sospirata è finita il giorno in cui ha visto una ruspa «enorme» al lavoro per dissodare un terreno vicino.

Il reportage
17.04.2019

di 

Angelo Mastrandrea

S. ha cominciato a cucire scarpe quando aveva otto anni. «Eravamo sette figli e dovevamo mantenerci da soli, con i primi guadagni sono pure riuscita a comprarmi il motorino», racconta. Non ha mai smesso e ancora oggi, tutte le mattine, quando il tempo è bello la si può vedere al lavoro davanti al portone della sua abitazione, in un vicolo del centro storico di Buonabitacolo. Qui, in questo paesino di appena 2.600 abitanti nell’estremo sud della Campania, il mestiere di cucitrice si tramanda di madre in figlia.

Lavoro e dignità
21.03.2019

di 

Angelo Mastrandrea

Lo chiamano il “passo Amazon”. «Svelto, veloce ma mai di corsa», lo raccontano così i lavoratori del centro di distribuzione di Passo Corese, un paesino tra le colline della Sabina 30 chilometri a nord di Roma dove la multinazionale del commercio elettronico ha aperto il secondo hub italiano. Lo devi tenere dal momento in cui timbri il cartellino con l’apposito badge, mentre sali o scendi le scale senza abbandonare il corrimano, ti dirigi alla postazione seguendo il percorso pedonale o svolgi le tue mansioni, fino a fine turno. Se non lo fai, rischi un feedback negativo, una sorta di ammonizione che peserà sul rate, il tuo punteggio personale, e in definitiva sull’assunzione, se non hai un contratto a tempo indeterminato.

Il reportage
30.05.2018

di 

Angelo Mastrandrea

Via Bologna non è una strada come le altre, a Casal di Principe, comune di poco più di ventimila abitanti a nord di Napoli divenuto tristemente celebre, grazie al best seller Gomorra di Roberto Saviano, per aver dato il nome all’omonimo clan malavitoso. Questo budello stretto e apparentemente anonimo, chiuso da alte mura che nascondono antiche corti risistemate, giardini con le palme e vecchie abitazioni contadine lievitate in ville e palazzine a più piani, è stato il quartier generale dei Casalesi. Una camorra imprenditrice e di estrazione contadina, alleata con la ’ndrangheta calabrese e ramificata in tutto il Nord Italia, che ha investito i proventi dei traffici illeciti nell’Est Europa e ha portato i soldi in Svizzera (nel 2013, in Canton Ticino le furono sequestrati 14 milioni di euro).

Il reportage
03.05.2018

di 

Angelo Mastrandrea

A vederla oggi, si fa fatica a pensare che appena quattro anni fa la Mancoop di Santi Cosma e Damiano, un paesino del basso Lazio a poche centinaia di metri dal vecchio Ponte borbonico sul fiume Garigliano che separa dalla Campania, sembrava destinata a diventare l’ennesimo relitto industriale del centro-sud Italia. All’epoca, i vecchi capannoni languivano abbandonati, i macchinari sigillati dal tribunale fallimentare, sul retro era accatastata una montagna di scarti della produzione di nastri per imballaggi, tra cui colle e solventi. Nel piazzale d’ingresso, in un metro quadro di terreno sottratto al cemento, gli operai che la occupavano da due anni avevano piantato qualche fiore e alcuni ortaggi. «È il nostro orto operaio, un simbolo di rinascita», dicevano.


Torna su

Editore

Sindacato Unia

Direzione

Claudio Carrer

Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

..
Indirizzo
Redazione area
Via Canonica 3
CP 5561
CH-6901 Lugano
Contatto
info@areaonline.ch
Inserzioni pubblicitarie

Tariffe pubblicitarie

T. +4191 912 33 80
info@areaonline.ch

Abbonamenti

T. +4191 912 33 80
Formulario online

INFO

Impressum

Privacy Policy

Cookies Policy

 

© Copyright 2019